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Seconda fase dei provini di ammissione

Comunicazione di servizio:
le giornate della seconda fase dei provini di ammissione al nuovo anno accademico sono state posticipate alle date seguenti:
7-8-9 novembre 2018.

lettura espressiva

Corso base di lettura espressiva – “Raccontare lo sfondo” / novembre 2018

Corso base di lettura espressiva

“Raccontare lo sfondo”
ovvero
come evitare la monotonia nelle descrizioni del paesaggio.
a cura di Paola Bonesi
ogni giovedì a partire da giovedì 8 novembre, dalle ore 18,00 alle 20,00.

Un libro è un oggetto magico, una macchina dei sogni… cominciamo a leggere e dopo qualche istante le parole diventano trasparenti e la pagina si trasforma in uno schermo sul quale compaiono immagini vividissime…
Quando leggiamo per qualcun altro accade la stessa cosa. Chi ascolta, dopo un po’ comincia a VEDERE…
Alle volte però non è così facile, specie CON QUELLE LUNGHE DESCRIZIONI DEL PAESAGGIO che inducono alla MONOTONIA…

Trasformare le due dimensioni della pagina scritta, nelle tre dimensioni del racconto è un arte, e tra i suoi segreti ci sono anche quelli per risolvere questo “impaccio”.
Il corso base in 5 incontri monografici è rivolto a chi non ha mai affrontato la lettura in pubblico, ma anche a chi desidera migliorare la propria efficacia. Durante gli incontri apprenderemo tecniche di dizione e di analisi del testo. Sono previste esercitazioni collettive e individuali.

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Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro, 11 ed. 2018

Con il progetto PREMIO NAZIONALE GIOVANI REALTÀ DEL TEATRO la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” crea opportunità di promozione e inserimento nel mondo dell’attività teatrale per giovani compagnie, attori, registi, drammaturghi. La manifestazione si svolgerà a Udine il 25 novembre 2018; potete inviare già da adesso i vostri progetti ed entro il termine di scadenza del 2 novembre 2018, avrete l’occasione di mettere in luce il vostro progetto teatrale, di trovare una via per affermare la vostra creatività di attori, registi e drammaturghi Under35!

bando premio giovani realtà XI ed. 2018

 

 

