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Appello al Ministro Franceschini: accolto un segnale di speranza.

Comunicato stampa: Parte da Udine su impulso della Nico Pepe l’appello delle Scuole e Accademia di teatro italiane rivolto al Ministro Franceschini per la ripartenza dei corsi, un segnale di speranza che è stato accolto!

È partita da Udine, dalla Civica Accademia Nico Pepe, l’idea di rivolgere al ministro della Cultura Dario Franceschini un appello per richiamare l’attenzione sulla specificità delle Scuole e Accademie di Teatro italiane, che come il mondo dello spettacolo dal vivo, i teatri e le compagnie sono state travolte dall’emergenza sanitaria: porte sbarrate quindi per un periodo lungo e poche prospettive di ripresa. Il mondo del teatro sta attraversando una crisi drammatica e l’appello ha voluto lanciare un segnale, innanzitutto istituendo un coordinamento tra le diverse istituzioni nazionali, per confrontarsi e cercare una strategia comune. Nelle intenzioni di Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe e promotore dell’appello, si trattava innanzitutto di richiamare la specificità delle scuole e il loro cruciale ruolo di luoghi dedicati al futuro dei protagonisti della scena. Cancellare la speranza di un ricambio e di un futuro avrebbe aggiunto ulteriori preoccupazioni allo scenario già così cupo. La risposta è stata corale e entusiasmante, si è creato un dialogo fertile e utile dal quale sono nate le proposte indirizzate al Ministro che pongono l’accento sul valore collettivo del teatro e sulla specificità delle discipline che vi si insegnano, dove si esercita quello straordinario e insostituibile “corpo a corpo” che rende il teatro vivo e necessario dopo millenni. Si è chiesto innanzitutto di citare espressamente le scuole di Teatro per lanciare un segnale di attenzione e incoraggiamento ai giovani che le frequentano e poi di adoperarsi per la ripresa della modalità laboratoriale che caratterizza queste strutture formative, sempre con la rigorosa osservanza a norme e prescrizioni dettate dalle autorità sanitarie. Hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo insieme alla Civica Accademia Nico Pepe di Udine, l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico di Roma, la Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, La Scuola Accademia dei Filodrammatici di Milano, La Scuola di Teatro del Piccolo Teatro di Milano, l’Arsenale Scuola di Teatro (Milano), la Scuola del Teatro Stabile di Napoli Teatro Nazionale, la Scuola dei Mestieri del Teatro Biondo di Palermo, la Scuola del Teatro Nazionale di Genova, la Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”, la Scuola di Teatro “Iolanda Gazzero” Laboratorio permanente per l’Attore di Emilia Romagna Teatro Fondazione, la Scuola Modello Te.Se.O Veneto Teatro Stabile del Veneto Accademia Teatrale Veneta, l’Accademia d’Arte del Dramma Antico Fondazione INDA onlus.
L’appello ha sortito l’effetto sperato e con grande soddisfazione a compensare tanti giorni di contatti e le legittime aspirazioni di attori registi e drammaturghi del futuro, le richieste sono state accolte e fatte proprie dalla Commissione Cultura della Camera che ha espressamente citato “nell’ambito degli interventi di sostegno la particolare specificità delle scuole e accademie di teatro, al fine di consentire una ripresa delle attività didattiche”. La relazione è quindi stata letta dal Ministro Franceschini nel corso dell’audizione tenutasi oggi alla Camera.
Obiettivo quindi conseguito e tanta comprensibile soddisfazione alla Nico Pepe e gli altri sottoscrittori, resa ancora più significativa dal fatto che si è creato un fronte comune che ha espresso in maniera unitaria le proprie richieste, un valore da far crescere e implementare anche in futuro: si sono gettate le basi di una auspicabile e futura collaborazione nel settore della formazione.
Il risultato conseguito vede dunque la nostra regione muoversi in direzione coerente con queste richieste – con l’ordinanza 12 firmata dal presidente Fedriga il 3 maggio relativa ai soggetti privati che erogano attività formativa – come a dire che il buon senso va prevalendo e riguardo alla ripresa delle attività si pensa a dare dignità a tutti i settori senza tralasciare quelli di ambito formativo, ingiustamente a volte considerati per ultimi, ma che concorrono a sostenere in modo fondamentale la vitalità, la crescita e la tenuta del tessuto sociale.
Un territorio quello del Friuli Venezia Giulia che conferma la sua valenza di laboratorio progettuale, orientato a pensare al futuro e a raccogliere le migliori forze per ripartire.

