Made in Nico Pepe. Da Udine al resto della penisola, l’invasione degli ultrapepi.

Fino a un decennio fa erano pochi esemplari. La prima generazione. Poi si sono moltiplicati. Ora li trovi ovunque. Festival. Rassegne. Stagioni. Non conti quasi più le loro produzioni. Cresciuti e diplomati dalla “Nico Pepe” – l’accademia teatrale che ha sede a Udine – sono qualcosa come un fenomeno.


Accademia Nico Pepe Udine – allievi in prova

Nico Pepe, chi è? chi era?
Sospetto che siano pochi oramai quelli che sanno chi era Nico Pepe. Se date un’occhiata a Google o Wikipedia, potrete scoprire che il suo nome è al centro di una costellazione nella quale trovano posto tanto l’Arlecchino di Strehler quanto Riso amaro di De Santis. Tanto Fritz Lang quanto lo Stabile di Torino. Nico Pepe – nato nel 1907, scomparso nel 1987 – aveva vissuto fino in fondo la stagione grande del teatro e del cinema del ‘900.

Ma a chi fa, e a chi vede teatro oggi, il nome di Nico Pepe racconta invece altro.

Racconta di attori che si sono formati nell’accademia teatrale di Udine, la città dove Nico Pepe era nato, e che oggi porta il suo nome. Racconta di compagnie che sono andate a formare la generazione recente del teatro italiano: Carrozzeria Orfeo, Vico Quarto Mazzini, Kepler 452, per fare nomi fra i più riconoscibili, ma aggiungerci subito dopo La Ballata dei Lenna, Scena Nuda, il più solistico Alex Cendron, il più internazionale Matteo Spiazzi. Per arrivare alle formazioni più recenti, che si fanno strada a forza di progetti e date da costruire giorno per giorno: L’Amalgama, ArtiFragili, per esempio. Fino ai nuovi battezzati dal diploma triennale, che già si organizzano per un’onorevole entrata nel mercato. Della professione teatrale, intendo.


Carrozzeria Orfeo – Miracoli metropolitani – ph Laila Pozzo

La generazione recente
Davvero non so se qualcosa accumuna il cinismo sornione con cui Carrozzeria Orfeo intesse le sue storie di instabilità umana (da Thanks for vaselina al recente Miracoli metropolitani) e la fuga nell’inesplorato assurdo di Daniil Charms, che ha fatto la fortuna di L’Amalgama (Saduros è un titolo, ma è anche un anagramma).

E non so se l’assai responsabile lavoro d’interprete che Alex Cendron porta avanti da anni (e si esprime adesso in Aquile randagie), sia lo stesso che Manuel Macadamia ha esercitato nella ricerca liquida da cui è nato il progetto multipiattaforma Lux. O lo stesso che Massimiliano di Corato mette nel teatro di narrazione di La nave dolce. Per non dire della particolare strada su cui si sono messi Nicola Borghesi, Paola Aiello, Lodo Guenzi.


Kepler 452 – Capitalismo magico – Nicola Borghesi e Lodo Guenzi

So invece che che il sigillo d’autenticità “Nico Pepe” è presente in tutti i loro curricola. E sempre più spesso lo vedo apparire anche nelle manifestazioni che segnalano nuove vocazioni di scena (come l’annuale Premio della rivista Hystrio). Lo ritrovo nei titoli che appaiono nei cartelloni dei festival che fanno scouting teatrale (In-Box, a Siena è uno di questi, ma anche Primavera dei Teatri a Castrovillari lo fa). E ciò mi riporta ad altri dei giovani nomi che ho visto crescere nella Nico Pepe.

Non è quindi un caso o una fortunata evenienza, se l’accademia di Udine sempre più spesso riesce a certificare talenti come faceva, fino allo scorso decennio, una didattica del teatro che aveva i suoi punti di riferimento solo a Roma e a Milano.