Monastero Ghelati

Claudio de Maglio al Festival di Poti in Georgia/luglio 2018

Il ritorno in Georgia nello scorso fine luglio 2018 è stato un altro tuffo nella storia, nella bellezza dei paesaggi e nella calda accoglienza della sua gente. L’occasione era il Festival Internazionale dei Teatri Regionali di Poti sul mar Nero dove avremmo portato lo spettacolo di Commedia dell’Arte tratto da “Love’s labor lost” di Shakespeare prodotto a Tbilisi con attori georgiani e il fatto di essere atterrato proprio a Tbilisi mi ha restituito il senso del viaggio, l’attraversare paesaggi che cambiano, climi diversi e odori, sapori che mi sono diventati familiari. I giorni del festival scorrono velocissimi tra interviste prove e spettacoli… un’atmosfera piacevolissima creata con sapienza dall’attrice giustamente amata Nìneli Chankvetadze, assistita da Nana Tutberidze e da Beka Jumutia infaticabili nel cercare di far sentire gli ospiti a proprio agio e far girare il grande meccanismo del festival.
A noi ospiti capitava di incontrare colleghi teatranti  provenienti non solo da tutta la Georgia ma anche da Russia, Polonia, Stati Uniti d’America etc etc … Nìneli è anche riuscita  a organizzare, nonostante il poco tempo a disposizione, una gita a Kutaisi, bellissima città dell’antica Colchide attraversata dal fiume che una volta si chiamava Pasis e adesso Rioni. Vedendo le sue acque gorgoglianti ho immaginato Giasone e gli argonauti risalire la corrente a tratti tumultuosa con la loro nave alla ricerca del vello d’oro… (hanno fatto nel 1984 un esperimento ricostruendo una nave coi metodi di allora e ci sono riusciti!). Li ho immaginati giovani scapestrati, come Pasolini me li aveva figurati nel suo bellissimo e struggente film, arrivare proprio qui e conquistare l’amore di Medea che Euripide volle presentarci, infanticida per vendetta, ma che invece qui raccontano in modo diverso… Medea va riabilitata e molti nei tempi, anche piuttosto recenti, hanno tentato di farlo, ma spetta ai georgiani raccontarcelo attraverso un gesto di arte drammatica contemporanea che attendo con curiosità e interesse.
Abbiamo visitato oltre alla città, con un suo teatro  notevolissimo, anche il vicino sito Ghelati, complesso architettonico e monastero voluto nell’undicesimo secolo dal re Davide quarto, l’uomo che fu canzonato dai vicini regnanti come “re dei boschi” ma che di fatto riuscì a riunire la Georgia come unica Patria sotto di sé.. un uomo pare di statura fisica elevatissima e infatti la sua lunga tomba si trova all’ingresso di questo sito bellissimo e di grande pace tra le alture, immerso nella natura. Re Davide volle che la sua tomba venisse posta all’ingresso per essere calpestata nei secoli come gesto di umiliazione allo scopo di espiare i delitti commessi in vita…  Abbiamo poi visitato le “cave di Prometeo“ un lungo cammino con guida nelle viscere della terra tra stalattiti e stalagmiti che delineano forme di grandissima suggestione e illuminate con molta sapienza. Sarebbe bello che l’Ente Turismo georgiano promuovesse un concorso per dare un nome ad alcune di queste formazioni (in una per esempio ci ho visto le guglie della “Sagrada Familia” celebre cattedrale di Gaudì a Barcellona ma chissà quante altre proposte potrebbero esserci) e credo potrebbe attrarre ancora più visitatori pur avendone già parecchi.
Ritorniamo al festival di Poti e alla Commedia Italo-Georgiana che ha avuto accoglienza calorosissima e che fa sperare ulteriori progetti condivisi. Questa esperienza mi ha dato molte riflessioni sul teatro, sulle motivazioni che ci spingono verso quest’arte e sul senso dell’incontro tra culture. Ne sono arricchito.  Ritorno a Tbilisi e mi reimmergo nella sua storia e nella sua bellezza ammaliante. Visito il Museo Statle della Georgia Janashia dove si trova il tangibile segno che la nostra storia di umani è iniziata da queste parti, in queste terre 1.700.000 anni fa e non in Africa… poi vedo i segni di civiltà antiche e gioielli preziosi e manufatti in oro… allora capisco ancora di più quel risalire di Giasone e dei suoi compari alla ricerca dell’oro georgiano e per dirla di nuovo con Pasolini “ciò che è mitico è realistico”… ne colgo il tangibile e concreto anelito dei conquistatori, almeno ora mi sembra più chiaro. La Georgia è una culla di civiltà ed ecco perché tutti l’hanno sempre cercata amata conquistata deturpata frammentata e sottomessa… ecco perché ha avuto solo tre anni di vera indipendenza nella sua ultramillenaria storia (dal 1918 al 1921) e che oggi ancora cerca di difendere con onore e dignità ma anche con la grazia dei suoi abitanti. Allora se in Georgia può accadere di ritrovare le proprie origini siamo tutti un po’ georgiani.

Claudio de Maglio

spettacolo al Festival di Poti

Monastero di Ghelati

Caverne di Prometeo

Caverne di Prometeo

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la riuscita di SAFest

Oltre sessanta giovani partecipanti provenienti da scuole europee ed extraeuropee, quattro performance aperte al pubblico gremite, la nuova collaborazione con Arearea e ospite d’eccezione: Carolyn Carlson.

In occasione di SAFest, il Summer Academy Festival promosso dall’Accademia Nico Pepe di Udine, più di sessanta giovani talenti della danza e del teatro provenienti da scuole europee ed extraeuropee – tra cui The Boris Shchukin Theatre Institute di Mosca e la Scuola Teatro Dimitri di Verscio dalla Svizzera – hanno vissuto una travolgente e straordinaria esperienza, con la quale hanno avuto l’imperdibile opportunità di lavorare insieme, confrontare e sperimentare tecniche e tradizioni artistiche poliedriche, con impareggiabili professionisti tra i quali Carolyn Carlson, ospite d’eccezione.
“Questa edizione di SAFest è stata particolarmente felice perché si è verificata una rara alchimia mettendo assieme giovani studenti teatrali di diverse accademie di vari paesi e in particolare i giovani russi dello Shchukin Institute di Mosca, accademie che garantiscono un alto livello di preparazione professionale. Nonostante i percorsi per raggiungerli siano differenti, abbiamo ritrovato principi comuni. Abbiamo osservato inoltre come la tecnica sia una cosa da costruire con notevole maestria ma che acquista il suo senso solo quando viene abitata dal fuoco interiore e dal talento di ciascuno“ afferma Claudio de Maglio, Direttore della Civica Accademia udinese che ha seguito da vicino i ragazzi durante l’intero festival.

