Tutti pazzi… senza sapere perché.

In scena la Commedia dell’Arte

Tutti pazzi… senza sapere perché

Tutti pazzi… senza sapere perché è il nuovo canovaccio originale di Commedia dell’Arte curato nella drammaturgia e regia da Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe. Sarà presentato in Commedia Live – Tournée dal 5 al 10 luglio ad abbracciare tutto il Friuli, un viaggio in sei tappe imperdibili dal debutto a Gorizia, seguiranno Bagnaria Arsa, Tricesimo, Terzo Aquileia per finire al Foro Romano di Zuglio.

Lo spettacolo di Commedia è un momento cruciale nel percorso didattico del triennio della Nico Pepe e porta a compimento il lavoro di preparazione degli allievi attori del secondo anno di corso sulle tecniche fondamentali di questa antica arte scenica, patrimonio autentico del teatro italiano: dalle tecniche di costruzione dalla maschera di Stefano Perocco di Meduna, ai canti di Commedia di Marco Toller; segue poi il Training dell’Attore specifico a far nascere ciascun personaggio fino alla magia interpretativa che definisce i caratteri di Pantalone, Arlecchino, Fiammetta, Pulcinella, Capitano, Dottore, Strega e Innamorati… per poi passare al lavoro di Improvvisazione Teatrale con Claudio de Maglio e arrivare a presentare il canovaccio originale, scritto su misura con i suoi rocamboleschi e irresistibili colpi di scena. La Commedia dell’Arte con la relativa conoscenza della tecnica delle maschere e l’approfondimento dei tipi sociali e comportamentali dei suoi diversi personaggi è una palestra importantissima per l’attore.

La tournée toccherà bellissimi luoghi di rappresentazione nelle seguenti località partner del progetto ad iniziare il 5 luglio, ore 20.45 a Gorizia, nell’ambito della rassegna “Verdid’Estate” organizzata dal Teatro Comunale G. Verdi, presso i Giardini del Municipio. Poi seguiranno le repliche il 6 luglio, ore 20.30 Udine alla Nico Pepe; 7 luglio, ore 18.30 a Tricesimo in piazza Ellero fronte Municipio; 8 luglio, ore 21:00 a Privano di Bagnaria Arsa, Lascito Dal Dan; 9 luglio, ore 21.00 a Terzo di Aquileia, Corte di Palazzo Vianelli; e per finire il 10 luglio alle ore 18.00 a Zuglio nel suggestivo Foro Romano (auspice il Comune e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia).

Il canovaccio di Tutti pazzi… senza sapere perché prende spunto dal viaggio affrontato dal futuro Re Enrico III di Valois che provenendo dalla Polonia prima di arrivare a Parigi per l’incoronazione attraversa diverse città tra le quali anche Venezia. Il Dottore e un componente del Consiglio dei dieci organizzano in segreto l’accoglienza allo scopo di promuovere tra la Serenissima e il futuro Re una possibile alleanza. Si deciderà per una visita all’Arsenale, primo esempio di fabbrica dell’era moderna e si armerà una nave da guerra in pochissimo tempo dando prova di efficienza e abilità. Grazie all’originalità dell’evento bisognerà organizzare l’acquisizione di materie prime soprattutto la canapa utilizzata per la costruzione delle sartie e delle gomene che arrivava direttamente dal Mar D’Azov assieme agli schiavi da utilizzare per i lavori pesanti. Nello stesso momento giunge a Venezia Pantalone interessato a entrare nell’affare sfruttando le sue innate doti imprenditoriali e con raggiri e imbrogli riuscirà nell’intento di metter i bastoni tra le ruote in modo da autoproporsi come risolutore. Accanto a questi personaggi il canovaccio racconta le vicende di una schiava naufraga e di un giovane anch’essi provenienti dal Mar d’Azov, i cui legami con Venezia verranno svelati progressivamente. Si muovono sulla scena inoltre un Capitano al servizio di Pantalone e i servi sempre oggetto di sfruttamento e manipolazione da parte dei loro padroni a loro volta impegnati in strategie finanziarie e piani economici volti a loro esclusivo vantaggio. Non mancheranno gli Innamorati a far da cornice al fitto intreccio delle storie che si dipaneranno con esiti imprevedibili ed esilaranti.
In scena gli allievi del secondo anno di corso: Valentina Alberto, Enrico Bassetti, Benedetta Berti, Enrico Brusi, Alessandro Fuligna, Dario Furini, Sofia Longhini, Francesca Maurino, Lorenzo Prestipino, Agata Alma Sala, Alessio Sallustio, Filippo Stella.
L’iniziativa condivisa con Vettori Ultramondo si avvale del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia (Bando Ripartenza, progetto Commedia Live), dei Comuni partner di Gorizia, Tricesimo, Terzo d’Aquileia, Bagnaria Arsa e Zuglio; della partecipazione come main partner, del Ministero della Cultura MIC e del Comune di Udine, ai quali si affianca la Fondazione Friuli.

