_ marco toller nico pepe

Cantare la Voce – Introduttivo

dal 2 aprile, otto incontri ogni martedì, ore 20,00 – 22,00

Per chi è affascinato dalla ricchezza del mondo del Suono / Per chi vuole vivere il piacere del Canto / Per chi aspira ad incontrare l’autenticità della propria Voce

La qualità della nostra voce porta in sé la memoria del nostro vissuto e rivela la relazione che siamo in grado di instaurare con noi stessi e con gli altri. 

Il suono può diventare uno strumento efficace di indagine e scoperta del nostro corpo, permettendoci di riconoscere e trasformare i nostri modelli motori, posturali, respiratori ed emotivi. Il fascino di questa scoperta procede di pari passo con il piacere dato dalla liberazione e sviluppo del potenziale vocale insito in ognuno di noi, quasi come conseguenza inevitabile e naturale, senza forzature. 

In questo modo il nostro sistema vocale e la raffinata regolazione laringea, grazie alle sue complesse relazioni corporee (con orecchio, spazi di risonanza, organi sensoriali, sistema neurovegetativo e respirazione), possono diventare paradigma ordinatore per l’instaurarsi di una nuova funzionalità ed equilibrio psicofisico.

Qualsiasi sia il campo in cui impieghiamo di più la nostra voce, per scopi artistici, necessità professionali, per divertimento o per la quotidiana comunicazione, il rapporto tra suono e il corpo inteso come strumento vibrante, risulta essere affascinante e rivelatore di risorse spesso ignote.

Cantare la Voce è un percorso frutto di un’esperienza ventennale di avvicinamento alla propria espressività vocale: il corso introduttivo ha lo scopo di fornire le basi per un corretto e sano approccio all’emissione vocale fornendo gli strumenti necessari per una ricerca personale, affinabili poi nei successivi corsi di approfondimento.

Il metodo di lavoro è articolato in esperienze collettive ed individuali, orientate alla sensorialità e volte ad incentivare il naturale potenziamento dell’emissione vocale, attraverso il contatto diretto con il proprio e l’altrui suono.

Nel corso delle lezioni verranno affrontati i principi su cui si fonda la ricerca intrapresa più di trent’anni fa dall’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Lichtenberg® fondato da Gisela Rohmert: l’obiettivo è quello di stimolare l’ascolto e quindi lo sviluppo delle strutture profonde del suono e della funzionalità vocale ad esso correlata. In questo modo la qualità di emissione migliora progressivamente senza sforzo e il rapporto con la voce parlata e cantata – e con la stessa espressione artistica – si trasforma, permettendo che il suono diventi veicolo di emozioni, ricco di energia e apportatore di armonia ed equilibrio.

Il corso si articola in 8 incontri settimanali ed è rivolto sia a coloro che non hanno mai avuto esperienze in precedenza ma desiderano avvicinarsi al mondo della voce, sia a coloro che ne fanno uso per la propria professione – cantanti, coristi, musicisti ma anche insegnanti, attori, terapeuti, etc. – e desiderano approfondirne la conoscenza.

MARCO TOLLER Diplomato in organo, in musica corale e direzione di coro, parallelamente ha seguito il corso completo di studi presso l’Associazione Internazionale di Canto Gregoriano a Cremona. Dal 2000 ha orientato il proprio lavoro di ricerca sul suono seguendo l’approccio proposto dall’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Licthenberg, fondato da Gisela Rohmert, e ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento. È docente di tecnica vocale ed esercitazioni corali presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica ‘Nico Pepe’. Nel 2008 fonda il gruppo di ricerca vocale Cantiere Armonico.

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La Nico Pepe nel circuito Unesco

Un grande inizio d’anno per la Nico Pepe!Il 2019 non poteva iniziare in un modo più promettente con l’ammissione della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe fra i membri del Network for Higher Education in the Performing Artsdell’International Theatre Institute dell’Unesco.