Carolyn Carlson, affiancata dalla danzatrice Sara Orselli, che la segue in questo tipo di eventi insieme alle musiche eseguite in diretta di Paki Zennaro, ha fatto propria la qualità del progetto didattico della Nico Pepe, ha proposto fasi di training di assoluto interesse da cui partire per la composizione di una coreografia autentica, vibrante di emozione intessuta all’inizio di parti corali più fisiche, proseguite poi in partiture più danzate e recitate, emotivamente molto coinvolgenti e poetiche.

Nelle quattro giornate di Festival – che si è svolto negli spazi della Nico Pepe in Largo Ospedale Vecchio a Udine, dal 16 al 19 luglio – si sono intrecciati e susseguiti laboratori, master class, performance ed eventi aperti al pubblico, un ricco programma sotto il titolo “Il corpo in scena”, filo rosso fortemente voluto dal direttore Claudio de Maglio che spiega come l’importanza di “un confronto diretto e pratico attorno alla più importante delle sorgenti comuni, quella cioè dell’incarnazione”.

Con SAFest l’arte della danza e del teatro hanno oltrepassato i muri dell’Accademia e si sono riversati all’esterno, animando diversi spazii del centro storico di Udine e incontrando il pubblico, numerosissimo, complice ed estremamente partecipe, in particolar modo nelle affascinanti performance curate da Carolyn Carlson e Marta Bevilacqua, che hanno plasmato rispettivamente il Sagrato della Chiesa di San Francesco e Piazza San Giacomo.

In questa seconda edizione, il Festival è stato organizzato in collaborazione con Arearea, l’unica compagnia di danza contemporanea della Regione Friuli Venezia Giulia. “Questo nuovo incontro sancito tra la Compagnia Arearea e l’Accademia Nico Pepe, la Carlson, la scuola russa e quella svizzera, è la vera forza generatrice dell’arte. Carolyn quando arriva ci insegna che non ci sono linguaggi precostituiti, tutto deve andare a creare un’unità. Questo è un messaggio per noi fondamentale, soprattutto per le giovani generazioni. Quando arriva Carolyn Carlson per noi è una carica di energia, di intensità, di novità perché lei ha la capacità di mettere tutti in connessione e soprattutto di congiungere nazionalità diverse” afferma Marta Bevilacqua, Direttrice artistica di Arearea assieme a Roberto Cocconi.
Il riscontro internazionale delle scuole e la qualità artistica degli insegnanti sono il valore aggiunto di un evento che ha ottenuto il prezioso sostegno della Fondazione Friuli e l’altrettanto prezioso partenariato del Comune di Udine, della Regione Friuli Venezia Giulia, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Inoltre SAFest stato inserito nel cartellone di Udinestate 2018.
„Abbiamo tutti vissuto momenti di arte e vita davvero coinvolgenti e di notevole intensità. Ne siamo usciti arricchiti non solo noi ma anche il numerosissimo pubblico che ha seguito i lavori, le performances e la open class. È stata tangibile la grande commozione che passava in quei bellissimi momenti di trasmissione intensa, c’è stata una bellezza profonda, essenziale e viva, della quale tutti ne siamo rimasti toccati“ conclude emozionato il direttore Claudio de Maglio.