L’appello al link seguente:
APPELLO ACCADEMIE E SCUOLE DI TEATRO

Appello al Ministro Dario Franceschini

Egregio Signor Ministro Dario Franceschini,
vorremmo porre alla Sua cortese attenzione la questione delle Scuole e Accademie di Teatro e Spettacolo dal vivo che Le chiedono di essere considerate in virtù delle loro specificità.
Le Scuole di Teatro, le Accademie d’Arte Drammatica qui rappresentate, sono realtà uniche nel panorama culturale italiano e le loro differenze, sia per come sono strutturate che per i legittimi indirizzi nel vasto territorio della pedagogia teatrale, sono un patrimonio inestimabile di eccellenza, di serietà professionale, e in questo momento difficile possono contribuire a segnare il passo di una ripresa di speranza…
(continua al link Appello al Ministro )

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Teatro in emergenza

Se le restrizioni imposte sono dettate dalla necessità di salvaguardare la salute pubblica, valore essenziale e di indiscutibile priorità, noi gente di teatro, nel comprendere la difficoltà del momento, non possiamo dimenticare quanto tutto questo si tramuti in incubo per coloro che – e sono la maggior parte – vivono nella precarietà e anzi hanno fin qui fatto della precarietà stessa, se non un punto di forza (se mai fosse possibile), certamente uno stile di vita.

In questo momento tanti colleghi senza lavoro e senza alcuna protezione si trovano in serie, serissime difficoltà e senza una possibilità di previsione sui tempi per l’uscita dall’incubo. Andrebbe riformulato tutto il settore e pensiamo ci sia una questione: garantire i lavoratori dello spettacolo che in situazioni come queste dovrebbero poter contare su uno stipendio minimo, di dignità.

Adesso il tema è soprattutto trovare come proteggere i più deboli di una categoria già debole e precaria per suo statuto. Il pensiero va molto concretamente ad alcuni colleghi docenti, giovani e meno giovani, che non hanno spettacoli perché saltati e non hanno produttori alle spalle, e che dunque le prove erano pagate attraverso gli incassi previsti o i ben ridotti cachet quando va bene, e non hanno ora nessun introito attraverso l’insegnamento, la trasmissione della loro arte. Semplicemente, drammaticamente fermi. Anzi fermi non lo sono perché non lo sono mai stati e di certo stanno provando nuovi spettacoli. Ma molti di loro non possono contare su depositi o prestiti bancari per sopravvivere a questo momento. In altri paesi sarà certo sempre dura, ma questa protezione garantita in una qualche forma differenziata esiste… In questo caso inoltre si tratta di stato di emergenza e si dovrebbe poter coprire almeno il mancato guadagno attraverso semplici verifiche. Credo che da artisti dovremmo approfittare per imparare da questa esperienza e reimpostare tutto il settore e non lasciare indietro nessuno, garantendo un salario minimo almeno in questo tempo di calamità.

Molti ricordano in questi giorni quanto sia fondamentale la Sanità Pubblica e non sia stata una buona idea risparmiare su essa.
Noi crediamo che alla sanità dei corpi debba essere affiancata la Sanitas dell’anima della cultura e della bellezza attraverso teatro musica danza etc. etc. perché garantiscono la sopravvivenza della parte specificatamente umana dell’umanità…. Dobbiamo ora agire assieme e pensare sia all’adesso con interventi urgenti e mirati sia al dopo. Non possiamo aspettarci che un giorno si dirà: “pericolo scampato, ne siamo fuori ” e tutti di corsa torneranno a teatro. Ci vorrà tempo per ricostruire e ricucire, per ristabilire un rapporto che questa interruzione ha fatto crollare rivelandosi terremoto dell’anima oltre che epidemia, o pandemia se sarà definita tale. Se questa Quaresima pare essere tremendamente assimilata a quelle dei secoli passati in cui gli attori non potevano lavorare e che vedevano come portatrice di miseria (aborrendo il colore viola) è il momento per riflettere e creare condizioni più umane e solidali … È urgente e necessaria una seria riflessione per queste categorie così a rischio e attivare delle protezioni che invece sono presenti in altri paesi a diversi livelli tutelando ad esempio il lavoro a intermittenza.