Condividiamo la notizia che ci ha reso tutti felici: “Siamo lieti di condividere un traguardo che ci riempie di orgoglio e proietta la Civica Accademia Nico Pepe in un contesto internazionale esclusivo e prestigioso” afferma il direttore Claudio de Maglio “siamo stati ammessi come membri del Network for Higher Education in the Performing Arts dell’International Theatre Institute dell’Unesco, rete di scuole di teatro e accademie che promuove scambi internazionali per la conoscenza e la pratica nel campo dell’alta formazione delle discipline dello spettacolo (teatro, danza, musica)”.
Sono 46 le scuole di teatro e le università che fanno parte del Network e provengono da
Armenia, Australia, Bangladesh, Belgio, Brunei, Bulgaria, Burkina Faso, Cina, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Croazia, Etiopia, Georgia, Germania, Ungheria, India, Giappone, Giordania, Gran Bretagna, Lituania, Messico, Montenegro, Marocco, Olanda, Nigeria, Filippine, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Singapore, Slovenia, Stati Uniti, Sudafrica, Sud Sudan, Spagna, Svizzera, Tailandia, Turchia.
Per l’Italia oltre alla Nico Pepe è stata ammessa la Scuola del Piccolo Teatro di Milano.
L’ammissione è stata solennemente sancita nel corso dell’assemblea Generale dell’ITI Unesco tenutasi a Shanghai nel mese di ottobre e ci è stata comunicata ufficialmente allo scadere del 2018, per noi tutti non poteva esserci miglior viatico per l’anno nuovo.
L’assemblea dell’ITI Unesco, inoltre, nel 2018 ha celebrato un  importante anniversario, ovvero isettant’anni della fondazione dell’International Theatre Institute  istituito  a Parigi nel 1948 dal primo direttore generale dell’UNESCO, Sir Julian Huxley, e dal drammaturgo  JB Priestly.  L’ITI condivide gli obiettivi dell’UNESCO per quanto riguarda la cultura, la formazione e le arti e si propone di sostenere e migliorare la condizione di coloro che lavorano e creano nel campo delle arti performative. “Già da anni” prosegue de Maglio ” la Nico Pepe coltiva una dimensione di scambi con altre scuole di teatro e nel 2016 è stata avviata la prima edizione di SAFest, il Summer Academy Festival che ha privilegiato lo scambio con studenti e allievi di scuole provenienti dalla Russia, dalla Polonia, dalla Svizzera e dalla Bulgaria. Nel 2017 si è tenuta una prestigiosa Master Class con Carolyn Carlson, icona mondiale del teatro danza contemporaneo”. Alla Pepe si sta già lavorando  per lanciare due importanti iniziative culturali fondate sullo scambio di conoscenze e tecniche del teatro che porteranno a Udine e nella regione  nell’estate 2019 allievi e docenti provenienti da tutto il mondo. Nel Friuli Venezia Giulia esiste già una prestigiosa rete di siti Unesco Aquileia, Cividale, Palmanova, Caneva e Polcenigo –  ai quali ora si aggiunge la Scuola di Teatro a Udine, creando i presupposti per un polo culturale e artistico davvero esclusivo.

Condividiamo la notizia che ci ha reso tutti felici: “Siamo lieti di condividere un traguardo che ci riempie di orgoglio e proietta la Civica Accademia Nico Pepe in un contesto internazionale esclusivo e prestigioso” afferma il direttore Claudio de Maglio “siamo stati ammessi come membri del Network for Higher Education in the Performing Arts dell’International Theatre Institute dell’Unesco, rete di scuole di teatro e accademie che promuove scambi internazionali per la conoscenza e la pratica nel campo dell’alta formazione delle discipline dello spettacolo (teatro, danza, musica)”. Sono 46 le scuole di teatro e le università che fanno parte del Network e provengono da Armenia, Australia, Bangladesh, Belgio, Brunei, Bulgaria, Burkina Faso, Cina, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Croazia, Etiopia, Georgia, Germania, Ungheria, India, Giappone, Giordania, Gran Bretagna, Lituania, Messico, Montenegro, Marocco, Olanda, Nigeria, Filippine, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Singapore, Slovenia, Stati Uniti, Sudafrica, Sud Sudan, Spagna, Svizzera, Tailandia, Turchia. Per l’Italia oltre alla Nico Pepe è stata ammessa la Scuola del Piccolo Teatro di Milano. L’ammissione è stata solennemente sancita nel corso dell’assemblea Generale dell’ITI Unesco tenutasi a Shanghai nel mese di ottobre e ci è stata comunicata ufficialmente allo scadere del 2018, per noi tutti non poteva esserci miglior viatico per l’anno nuovo. L’assemblea dell’ITI Unesco, inoltre, nel 2018 ha celebrato un importante anniversario, ovvero isettant’anni della fondazione dell’International Theatre Institute istituito a Parigi nel 1948 dal primo direttore generale dell’UNESCO, Sir Julian Huxley, e dal drammaturgo JB Priestly. L’ITI condivide gli obiettivi dell’UNESCO per quanto riguarda la cultura, la formazione e le arti e si propone di sostenere e migliorare la condizione di coloro che lavorano e creano nel campo delle arti performative. “Già da anni” prosegue de Maglio ” la Nico Pepe coltiva una dimensione di scambi con altre scuole di teatro e nel 2016 è stata avviata la prima edizione di SAFest, il Summer Academy Festival che ha privilegiato lo scambio con studenti e allievi di scuole provenienti dalla Russia, dalla Polonia, dalla Svizzera e dalla Bulgaria. Nel 2017 si è tenuta una prestigiosa Master Class con Carolyn Carlson, icona mondiale del teatro danza contemporaneo”. Alla Pepe si sta già lavorando per lanciare due importanti iniziative culturali fondate sullo scambio di conoscenze e tecniche del teatro che porteranno a Udine e nella regione nell’estate 2019 allievi e docenti provenienti da tutto il mondo. Nel Friuli Venezia Giulia esiste già una prestigiosa rete di siti Unesco Aquileia, Cividale, Palmanova, Caneva e Polcenigo – ai quali ora si aggiunge la Scuola di Teatro a Udine, creando i presupposti per un polo culturale e artistico davvero esclusivo.