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conferenza stampa “Il corpo in scena”: Carolyn Carlson al SAFest/Summer Academy Festival 2018

“Il corpo in scena” alla Nico Pepe con Carolyn Carlson
SAFest Summer Academy Festival 2018 – seconda edizione

“Il corpo in scena” è il tema della seconda edizione di SAFest, il Summer Academy Festival 2018, presentato questa mattina nella cornice della sala dell’Ex Oratorio del Cristo e che avrà luogo a Udine dal 16 al 19 luglio alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe. Si tratta dell’atteso Festival Internazionale di Scuole di Teatro a cadenza biennale, durante il quale diverse realtà formative provenienti da paesi europei ed extraeuropei scambiano esperienze pedagogiche e didattiche, coinvolgendo anche il territorio locale, attraverso l’incontro con il pubblico in occasione di momenti di eventi-spettacolo e Masteclass aperte. “La Nico Pepe ha intessuto negli anni relazioni internazionali sempre più ampie e solide con le accademie di numerose altre nazioni soprattutto dell’Est Europa ed in particolare con la The Boris Shchukin Theatre Institute, Accademia del Teatro Vachtangov di Mosca” ha esordito infatti Claudio de Maglio, Direttore della Civica Accademia friulana, che nell’occasione ha ringraziato per la presenza all’inaugurazione e per il prezioso sostegno la Fondazione Friuli e l’Amministrazione comunale. Giuseppe Morandini, Presidente della Fondazione Friuli ha aggiunto che tra le due istituzioni “persiste un rapporto antico nato nel 2000 e che gradualmente è cresciuto nel tempo. Alla Nico pepe troviamo tutto, una grande attenzione ai giovani, che è competitiva e che crea le opportunità affichè essi possano misurarsi a livello internazionale attraverso gli scambi, i quali a loro volta fecondano una contaminazione culturale di imprescindibile valore. Inoltre, il più bel biglietto da visita, il più vero, è la cultura che unita ai giovani diventa qualcosa di unico. SAFest è un dono alla nostra città che si fa palcoscenico, i cui protagonisti sono dei veri e propri talenti. Giù il cappello e massima riconoscenza per tutti coloro che hanno la voglia di sostenere iniziative come questa”.
E Fabrizio Cigolot, Assessore alla Cultura del Comune di Udine aggiunge “progettualità, collaborazione e strategie di sviluppo rappresentano la miglior garanzia per il futuro. Ringrazio Morandini e il supporto illuminato della Fondazione per il sostegno all’iniziativa alla quale tutta l’amministrazione è lieta di parteciapre, è un partner con il quale costruire e migliorare giorno dopo giorno. La Nico Pepe è un patrimonio di inestimabile valore, è una realà di riferimento, consolidata e conosciuta nell’intero panorama internazionale. Il Comune di Udine sostiene SAFest perchè c’è qualità, promuove lo scambio e si rivolge ai giovani, inoltre, rappresenta una risorsa economica non indifferente per la città”.
La Nico Pepe ha il piacere di ospitare nella cornice di SAFest 2018 Carolyn Carlson, figura di culto per intere generazioni di ballerini, artista che ha segnato il panorama della danza dagli anni Settanta fino ai nostri giorni e che durante il Festival lavorerà a stretto contatto con i giovani attori e danzatori. “Carolyn – continua de Maglio – è già stata ospite alle Nico Pepe per ben tre volte, portandovi momenti entusiasmanti di lavoro e di arte, è infatti un’artista eclettica, costituisce un faro per noi”. A conclusione della sua Masterclass mercoledì 18 luglio alle ore 19 presso il sagrato della Chiesa di San Francesco a Udine Carolyn Carlson terrà una sessione di lavoro aperta alla quale potrà assistere anche il pubblico: si tratta di un evento sorpresa, offerto da questa straordinaria artista che sarà affiancata dalla danzatrice Sara Orselli, con accompagnamento musicale di Paki Zennaro.
“L’attenzione della Nico Pepe verso scuole e università teatrali oltre confine è stimolante perché incoraggia la ricerca e l’approfondimento di tematiche condivise e porta a risalire alla fonte del fare arte performativa. L’opportunità di incontrare artisti e maestri pedagoghi di altissimo prestigio, come in questo caso Carolyn Carlson, è volta ad offrire un confronto diretto e pratico attorno alla più importante delle sorgenti comuni e cioè quella dell’incarnazione, l’affascinante presenza intramontabile del “corpo in scena” incalza de Maglio.