info: Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, [email protected], 0432504340

Tutti matti.. senza saper perché

Tutti matti.. senza saper perché è il nuovo Canovaccio Originale di Commedia dell’Arte
con regia e drammaturgia di Claudio de Maglio in tournée in questa estate 2022.
Ecco il calendario degli spettacoli:
5 LUGLIO 2022 ore 20.45
GORIZIA
Giardini del Municipio di Gorizia
6 LUGLIO 2022 ore 20.30
UDINE
Arena Nico Pepe LargoOspedale Vecchio, 10/2
7 LUGLIO 2022 ore 18.30
TRICESIMO
piazza del Municipio piazza Giuseppe Ellero 1
8 LUGLIO 2020 – ore 21.00
BAGNARIA ARSA
Privano – Lascito Dal Dan
9 LUGLIO 2022 ore 21.00
TERZO DI AQUILEIA
Corte di Palazzo Vianelli dietro al Municipio
10 LUGLIO 2022 ore 18.00
ZUGLIO
Foro di Iulium Carnicum

Regia e drammaturgia Claudio de Maglio
Canti di Commedia a cura di Marco Toller
Maschere di Stefano Perocco di Meduna

Interpreti gli allievi del secondo anno di corso: Valentina Alberto, Enrico Bassetti , Benedetta Berti, Enrico Brusi, Alessandro Fuligna, Dario Furini, Sofia Longhini, Francesca Maurino, Lorenzo Prestipino, Agata Alma Sala, Alessio Sallustio, Filippo Stella

Il canovaccio prende spunto dal viaggio affrontato dal futuro Re Enrico III di Valois che provenendo dalla Polonia prima di arrivare a Parigi per l’incoronazione attraversa diverse città tra le quali anche Venezia. Il Dottore e un componente del Consiglio dei dieci organizzano in segreto l’accoglienza allo scopo di promuovere tra la Serenissima e il futuro Re una possibile alleanza. Si deciderà per una visita all’Arsenale, primo esempio di fabbrica dell’era moderna e si armerà una nave da guerra in pochissimo tempo dando prova di efficienza e abilità. Grazie all’originalità dell’evento bisognerà organizzare l’acquisizione di materie prime soprattutto la canapa utilizzata per la costruzione delle sartie e delle gomene che arrivava direttamente dal Mar D’Azov assieme agli schiavi da utilizzare per i lavori pesanti. Nello stesso momento giunge a Venezia Pantalone interessato a entrare nell’affare sfruttando le sue innate doti imprenditoriali e con raggiri e imbrogli riuscirà nell’intento di metter i bastoni tra le ruote in modo da autoproporsi come risolutore. Accanto a questi personaggi il canovaccio racconta le vicende di una schiava naufraga e di un giovane anch’essi provenienti dal Mar d’Azov, i cui legami con Venezia verranno svelati progressivamente. Si muovono sulla scena inoltre un capitano al servizio di Pantalone e i servi sempre oggetto di sfruttamento e manipolazione da parte dei loro padroni a loro volta impegnati in strategie finanziarie e piani economici volti a loro esclusivo vantaggio. Non mancheranno gli innamorati a far da cornice al fitto intreccio delle storie che si dipaneranno con esiti imprevedibili ed esilaranti.

INFO: CIVICA ACCADEMIA D’ARTE DRAMMATICA NICO PEPE
Largo Ospedale Vecchio 10/2 – 33100 Udine Tel. +390432504340 e-mail [email protected] www.nicopepe.it

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Nuovo Bando di Ammissione 2022/2023

Siamo lieti di annunciarvi che abbiamo pubblicato il nuovo Bando di Ammissione per l’anno accademico 2022/2023. Tutte le info e compilazione modulo al link: https://www.nicopepe.it/modulo-di-domanda-di-ammissione/

il tartufo

“Il Tartufo” di Molière con Marco Sgrosso

Ritratto tragicomico dell’ipocrisia
Il Tartufo di Molière

Cosa succede quando metti in scena Il Tartufo? Succede che una commedia, un po’ tragica e un po’ comica, come nella migliore tradizione delle opere di Molière, mostra tutta la sua attualità!
Questo accade anche grazie alla regia di Marco Sgrosso che guida gli allievi del terzo anno di corso della Nico Pepe. Marco Sgrosso è uno dei preziosi docenti ospiti che costellano l’anno accademico, attore, regista e pedagogo, dopo aver fatto parte della Compagnia di Leo De Berardinis ha fondato con Elena Bucci la Compagnia Le Belle Bandiere con la quale si è aggiudicato numerosi riconoscimenti per l’attività sulla scena teatrale italiana come il Premio ETI Olimpici del Teatro; come attore ha inoltre lavorato con registi come Cesare Ronconi, Mario Martone e ultimamente con Alessandro Serra (celeberrimo per “Macbettu”) che lo dirige ne Il giardino dei ciliegi di Cechov e La tempesta di Shakespeare.