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Cantare la Voce > L’arte nel Corpo: una voce per esprimere / Corso di approfondimento.

a partire da martedì 15 gennaio 2018, ogni martedì dalle ore ore 20.00 alle 22,00, a cura di Marco Toller

 

Chi ha conosciuto l’approccio al mondo del suono e della voce che offre il percorso di Cantare la Voce ha intuito quanto sia vasto e affascinante il panorama che si presenta, ricco di stimoli per la propria crescita vocale ed evoluzione personale.

Proprio per permettere che questo processo di trasformazione e sviluppo continui, viene offerta questa ulteriore opportunità per proseguire e approfondire in modo tematico il cammino intrapreso.

Il corso, partendo dalle basi teoriche e pedagogiche sviluppate dall’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Lichtenberg®, si rivolge a chiunque nutra in sé il desiderio di ampliare la conoscenza della propria voce e di prendere maggiore contatto con le potenzialità di risonanza del corpo, a seguito delle esperienze vissute nel corso introduttivo o in altri corsi di approfondimento.

I nuovi ambiti di ricerca nel mondo della voce che verranno via via esplorati potranno essere sviluppati in riferimento al campo di interesse specifico di ciascun partecipante (canto, strumento, voce parlata, vita quotidiana…).

In questa fase si alternerà sempre il lavoro collettivo con un maggior tempo dedicato alle esperienze individuali al fine di sviluppare le proprie potenzialità e superare specifici problemi, inoltre gli appuntamenti saranno 10 anziché 8 in modo da poter vivere sempre con maggior pienezza il percorso proposto.

È necessario che i partecipanti abbiano già seguito almeno un corso introduttivo (nell’ultima edizione dell’autunno 2017 o negli anni precedenti) o conoscano già, attraverso altri corsi o lezioni individuali, l’approccio alla voce proposto dal docente; non è altresì richiesta alcuna competenza musicale specifica.

Il percorso affrontato non è consequenziale a nessuno dei precedenti corsi di approfondimento e non ripete temi già affrontati in altri seminari.

Sempre nei primi mesi del 2019 le proposte di Cantare la Voce non terminano qui, ma si arricchiscono di ulteriori appuntamenti:

  • 28 marzo 2019, ore 18,00: ‘Cantare in pubblico: arte o fisiologia?’, conferenza tematica basata sui principi di lavoro sviluppati dall’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Lichtenberg®;
  • 2 aprile, ore 20,00-22,00, nuovo Corso Introduttivo di Cantare la Voce, otto incontri ogni martedì;
  • 10 – 12 maggio 2019: ‘Dare voce alla parola: il senso dell’esprimere’, seminario tematico sullo sviluppo del potenziale espressivo della voce parlata;
  • 12 – 14 e 19 – 21 luglio 2019: corso residenziale estivo presso l’Albergo Diffuso di Sutrio (UD)

Marco Toller, si è diplomato in organo e successivamente in musica corale e direzione di coro presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, parallelamente ha seguito il corso completo di studi  presso l’Associazione Internazionale di Canto Gregoriano a Cremona. Dal 1998 ha orientato il proprio lavoro di ricerca sul suono seguendo l’approccio proposto dall’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Licthenberg® fondato da Gisela Rohmert e ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento. Dal 2000 è docente regolare di tecnica vocale ed esercitazioni corali presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica ‘Nico Pepe’. Nel 2008 fonda il gruppo di ricerca vocale Cantiere Armonico.

Saduros

La grande festa del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro: i verdetti.

Una festa per l’arte e soprattutto per tanti giovani, il Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro è stato un successo di critica e di pubblico, una splendida occasione di confronto e riflessione per tutta la città. A partire dalle 10 di mattina, nella gremitissima sala dell’ex Oratorio del Cristo sono stati presentati i 23 progetti finalisti del premio. In serata sono stati consegnati i diplomi agli allievi che hanno terminato il proprio ciclo di studi presso la Nico Pepe ed è stato inaugurato ufficialmente il nuovo anno accademico. Infine, sono stati nominati i vincitori del Premio, alla presenza degli ospiti d’onore della giuria artistica, Nicola Borghesi e Lodovico Guenzi.

Con il concludersi della maratona dedicata al teatro Under35, iniziata in mattinata e conclusasi alle 20.30, le varie commissioni di giuria hanno affermato ciascuna la propria preferenza, assegnando numerosi premi e riconoscimenti ai 23 progetti finalisti.

  • La Giura Artistica ha scelto come vincitore il progetto Saduros (regia: Jacopo Bottani; attori: Caterina Bernardi e Gilberto Innocenti).
  • Allo spettacolo Canaglie (regia: Giulia Bartolini; attori: Giulia Trippetta, Francesco Cotroneo, Giulia Bartolini) è stato assegnato il premio dalla Giura Giornalisti, quest’anno intitolato ad Angela Felice.
  • Per la categoria monologhi il vincitore è Candy memorie di una lavatrice – schifosamente tratto da storie vere e mai lavate (regia: Iris Basilicata; attrice: Giulia Gallone).
  • La Giuria Docenti ha prediletto Il settimo continente (regia e attori: Alberto Ierardi, Giorgio Vierda, Luca Oldani).
  • Il vincitore votato dagli allievi del secondo e del terzo anno della Nico Pepe è T.O.M. Tales of Me (regia e attore: Stefano Pettenella).
  • Il Direttore dell’Accademia Nico Pepe, Claudio de Maglio, ha assegnato un premio speciale al progetto Due addetti alle pulizie (regia: Chiara Arrigoni; attori: Andrea Ferrara e Alberto Melone).
  • Da parte del pubblico in sala è stato premiato Saduros.
  • Il progetto Che si trovino male (regia e attrice: Gulia Angeloni) si è aggiudicato la possibilità di trascorrere 15 giorni presso il Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio, sostenuto dal MIBAC, per preparare la messa in scena dello spettacolo, in collaborazione con il progetto Periferie Artistiche.
  • Sono state assegnate  menzioni speciali  da parte di tutte le giurie riunite a:  VeridicoVincenzoVividoLeft(l)over, e una menzione speciale assegnata dal Direttore della Nico Pepe al progetto Il coro di Babele