La Nico Pepe offre con questo progetto un’imperdibile opportunità sia per i giovani attori originari di molteplici nazioni, sia per i cittadini udinesi che potranno assistere a diversi eventi ad ingresso libero. Lunedì 16 luglio alle ore 20.30 gli allievi del terzo anno della Civica Accademia friulana, terranno una performance e martedì 17 i ragazzi russi metteranno in scena “Learning how to be actors”, sempre alle ore 20.30 negli spazi della Nico Pepe.
Quest’anno SAFest si avvale inoltre della collaborazione di Arearea, unica compagnia di danza contemporanea della Regione Friuli Venezia Giulia.
“Siamo felicissimi di far parte di SAFest con Areadanza” spiega Marta Bevilaqua, Direttrice artistica di Arearea assieme a Roberto Cocconi. “Areadanza infatti – continua Bevilacqua – è un evento regionale che tocca svariati luoghi del territorio e che porta la danza contemporanea fuori dai teatri. Con la collaborazione all’interno di SAFest, allo stesso modo, l’arte performativa incontrerà il pubblico e la città di Udine, luogo molto amato anche agli occhi di Carolyn”.
Nelle giornate della manifestazione al workshop con Carolyn Carlson, si affiancherà un laboratorio intensivo curato da Marta Bevilacqua che con gli studenti partecipanti curerà una performance site specific nel centro storico cittadino giovedì 19 luglio (alle ore 19), evento-anteprima di AreaDanza la rassegna di danza urbana curata da Arearea. Inoltre Claudio de Maglio condurrà durante la giornata del 19 luglio una Masterclass dedicata a tutti gli allievi partecipanti, sui temi affrontati durante i giorni di SAFest.
SAFest, al quale parteciperanno molteplici realtà del panorama internazionale fra cui The Boris Shchukin Theatre Institute di Mosca e la Scuola Teatro Dimitri di Verscio dalla Svizzera, è un contenitore di idee di formazione e creatività, che coinvolge registi, pedagoghi, attori e danzatori provenienti da paesi europei ed extraeuropei: il riscontro internazionale e la qualità artistica sono il valore aggiunto di un evento che si avvale del prezioso sostegno della Fondazione Friuli. Affiancano la Nico Pepe come main partner il Comune di Udine, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Inoltre SAFest fa parte del cartellone di Udinestate 2018.
“Nothing is lost”, l’atteso spettacolo degli allievi della Scuola Dimitri, avrà luogo venerdì 6 luglio alle ore 21 a Udine, nella sede dell’Accademia Nico Pepe, come anteprima di SAFest. Si tratta del lavoro di fine formazione Bachelor of Arts in Physical Theatre, un’esibizione con la regia di Serge Nicolaï e Olivia Corsini, i quali hanno orchestrato con gli studenti del terzo anno un’eclettica creazione collettiva.
Il 16, 17 e 18 luglio si entrerà nel cuore di SAFest: alla Nico Pepe sarà quindi la volta dell’attesa Masterclass pour professionnels grand studio, tre giornate all’insegna della Danza Contemporanea rivolta ad attori e danzatori dell’intero orizzonte europeo che ha come protagonista Carolyn Carlson. Valore aggiunto ai laboratori sarà quindi apportato dalla presenza di Carolyn Carlson, l’icona della danza mondiale che ha scelto di portare a Udine e nella nostra regione la sua magia di insegnante, facendo propria la qualità del progetto didattico della Nico Pepe, che trova ulteriore conferma in questo imperdibile appuntamento. Interprete, con il grande e raro dono di un’attitudine pedagogica instancabile, Carolyn è riuscita a creare negli anni uno stile personale, libero da forme troppo accademiche, capace di trasmettere ogni vibrazione interna attraverso un perfetto controllo del movimento che resta sempre flessuoso, vibrante, morbido, mentre le sue coreografie, che nascono da ricordi e riflessioni, hanno generato un mondo costituito soprattutto di emozioni e sensazioni.
Il legame della Carlson con il Friuli Venezia Giulia è speciale, si sono formati e sono cresciuti con lei, infatti, i danzatori della Compagnia Arearea Roberto Cocconi, Marta Bevilacqua e Luca Zampar, che in momenti diversi hanno lavorato e preso parte alle sue creazioni coreografiche.
Anche Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe, nella sua esperienza formativa ha incontrato Carolyn Carlson, trasferendo nel progetto didattico della Nico Pepe la danza contemporanea e le tecniche del movimento che sono organicamente intrecciate alla recitazione e all’improvvisazione teatrale.