Lontano dalle metropoli, forse si studia meglio: più concentrazione, meno stimoli distraenti, e un punto di vista che non è solo quello concorrenziale. Chiunque voglia fare l’attore o l’attrice sa bene che l’offerta supera di molte misure la domanda. La diffusione, l’invasione direi, dei “Nico Pepe” ha insomma le caratteristiche del fenomeno.


L’Amalgama – Saduros – Caterina Bernardi e Gilberto Innocenti

Un festival per la “Nico Pepe”
Per sottolinearne la portata, proprio in questi giorni l’Accademia udinese chiama a raccolta molti dei suoi ex allievi, e per loro, e con loro, mette assieme un festival. Indispensabile anche come momento di incontro per tutti coloro che, dopo il diploma, hanno intrapreso percorsi nomadi. Come ai tempi della Commedia dell’arte.

Fino al 26 luglio il SAFest (Summer Academy Festival) mette in cartellone a Udine i risultati che questi giovani artisti hanno conseguito in due anni di lavoro teatrale, segnati dalle strette della pandemia, ma anche dagli sforzi fatti per uscirne. È un cartellone pieno di appuntamenti (li trovate elencati qui) e schiera molti nomi di compagnie in progressiva crescita. Come Sclapaduris (Attenti al loop), Collettivo Museco (Peregrinationes), Atlante (Do ut des), o la compagnia Raimondi-Iagulli (Opera Popz).


Sclapaduris – Attenti al loop, anatomia di una fiaba

Serata particolare poi, quella di domenica 25, quando, con tutti loro e sotto la guida di Julie Stanzak, prenderà avvio una Nelken Line, infinta sequenza in ricordo di un’invenzione indimenticabile di Pina Bausch. Una serpentina di gesti che si snoderà per il centro della città: l’invasione degli ultrapepi, praticamente.

Diabolik Comedy

Diabolik Comedy

THE DIABOLIK COMEDY
CANOVACCIO ORIGINALE DI COMMEDIA DELL’ARTE

Regia e drammaturgia Claudio de Maglio
Canti di Commedia a cura di Marco Toller
Maschere di Stefano Perocco di Meduna
interpreti gli allievi del II anno di corso
Chiara Aquaro
Mattia Bartoletti Stella
Davide Benaglia
Lorenzo Leopoldo Egida
Federico Furlan
Davide Riboldi
Marta Soci
Ariele Celeste Soresina
Carla Vukmirovic

Note di regia
The Diabolik Comedy – La Commedia Diabolica
Lo scenario pone i personaggi della nobile tradizione della Commedia dell’Arte al servizio del grande tema dell’anno: i settecento anni dalla morte del padre della lingua “…dove ‘l sì suona”.
Gli ingredienti sono tratti sia dalla tormentata vita del Sommo Poeta che conobbe la condanna per baratteria e per altri innominabili reati assieme all’esilio, sia dal suo potente immaginario in cui albergano tutti i possibili vizi e le passioni umane. Inoltre ci siamo anche lanciati nel formulare ipotesi fantasiose ma sempre partendo da dati storici in mezzi ai quali compaiono dei “buchi” …Vi sono alcuni anni infatti dei quali si sa poco; molti critici e storici immaginano viaggi che il Vate potrebbe aver fatto spingendosi non solo in Friuli ma finanche in Croazia. Il tema della sua eredità in senso non solo metaforico attraversa l’intera vicenda “diabolica”. Non è però la nostra una commedia sulla ben più celebre Commedia del Vate, bensì un gioco di specchi in cui la potenza evocativa del libro è molto presente assieme all’intreccio di situazioni recuperate dalle dinamiche geopolitiche del suo tempo: raggiri, imbrogli, complotti, lotte di potere… che ci fanno capire quanto la storia si ripeta e quanto poco abbiamo imparato da essa.
Due famiglie in lotta tra loro: i Bianchi e i Neri. Una faida che sembra non avere soluzione di continuità finché non arriva un paciere, o apparentemente tale, che in realtà cela scopi ancora più sordidi. Una storia d’amore che si presenta come impossibile in vista di un obbligo offrirà lo spunto all’esistenza tanto della donna amata, idealizzata quanto della “donna dello schermo”. Un servo che per sbaglio mette le mani su uno strano volume che ha il potere di risvegliare e scatenare i diavoli, un padre che impone al figlio il destino premeditato per lui contro le sue stesse inclinazioni e il figlio che si ribella, una strana fanciulla dai poteri misteriosi giunge a reclamare un’eredità che altro non è che il suo diritto a un nome… questi e altri gli ingredienti esplosivi di una commedia esilarante in cui si parla del passato per parlare delle assurdità del presente. E inoltre in questa trama dai continui colpi di scena verrà svelato il “vero” motivo dell’avversione del sommo poeta verso la lingua friulana… magari la motivazione non è storicamente accreditata, ma pur sempre affascinante. I vari personaggi come gli Innamorati e Pantalone, il Dottore con i servi e il Capitano assieme ad altri creano il gioco di una commedia vorticosa nella quale si animano anche i diavoli per regalare la loro scatenata energia vitale.
Claudio de Maglio
Ingresso libero previa prenotazione a [email protected]