A essere premiarti sono stati gli attori più promettenti della nuova generazione, provenienti, oltre che dalla Nico Pepe, dalle Accademie più prestigiose d’Italia: la Scuola del Piccolo Teatro, la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma, l’Accademia Teatro Dimitri dalla Svizzera, la Scuola del Teatro Biondo di Palermo, l’Accademia Teatrale Veneta.

Il Direttore dell’Accademia, Claudio de Maglio, ha aperto la giornata invitando i tanti giovani presenti a far tesoro delle opportunità di condivisione artistica offerte dal Premio. In particolare, non ha nascosto il proprio entusiasmo «per l’atmosfera fertile che il Premio anche quest’anno ha saputo creare: un clima di grande interesse, attenzione e soprattutto crescita reciproca e di confronto tra tanti giovani e attori affermati, un laboratorio di nuove idee». De Maglio non ha esitato a definire l’undicesima come «l’edizione più riuscita del Premio sotto il punto di vista della qualità dei progetti presentati» e ha aggiunto che proprio per questo «le giurie hanno avuto molta difficoltà a individuare i vincitori: davvero tante le realtà meritevoli e attorialmente ben preparate». Di fronte alla qualità messa in scena dai giovani, de Maglio ha invitato gli operatori del settore «a trovare nuovi e maggiori spazi per delle realtà che non possono più passare inosservate, perché vive, preparate e valide: basta palare al futuro soltanto per rimandare, dobbiamo pensare al presente, a cosa possiamo fare ora e questo è il compito che il Premio più di tutti si prefigge». Non è mancata, infine, una nota all’ormai assodata “vocazione” dell’Accademia quale fucina di talenti: «Nicola e Lodovico sono qui a testimoniarlo, ma anche la collaborazione con il Teatro Rossetti di Trieste, che ha accolto nella sua stagione i vincitori delle ultime due edizioni e che anche quest’anno guarda con attenzione al Premio».

Attesissimo l’arrivo degli ospiti della Giuria artistica, il regista e attore Nicola Borghesi e il frontman de Lo stato sociale Lodovico Guenzi. Per entrambi si è trattato di un “ritorno a casa”, visto il loro passato da allievi dell’Accademia Nico Pepe. Grande il loro entusiasmo per il talento e le tante novità artistiche viste sul palco. Nicola Borghesi è netto nel suo giudizio: «non ho visto i teatri del futuro, che forse non esistono, però ho visto in nuce in alcuni progetti delle belle idee per il presente, che forse è l’unico tempo che il teatro conosca». Gli fa eco Lodovico Guenzi: «credo che non si debba sopravvalutare il futuro e neanche il passato, è bello essere qui ora a raccontare le nostre storie. Mi piace che il Premio sia costruito in maniera abbastanza familiare e di condivisione tale per cui il principio di divertimento dei ragazzi sia salvato. Il divertimento è l’unica cosa che conta». Alla premiazione hanno preso parte anche il Sindaco della città di Udine, Pietro Fontanini, e l’Assessore alla Cultura, Fabrizio Cigolot. Entrambi hanno confermato la loro stima per l’Accademia e l’ammirazione per la splendida riuscita del Premio.

Il Premio è una preziosa occasione per compagnie emergenti, registi e attori, rigorosamente Under35, di inserirsi nel mondo teatrale che conta. Le candidature ricevute – quasi un centinaio, provenienti da tutta Italia – testimoniano la rilevanza nazionale della manifestazione, nata undici anni fa con lo scopo di dar voce a giovani attori, alle loro capacità ed alle loro idee, delineando uno spazio di dibattito, confronto e crescita reciproca tra artisti in erba e figure ormai consolidate del panorama teatrale. Così è stato: domenica 25 novembre alla Nico Pepe il pubblico ha potuto incontrare i protagonisti dello spettacolo, come Nicola Borghesi e Lodo Guenzi, e i giovani talenti che calcheranno le scene teatrali nei prossimi anni.

L’edizione 2018 del Premio, organizzata con il prezioso sostegno di Fondazione Friuli, vanta prestigiosi riconoscimenti: il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, cui si aggiungono quelli dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano e dell’Accademia Teatro Dimitri. Inoltre, il Premio si avvale della collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Comune di Udine, cui si aggiunge il sostegno del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

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Seconda fase dei provini di ammissione

Comunicazione di servizio:
le giornate della seconda fase dei provini di ammissione al nuovo anno accademico sono state posticipate alle date seguenti:
7-8-9 novembre 2018.