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Claudio de Maglio al Festival di Poti in Georgia.

Dopo aver fatto un Workshop di Commedia dell’Arte lo scorso anno per il Festival di Poti e preparato uno spettacolo ispirato ad una commedia di William Shakespeare nello scorso maggio, tornerò in Georgia a fine luglio per partecipare all’edizione 2018 del Festival di Poti con il “mio” gruppo di attivi georgiani. Poti è una cittadina molto caratteristica sul Mar Nero e il Festival accoglierà moltissimi attori provenienti da tutta la Georgia. Vi terrò aggiornati sulla prossima impresa! A presto,
Claudio

soirée 3° corso

Soirée di fine anno accademico

Soirée di fine anno accademico a cura degli allievi del terzo anno di corso:

Mark Kevin Barltrop, Alejandro Bonn, Miryam Chilà, Diana Dardi, Veronica Dariol, Omar Makhloufi, Olga Mantegazza, Tommaso Sculin, Davide Rossi.

Cos’è la Soirée dell’Accademia? È un momento di libertà compositiva per gli allievi: in assoluta autonomia scelgono il testo e la drammaturgia, curano la regia e mettono in scena le loro performances di fronte al pubblico e ai docenti della Nico Pepe. Si tratta dunque di esplorazioni, azzardi, momenti per perdersi e per ritrovarsi all’interno del percorso formativo annuale, in “luoghi” teatrali che riservano inaspettate rivelazioni… e non c’è Soirée più rivelatrice della tradizionale finale di anno accademico!
A seguire festa di fine anno!

Strangers in Paradise

Dimostrazione finale di lavoro del corso di Esercitazioni e pratiche vocali a cura di Marco Toller, e del corso di Danza contemporanea a cura di Marta Bevilacqua, con lo zampino registico di Claudio de Maglio.
Kein Musik ist ja nicht auf Erden, Die unsrer verglichen kann werden

“Nessuna musica giù in terra suona, che stia qui con la nostra a paragone. Undicimila vergini preclare si fan coraggio ed osano danzare. Anche Sant’Orsola ride, a quei gesti. Cecilia con i parenti sono musici di corte eccellenti. Le voci angeliche scuotono i sensi dal gelo, perché tutto alla gioia si desti!” (da “Das himmlische Leben”).
Ci sentiamo tutti stranieri in Paradiso, sia esso luogo fisico o dell’anima, idealizzato o negato, nel quale le dure contraddizioni della vita terrestre sembrano svanire. In antico iranico – lingua da cui proviene l’etimo originario “pairidaeza” (luogo recintato) – veniva definito anche come “Casa del Canto”, e invero da sempre è rappresentato come luogo in cui le arti , danza e musica in particolare, sono l’unico cimento dei suoi abitanti.
Partendo dal famoso brano “Stranger in Paradise”, tratto dal musical ‘Kismet’ (1953) che elabora musiche originali di Borodin, abbiamo esplorato questo senso di estraneità ed inadeguatezza come viene declinato nel corso dei secoli attraverso diverse composizioni musicali: straniero in Paradiso si sente l’amato che viene accolto nelle grazie dell’amata (ad esempio nelle composizioni di Dufay o Monteverdi), scopritore straniero di un nuovo Paradiso terrestre è Vasco De Gama nell’opera di Meyerbeer, si ritiene invece straniero al Paradiso chi -come nel brano gregoriano o nel canone di Haydn ‘Die Welt’- è oppresso dalle ingiustizie e tormenti del nostro mondo. Infine straniero che osa violare il Paradiso è anche Mefistofele, sfrontato provocatore che rivaleggia per scherno con il sommo creatore.
In occasione del centenario della morte del compositore Arrigo Boito e dei 150 dalla prima della sua opera più famosa, abbiamo voluto riproporre alcune parti di questa rielaborazione del mito di Faust di Goethe: attraverso un’accesa dialettica tra temi contrastanti, sonorità rarefatte o poderose, una rapida alternanza di modo maggiore e minore, timbri celestiali e terrigni, anche in questo caso la musica è in grado di esprimere il profondo senso di dualità che la visione paradisiaca accende nei nostri animi.
programma della serata
R. Wagner (1813 –’83) Die Engel
P. Hindemith (1895 -1963) Wer sich die Musik erkiest
A, Boito (1842 -1918) Dai campi, dai prati, da “Mefistofele”
Trad. gregoriana Circumdederunt me gemitus mortis
A. Boito Ecco il mondo, da “Mefistofele”
Libre Vermell Montserrat Imperayritz de la ciudad ioyosa
W.de Wycombe (fl. 1270 –’90) Alleluja, Christo iubilemus
L. Delibes (1836 –’91) Dome èpais, da “Lakmé”
G. Dufay (1397 – 1474) Quel fronte signorile
C. Monteverdi (1567 -1643) Dolcemente dormiva la mia Clori
Anonimo Dona nobis pacem
G. Mahler (1860 – 1911) Das himmlische Leben (4° movimento dalla IV sinfonia)
F.J.Haydn (1732 -1809) Die Welt
Trad., arr. S. Barnett Goin’ home to God
G. Meyerbeer (1791 -1864) O Paradis, da “L’Africana”
Wright & Forrest/Borodin Stranger in Paradise
G. Verdi (1813 – 1901) Morte di Rodrigo, da “Don Carlo”
A. Boito Prologo in Cielo, da “Mefistofele”