Ultima tappa all’Arena Nico Pepe 26 luglio ore 20:30.

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Mosaico in 11 pezzi/Soirée Monologhi

Cos’è la Soirée dell’Accademia? È un momento di libertà compositiva per gli allievi della Nico Pepe che in autonomia scelgono il testo ne curano la drammaturgia, la regia e la messa in scena di fronte al pubblico e ai docenti della Nico Pepe. Si tratta dunque di esplorazioni, azzardi, momenti per perdersi e per ritrovarsi all’interno del percorso formativo annuale, in “luoghi” teatrali che riservano inaspettate rivelazioni… E non c’è Soirée più rivelatrice della tradizionale finale di anno accademico, tali possiamo considerare questi 11 ineffabili pezzi inesorabili, un mosaico di tonalità e talenti!
E dunque è il momento… Merda, Merda, Merda a Gaia Amico, Andrea Baldoni, Simone Debenedetti, Cristina Greco, Francesco Ippolito, Nicola Lorusso, Giuseppe Losacco, Pietro Macdonald, Giulio Macrì, Sara Pagani, Alberto Viscardi.

The Nelken Line

The Nelken Line

DANZA ANCHE TU LA NELKEN LINE!

AreaDanza_Urban Dance Festival è alle porte!
All’interno del programma, tra prime assolute e ospiti internazionali, AreaDanza propone il progetto Dance! The Nelken Line dedicato alla pioniera della danza Contemporanea Pina Bausch.

DANCE! THE NELKEN LINE è un flash mob lanciato dalla Pina Bausch Foundation che invita tutti, professionisti e amatori, a danzare l’elogio delle stagioni. The Nelken Line Project dal 2017 ha riunito migliaia di appassionati di danza da tutto il mondo. Il risultato viene filmato e il video trasmesso alla fondazione, che lo archivia e lo distribuisce, creando così una comunità internazionale in movimento che condivide la profonda umanità di Pina.

Con questa azione partecipata AreaDanza e la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine vogliono coinvolgere la comunità nella passeggiata gestuale ospitando la storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal Julie Stanzak.

Vieni a vivere la Nelken Line domenica 25 luglio da Julie Stanzak dalle 17.30 alle 19.00 in Largo Ospedale Vecchio. Alle 19:30 danzeremo lungo le vie della città di Udine!
La partecipazione di tutte e tutti, amatori e professionisti, senza vincoli d’età, è gratuita e la prenotazione obbligatoria.

Il progetto The Nelken Line prosegue, a cura degli Arearea, anche a Valvasone 6 agosto/ Venzone 7 agosto/ Palmanova 8 agosto.
Sarà un piacere condividere Dance! The Nelken line con i partecipanti di Udine anche nelle successive tappe del festival.

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Contatti & Info

Largo Ospedale Vecchio, 10 33100 Udine

+39 0432 504340
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