Monastero Ghelati

Claudio de Maglio al Festival di Poti in Georgia/luglio 2018

Il ritorno in Georgia nello scorso fine luglio 2018 è stato un altro tuffo nella storia, nella bellezza dei paesaggi e nella calda accoglienza della sua gente. L’occasione era il Festival Internazionale dei Teatri Regionali di Poti sul mar Nero dove avremmo portato lo spettacolo di Commedia dell’Arte tratto da “Love’s labor lost” di Shakespeare prodotto a Tbilisi con attori georgiani e il fatto di essere atterrato proprio a Tbilisi mi ha restituito il senso del viaggio, l’attraversare paesaggi che cambiano, climi diversi e odori, sapori che mi sono diventati familiari. I giorni del festival scorrono velocissimi tra interviste prove e spettacoli… un’atmosfera piacevolissima creata con sapienza dall’attrice giustamente amata Nìneli Chankvetadze, assistita da Nana Tutberidze e da Beka Jumutia infaticabili nel cercare di far sentire gli ospiti a proprio agio e far girare il grande meccanismo del festival.
A noi ospiti capitava di incontrare colleghi teatranti  provenienti non solo da tutta la Georgia ma anche da Russia, Polonia, Stati Uniti d’America etc etc … Nìneli è anche riuscita  a organizzare, nonostante il poco tempo a disposizione, una gita a Kutaisi, bellissima città dell’antica Colchide attraversata dal fiume che una volta si chiamava Pasis e adesso Rioni. Vedendo le sue acque gorgoglianti ho immaginato Giasone e gli argonauti risalire la corrente a tratti tumultuosa con la loro nave alla ricerca del vello d’oro… (hanno fatto nel 1984 un esperimento ricostruendo una nave coi metodi di allora e ci sono riusciti!). Li ho immaginati giovani scapestrati, come Pasolini me li aveva figurati nel suo bellissimo e struggente film, arrivare proprio qui e conquistare l’amore di Medea che Euripide volle presentarci, infanticida per vendetta, ma che invece qui raccontano in modo diverso… Medea va riabilitata e molti nei tempi, anche piuttosto recenti, hanno tentato di farlo, ma spetta ai georgiani raccontarcelo attraverso un gesto di arte drammatica contemporanea che attendo con curiosità e interesse.
Abbiamo visitato oltre alla città, con un suo teatro  notevolissimo, anche il vicino sito Ghelati, complesso architettonico e monastero voluto nell’undicesimo secolo dal re Davide quarto, l’uomo che fu canzonato dai vicini regnanti come “re dei boschi” ma che di fatto riuscì a riunire la Georgia come unica Patria sotto di sé.. un uomo pare di statura fisica elevatissima e infatti la sua lunga tomba si trova all’ingresso di questo sito bellissimo e di grande pace tra le alture, immerso nella natura. Re Davide volle che la sua tomba venisse posta all’ingresso per essere calpestata nei secoli come gesto di umiliazione allo scopo di espiare i delitti commessi in vita…  Abbiamo poi visitato le “cave di Prometeo“ un lungo cammino con guida nelle viscere della terra tra stalattiti e stalagmiti che delineano forme di grandissima suggestione e illuminate con molta sapienza. Sarebbe bello che l’Ente Turismo georgiano promuovesse un concorso per dare un nome ad alcune di queste formazioni (in una per esempio ci ho visto le guglie della “Sagrada Familia” celebre cattedrale di Gaudì a Barcellona ma chissà quante altre proposte potrebbero esserci) e credo potrebbe attrarre ancora più visitatori pur avendone già parecchi.
Ritorniamo al festival di Poti e alla Commedia Italo-Georgiana che ha avuto accoglienza calorosissima e che fa sperare ulteriori progetti condivisi. Questa esperienza mi ha dato molte riflessioni sul teatro, sulle motivazioni che ci spingono verso quest’arte e sul senso dell’incontro tra culture. Ne sono arricchito.  Ritorno a Tbilisi e mi reimmergo nella sua storia e nella sua bellezza ammaliante. Visito il Museo Statle della Georgia Janashia dove si trova il tangibile segno che la nostra storia di umani è iniziata da queste parti, in queste terre 1.700.000 anni fa e non in Africa… poi vedo i segni di civiltà antiche e gioielli preziosi e manufatti in oro… allora capisco ancora di più quel risalire di Giasone e dei suoi compari alla ricerca dell’oro georgiano e per dirla di nuovo con Pasolini “ciò che è mitico è realistico”… ne colgo il tangibile e concreto anelito dei conquistatori, almeno ora mi sembra più chiaro. La Georgia è una culla di civiltà ed ecco perché tutti l’hanno sempre cercata amata conquistata deturpata frammentata e sottomessa… ecco perché ha avuto solo tre anni di vera indipendenza nella sua ultramillenaria storia (dal 1918 al 1921) e che oggi ancora cerca di difendere con onore e dignità ma anche con la grazia dei suoi abitanti. Allora se in Georgia può accadere di ritrovare le proprie origini siamo tutti un po’ georgiani.