da

Lezione aperta di Danza contemporanea a cura di Marta Bevilacqua

13 giugno 2018 ore 18,30 / Lezione aperta di Danza contemporanea a cura di Marta Bevilacqua

Second skin
Danzano: Adel Abo Oof, Pietro Cerchiello, Alessandro Colombo, Giulia Cosolo, Giacomo Andrea Faroldi, Girleine Garbaccio Bogin, Andreas Garivalis, Domenico Indiveri, Simone Isa, Andrea Maffetti, Maria Irene Minelli, Radu Murarasu, Pouria Jashn Tirgan, Nizam Pompeo, Carlotta Raimondo, Sara Setti, Giacomo Tamburini.

Il primo anno è interamente dedicato alla tecnica: passi primari, allungamento, tenuta, grazia, consapevolezza ritmica, gestione dello spazio in coreografie d’insieme.
Come di consueto gli allievi del primo anno di corso aprono la giornata dedicata alla dimostrazione di danza con qualche esercizio strutturato – lavoro sull’asse, primi principi di floor work, pliè, diagonali – e si spingeranno in una coreografia d’insieme ispirata alle scoperte di questi mesi di lavoro. Le parole che li muovono: rispecchiamento, pacificazione con il suolo, unisono, trasformazione, attesa.
Ci aiuteranno a compiere l’impresa: Glass Animals, Austra, Son Lux, Giovanni Sollima, Kronos Quartet.

Shangai
Danzano: Sara Baldassarre, Francesca Boldrin, Letizia Buchini, Valerio Caffa, Emanuele Caporale, Filippo Capparella, Matteo Ciccioli, Dario Di Carlo, Francesco Garuti, Maria Marra, Gloria Romanin, Filippo Tampieri.

Il tema che ha condotto lo studio 2017/2018 ha trovato nella parola distanza il suo fuoco.
Distanza in termini motori, percettivi ed emozionali.
Nel secondo corso ci si esercita nel lavoro a due, nel contatto, nella relazione.
Shangai è un’ improvvisazione strutturata che traccia delle impressioni sul tema della comunicazione e della conseguente “evoluzione sentimentale”.
Semplici elementi di scena ci aiuteranno a mantenere o abbattere distanze.
Ascolteremo: Yaell Naim, Loscill, Brian Eno, una lezione universitaria su Charles Darwin, Johann Sebastian Bach.

Dopo un rapido spostamento dalla Sala Palestra alla Sala G sarà la volta di

Album
Danzano: Mark Kevin Barltrop, Alejandro Bonn, Miryam Chilà, Diana Dardi, Veronica Dariol, Omar Makhloufi, Olga Mantegazza, Tommaso Sculin, Davide Rossi.

Album è una raccolta di ricordi accumulata in tre anni di esperienza accademica.
Otto fotografie scelte dal gruppo portano gli interpreti in un tempo passato, da ciascuna fuoriesce un soggetto che ne cambia la prospettiva.
Il terzo anno è infatti dedicato alla fuoriuscita dal gruppo, alla messa a punto della propria danza interiore, a mettere in scena il meglio che si è imparato e a gestirlo in autonomia, a togliersi qualche sfizio. Qui ci concediamo infatti una playlist bizzarra.
Eccola: Pergolesi, Raime, Marino Marini, Philip Glass, Johnny Greenwood and the Rajasthan Express, Henry Purcell, Eric Prydz, The Beatles, I Siamo.

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