La nostra solidarietà va a tutti i colleghi e colleghe e amici che vedono annullati gli impegni e sono rimandati a casa, alle associazioni culturali, alle compagnie, ai gruppi alle organizzazioni e ai singoli attori registi danzatori musicisti e lavoratori tutti delle arti performative. Il nostro pensiero attuale e il lavoro che proseguiamo alacremente con contatti quotidiani e continue rimodulazioni dei programmi accademici è volto a garantire che nulla verrà perso e recupereremo ogni docente facendo tutto il possibile e oltre…
Ma intanto in questa difficile contingenza vogliamo esprimere vicinanza ai tanti colleghi e alle colleghe affinché non si sentano soli. Rivolgiamo un appello alle autorità – Stato, Regione e Comuni – perché non facciano mancare il loro pieno appoggio a categorie che operano per la qualità della vita, per donare bellezza, per stimolare la coscienza critica.
Un segnale di incoraggiamento che osserviamo sta nei nostri allievi della Nico Pepe, che oltre al lavoro giornaliero che svolgono isolatamente con la nostra guida a distanza, hanno organizzato in totale autonomia una serie di interventi attraverso letture e azioni di “pronto intervento per la salute dell’anima” effettuate nel pieno rispetto delle norme di restrizione e a distanza di sicurezza, convinti che la poesia, il sorriso attraverso il gesto e la parola che si fanno arte e cultura, siano azioni vitali e necessarie.

Siamo solidali e vicini ai cittadini e alle cittadine, che ci seguono e sostengono nelle tante occasioni di incontro che abbiamo proposto e che continueremo a proporre e li assicuriamo che non vediamo l’ora di ritornare a incontrarli per proseguire, forse con maggior consapevolezza, il magnifico dialogo finora intessuto.
Claudio de Maglio
Direttore della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe
Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine

Nico Pepe - Ogni domani è importante

Chiusura fino al 3 aprile 2020.

Carissimi,
a malincuore, a seguito delle disposizioni del decreto della Presidenza del Consiglio che stabilisce la chiusura di Scuole, Università… per gli eventi legati al “Corona Virus”, vi informiamo che saremo chiusi fino al 3 aprile.
Restate appassionati!
A presto

Ferruccio Soleri e Carlo Boso

Workshop Internazionale di Commedia dell’Arte

Sono aperte le iscrizioni alla quarta edizione del Workshop Internazionale di Commedia dell’Arte, che prevede alcune novità, intanto l’aumento del periodo di giornate di svolgimento, dieci intensi giorni dal 25 giugno al 4 luglio 2020, e la presenza di maestri e pedagoghi di rilevanza internazionale: Carlo Boso, Marco Sgrosso, Elena Bucci, Stefano Perocco di Meduna e Ferruccio Soleri come ospite d’onore! Credo i giovani attori possano cogliere l’opportunità di compiere una esperienza al fianco di maestri della scena, esperti della nobile disciplina della Commedia dell’Arte che ha segnato la nascita della professione teatrale del Teatro Moderno in Europa e nella cultura occidentale.
Il tema del Workshop di quest’anno è dedicato agli Intrighi amorosi. Il tema si presta allo studio di diversi personaggi della Commedia e oltre al lavoro sul personaggio e alla costruzione della maschera sono previste sessioni di duello/combattimento scenico, lavoro con la maschera al training fisico/acrobatico. Per quanto riguarda i costi abbiamo pensato di proporre agli allievi diplomati e in generale a coloro che sono allievi di scuole di teatro una quota di partecipazione di €.350,00.

La scadenza della presentazione delle domande di partecipazione è il 31 maggio 2020. Info: [email protected]

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