Claudio de Maglio

spettacolo al Festival di Poti

Monastero di Ghelati

Caverne di Prometeo

Caverne di Prometeo

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la riuscita di SAFest

Oltre sessanta giovani partecipanti provenienti da scuole europee ed extraeuropee, quattro performance aperte al pubblico gremite, la nuova collaborazione con Arearea e ospite d’eccezione: Carolyn Carlson.

In occasione di SAFest, il Summer Academy Festival promosso dall’Accademia Nico Pepe di Udine, più di sessanta giovani talenti della danza e del teatro provenienti da scuole europee ed extraeuropee – tra cui The Boris Shchukin Theatre Institute di Mosca e la Scuola Teatro Dimitri di Verscio dalla Svizzera – hanno vissuto una travolgente e straordinaria esperienza, con la quale hanno avuto l’imperdibile opportunità di lavorare insieme, confrontare e sperimentare tecniche e tradizioni artistiche poliedriche, con impareggiabili professionisti tra i quali Carolyn Carlson, ospite d’eccezione.
“Questa edizione di SAFest è stata particolarmente felice perché si è verificata una rara alchimia mettendo assieme giovani studenti teatrali di diverse accademie di vari paesi e in particolare i giovani russi dello Shchukin Institute di Mosca, accademie che garantiscono un alto livello di preparazione professionale. Nonostante i percorsi per raggiungerli siano differenti, abbiamo ritrovato principi comuni. Abbiamo osservato inoltre come la tecnica sia una cosa da costruire con notevole maestria ma che acquista il suo senso solo quando viene abitata dal fuoco interiore e dal talento di ciascuno“ afferma Claudio de Maglio, Direttore della Civica Accademia udinese che ha seguito da vicino i ragazzi durante l’intero festival.

Carolyn Carlson, affiancata dalla danzatrice Sara Orselli, che la segue in questo tipo di eventi insieme alle musiche eseguite in diretta di Paki Zennaro, ha fatto propria la qualità del progetto didattico della Nico Pepe, ha proposto fasi di training di assoluto interesse da cui partire per la composizione di una coreografia autentica, vibrante di emozione intessuta all’inizio di parti corali più fisiche, proseguite poi in partiture più danzate e recitate, emotivamente molto coinvolgenti e poetiche.

Nelle quattro giornate di Festival – che si è svolto negli spazi della Nico Pepe in Largo Ospedale Vecchio a Udine, dal 16 al 19 luglio – si sono intrecciati e susseguiti laboratori, master class, performance ed eventi aperti al pubblico, un ricco programma sotto il titolo “Il corpo in scena”, filo rosso fortemente voluto dal direttore Claudio de Maglio che spiega come l’importanza di “un confronto diretto e pratico attorno alla più importante delle sorgenti comuni, quella cioè dell’incarnazione”.

Con SAFest l’arte della danza e del teatro hanno oltrepassato i muri dell’Accademia e si sono riversati all’esterno, animando diversi spazii del centro storico di Udine e incontrando il pubblico, numerosissimo, complice ed estremamente partecipe, in particolar modo nelle affascinanti performance curate da Carolyn Carlson e Marta Bevilacqua, che hanno plasmato rispettivamente il Sagrato della Chiesa di San Francesco e Piazza San Giacomo.

In questa seconda edizione, il Festival è stato organizzato in collaborazione con Arearea, l’unica compagnia di danza contemporanea della Regione Friuli Venezia Giulia. “Questo nuovo incontro sancito tra la Compagnia Arearea e l’Accademia Nico Pepe, la Carlson, la scuola russa e quella svizzera, è la vera forza generatrice dell’arte. Carolyn quando arriva ci insegna che non ci sono linguaggi precostituiti, tutto deve andare a creare un’unità. Questo è un messaggio per noi fondamentale, soprattutto per le giovani generazioni. Quando arriva Carolyn Carlson per noi è una carica di energia, di intensità, di novità perché lei ha la capacità di mettere tutti in connessione e soprattutto di congiungere nazionalità diverse” afferma Marta Bevilacqua, Direttrice artistica di Arearea assieme a Roberto Cocconi.
Il riscontro internazionale delle scuole e la qualità artistica degli insegnanti sono il valore aggiunto di un evento che ha ottenuto il prezioso sostegno della Fondazione Friuli e l’altrettanto prezioso partenariato del Comune di Udine, della Regione Friuli Venezia Giulia, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Inoltre SAFest stato inserito nel cartellone di Udinestate 2018.
„Abbiamo tutti vissuto momenti di arte e vita davvero coinvolgenti e di notevole intensità. Ne siamo usciti arricchiti non solo noi ma anche il numerosissimo pubblico che ha seguito i lavori, le performances e la open class. È stata tangibile la grande commozione che passava in quei bellissimi momenti di trasmissione intensa, c’è stata una bellezza profonda, essenziale e viva, della quale tutti ne siamo rimasti toccati“ conclude emozionato il direttore Claudio de Maglio.

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conferenza stampa “Il corpo in scena”: Carolyn Carlson al SAFest/Summer Academy Festival 2018

“Il corpo in scena” alla Nico Pepe con Carolyn Carlson
SAFest Summer Academy Festival 2018 – seconda edizione

“Il corpo in scena” è il tema della seconda edizione di SAFest, il Summer Academy Festival 2018, presentato questa mattina nella cornice della sala dell’Ex Oratorio del Cristo e che avrà luogo a Udine dal 16 al 19 luglio alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe. Si tratta dell’atteso Festival Internazionale di Scuole di Teatro a cadenza biennale, durante il quale diverse realtà formative provenienti da paesi europei ed extraeuropei scambiano esperienze pedagogiche e didattiche, coinvolgendo anche il territorio locale, attraverso l’incontro con il pubblico in occasione di momenti di eventi-spettacolo e Masteclass aperte. “La Nico Pepe ha intessuto negli anni relazioni internazionali sempre più ampie e solide con le accademie di numerose altre nazioni soprattutto dell’Est Europa ed in particolare con la The Boris Shchukin Theatre Institute, Accademia del Teatro Vachtangov di Mosca” ha esordito infatti Claudio de Maglio, Direttore della Civica Accademia friulana, che nell’occasione ha ringraziato per la presenza all’inaugurazione e per il prezioso sostegno la Fondazione Friuli e l’Amministrazione comunale. Giuseppe Morandini, Presidente della Fondazione Friuli ha aggiunto che tra le due istituzioni “persiste un rapporto antico nato nel 2000 e che gradualmente è cresciuto nel tempo. Alla Nico pepe troviamo tutto, una grande attenzione ai giovani, che è competitiva e che crea le opportunità affichè essi possano misurarsi a livello internazionale attraverso gli scambi, i quali a loro volta fecondano una contaminazione culturale di imprescindibile valore. Inoltre, il più bel biglietto da visita, il più vero, è la cultura che unita ai giovani diventa qualcosa di unico. SAFest è un dono alla nostra città che si fa palcoscenico, i cui protagonisti sono dei veri e propri talenti. Giù il cappello e massima riconoscenza per tutti coloro che hanno la voglia di sostenere iniziative come questa”.
E Fabrizio Cigolot, Assessore alla Cultura del Comune di Udine aggiunge “progettualità, collaborazione e strategie di sviluppo rappresentano la miglior garanzia per il futuro. Ringrazio Morandini e il supporto illuminato della Fondazione per il sostegno all’iniziativa alla quale tutta l’amministrazione è lieta di parteciapre, è un partner con il quale costruire e migliorare giorno dopo giorno. La Nico Pepe è un patrimonio di inestimabile valore, è una realà di riferimento, consolidata e conosciuta nell’intero panorama internazionale. Il Comune di Udine sostiene SAFest perchè c’è qualità, promuove lo scambio e si rivolge ai giovani, inoltre, rappresenta una risorsa economica non indifferente per la città”.
La Nico Pepe ha il piacere di ospitare nella cornice di SAFest 2018 Carolyn Carlson, figura di culto per intere generazioni di ballerini, artista che ha segnato il panorama della danza dagli anni Settanta fino ai nostri giorni e che durante il Festival lavorerà a stretto contatto con i giovani attori e danzatori. “Carolyn – continua de Maglio – è già stata ospite alle Nico Pepe per ben tre volte, portandovi momenti entusiasmanti di lavoro e di arte, è infatti un’artista eclettica, costituisce un faro per noi”. A conclusione della sua Masterclass mercoledì 18 luglio alle ore 19 presso il sagrato della Chiesa di San Francesco a Udine Carolyn Carlson terrà una sessione di lavoro aperta alla quale potrà assistere anche il pubblico: si tratta di un evento sorpresa, offerto da questa straordinaria artista che sarà affiancata dalla danzatrice Sara Orselli, con accompagnamento musicale di Paki Zennaro.
“L’attenzione della Nico Pepe verso scuole e università teatrali oltre confine è stimolante perché incoraggia la ricerca e l’approfondimento di tematiche condivise e porta a risalire alla fonte del fare arte performativa. L’opportunità di incontrare artisti e maestri pedagoghi di altissimo prestigio, come in questo caso Carolyn Carlson, è volta ad offrire un confronto diretto e pratico attorno alla più importante delle sorgenti comuni e cioè quella dell’incarnazione, l’affascinante presenza intramontabile del “corpo in scena” incalza de Maglio.
La Nico Pepe offre con questo progetto un’imperdibile opportunità sia per i giovani attori originari di molteplici nazioni, sia per i cittadini udinesi che potranno assistere a diversi eventi ad ingresso libero. Lunedì 16 luglio alle ore 20.30 gli allievi del terzo anno della Civica Accademia friulana, terranno una performance e martedì 17 i ragazzi russi metteranno in scena “Learning how to be actors”, sempre alle ore 20.30 negli spazi della Nico Pepe.
Quest’anno SAFest si avvale inoltre della collaborazione di Arearea, unica compagnia di danza contemporanea della Regione Friuli Venezia Giulia.
“Siamo felicissimi di far parte di SAFest con Areadanza” spiega Marta Bevilaqua, Direttrice artistica di Arearea assieme a Roberto Cocconi. “Areadanza infatti – continua Bevilacqua – è un evento regionale che tocca svariati luoghi del territorio e che porta la danza contemporanea fuori dai teatri. Con la collaborazione all’interno di SAFest, allo stesso modo, l’arte performativa incontrerà il pubblico e la città di Udine, luogo molto amato anche agli occhi di Carolyn”.
Nelle giornate della manifestazione al workshop con Carolyn Carlson, si affiancherà un laboratorio intensivo curato da Marta Bevilacqua che con gli studenti partecipanti curerà una performance site specific nel centro storico cittadino giovedì 19 luglio (alle ore 19), evento-anteprima di AreaDanza la rassegna di danza urbana curata da Arearea. Inoltre Claudio de Maglio condurrà durante la giornata del 19 luglio una Masterclass dedicata a tutti gli allievi partecipanti, sui temi affrontati durante i giorni di SAFest.
SAFest, al quale parteciperanno molteplici realtà del panorama internazionale fra cui The Boris Shchukin Theatre Institute di Mosca e la Scuola Teatro Dimitri di Verscio dalla Svizzera, è un contenitore di idee di formazione e creatività, che coinvolge registi, pedagoghi, attori e danzatori provenienti da paesi europei ed extraeuropei: il riscontro internazionale e la qualità artistica sono il valore aggiunto di un evento che si avvale del prezioso sostegno della Fondazione Friuli. Affiancano la Nico Pepe come main partner il Comune di Udine, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Inoltre SAFest fa parte del cartellone di Udinestate 2018.
“Nothing is lost”, l’atteso spettacolo degli allievi della Scuola Dimitri, avrà luogo venerdì 6 luglio alle ore 21 a Udine, nella sede dell’Accademia Nico Pepe, come anteprima di SAFest. Si tratta del lavoro di fine formazione Bachelor of Arts in Physical Theatre, un’esibizione con la regia di Serge Nicolaï e Olivia Corsini, i quali hanno orchestrato con gli studenti del terzo anno un’eclettica creazione collettiva.
Il 16, 17 e 18 luglio si entrerà nel cuore di SAFest: alla Nico Pepe sarà quindi la volta dell’attesa Masterclass pour professionnels grand studio, tre giornate all’insegna della Danza Contemporanea rivolta ad attori e danzatori dell’intero orizzonte europeo che ha come protagonista Carolyn Carlson. Valore aggiunto ai laboratori sarà quindi apportato dalla presenza di Carolyn Carlson, l’icona della danza mondiale che ha scelto di portare a Udine e nella nostra regione la sua magia di insegnante, facendo propria la qualità del progetto didattico della Nico Pepe, che trova ulteriore conferma in questo imperdibile appuntamento. Interprete, con il grande e raro dono di un’attitudine pedagogica instancabile, Carolyn è riuscita a creare negli anni uno stile personale, libero da forme troppo accademiche, capace di trasmettere ogni vibrazione interna attraverso un perfetto controllo del movimento che resta sempre flessuoso, vibrante, morbido, mentre le sue coreografie, che nascono da ricordi e riflessioni, hanno generato un mondo costituito soprattutto di emozioni e sensazioni.
Il legame della Carlson con il Friuli Venezia Giulia è speciale, si sono formati e sono cresciuti con lei, infatti, i danzatori della Compagnia Arearea Roberto Cocconi, Marta Bevilacqua e Luca Zampar, che in momenti diversi hanno lavorato e preso parte alle sue creazioni coreografiche.
Anche Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe, nella sua esperienza formativa ha incontrato Carolyn Carlson, trasferendo nel progetto didattico della Nico Pepe la danza contemporanea e le tecniche del movimento che sono organicamente intrecciate alla recitazione e all’improvvisazione teatrale.

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Claudio de Maglio al Festival di Poti in Georgia.

Dopo aver fatto un Workshop di Commedia dell’Arte lo scorso anno per il Festival di Poti e preparato uno spettacolo ispirato ad una commedia di William Shakespeare nello scorso maggio, tornerò in Georgia a fine luglio per partecipare all’edizione 2018 del Festival di Poti con il “mio” gruppo di attivi georgiani. Poti è una cittadina molto caratteristica sul Mar Nero e il Festival accoglierà moltissimi attori provenienti da tutta la Georgia. Vi terrò aggiornati sulla prossima impresa! A presto,
Claudio

soirée 3° corso

Soirée di fine anno accademico

Soirée di fine anno accademico a cura degli allievi del terzo anno di corso:

Mark Kevin Barltrop, Alejandro Bonn, Miryam Chilà, Diana Dardi, Veronica Dariol, Omar Makhloufi, Olga Mantegazza, Tommaso Sculin, Davide Rossi.

Cos’è la Soirée dell’Accademia? È un momento di libertà compositiva per gli allievi: in assoluta autonomia scelgono il testo e la drammaturgia, curano la regia e mettono in scena le loro performances di fronte al pubblico e ai docenti della Nico Pepe. Si tratta dunque di esplorazioni, azzardi, momenti per perdersi e per ritrovarsi all’interno del percorso formativo annuale, in “luoghi” teatrali che riservano inaspettate rivelazioni… e non c’è Soirée più rivelatrice della tradizionale finale di anno accademico!
A seguire festa di fine anno!

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