La prova aperta del Tartufo raccoglie i frutti dell’intenso laboratorio condotto da Marco Sgrosso e presenta la messinscena finale riuscitissima per l’incalzare delle battute, per la capacità degli allievi di vestire con verità i personaggi non facili, in bilico nel turbinìo emotivo che si scatena all’interno della famiglia “complicata” composta da Orgone, sua madre Madame Pernelle, la moglie Elmira, il cognato Cleante, i figli Dàmide e Marianna, Valerio (il fidanzato della figlia), la domestica tuttofare Dorina e l’ospite Tartufo. Proprio il Tartufo è l’emblema dell’ipocrita che vive sotto una maschera subdola di falsa amicizia verso Orgone ma in realtà vuole approfittare della sua fiducia per trarne vantaggio e poi tradirlo… Gli allievi sono attenti ad attraversare e trasmettere i giochi emotivi in scena, a volte esilaranti a volte amari, con l’aggiunta di un tocco astratto, di un’atmosfera a tratti sospesa e surreale che nei tagli della drammaturgia sembra forse promettere nuove ragioni per un diverso finale…
Con il Tartufo giunge a compimento l’anno accademico, l’ultima prova aperta in programma … o forse no, non è una fine, ma un invito a proseguire, un collegamento con le nuove attività che vedranno protagonista la Nico Pepe nel periodo estivo allorché andranno in scena il nuovo spettacolo di Commedia dell’Arte con la regia di Claudio de Maglio e gli appuntamenti del Festival Internazionale di Scuole di Teatro/Safest 2022…
Restiamo dunque in contatto!!!

“Assenza sparsa” si afferma a Mittelyoung 2022

Siamo felici di darvi notizia di un ulteriore traguardo lusinghiero raggiunto anche quest’anno da nostri diplomati grazie ad un lavoro originale incisivo e coraggioso che si è imposto a Mittelyoung2022!

Infatti, gli allievi diplomati Luca Oldani e Jacopo Bottani – di Pan Domu Teatro – si affermano con “Assenza sparsa” e si aggiudicano la possibilità di salire sul palco di Mittelfest “Imprevisti” dal 22 al 31 luglio prossimi. Mittelyoung è il “festival nel festival” dedicato agli artisti under30 scelti da altrettanto giovani curatores che hanno vagliato le 148 domande arrivate da 20 diversi Paesi per arrivare alla rosa dei 9 spettacoli andati in scena tra Cividale e Gorizia e, adesso, ai tre vincitori finali, uno strumento con cui Mittelfest investe sulle nuove generazioni artistiche europee dando loro un sostegno concreto, anche economico.
“Assenza sparsa” tocca una tematica importante che aggiunge merito all’impresa dei nostri ragazzi; dalle note di regia leggiamo: <> “Assenza sparsa” porta il racconto emotivo e personale di un’esperienza nelle corsie di ospedale a fianco di un amico in coma, senza retorica, ma con grande sensibilità e ironia.
Gli allievi usciti dalla Nico Pepe non sono nuovi a questi exploit; già nell’edizione dell’anno scorso toccò a Klaus Martini vincere a Mittelyoung2021 con “P.P.P. ti presento l’Albania” spettacolo di successo che con delicatezza e pudore metteva in scena l’incontro immaginario fra un ventenne figlio di migranti albanesi e il Pier Paolo Pasolini de “Il sogno di una cosa”.
Dunque… a presto, in bocca al lupo ai “nostri” ragazzi e ci vedremo tutti a Mittelfest 2022.

Pasolini e Cechov nelle attività della Nico Pepe

Con “Una cosa. Dialogo tra Pasolini e la generazione zeta”, trova il suo compimento il Corso Propedeutico dell’a.a. 2021/2022 con una bella e coinvolgente prova aperta finale che ha visto in scena i ventiquattro allievi iscritti guidati in questa ultima fase di approfondimento dal regista Andrea Collavino.

Il Corso propedeutico è stato ideato per accompagnare i ‘primi passi’ nell’incontro con le tecniche di formazione attoriali in modo graduale ed organico per offrire nel contempo un servizio di conoscenza e orientamento al mestiere dell’attore, la consapevolezza dei propri mezzi espressivi, delle proprie attitudini, e di quanto fa parte della didattica del teatro. Nel suo insieme di attività si è svolto nell’arco di cinque mesi dedicati alle discipline di base che formano l’attore: Training, Storia del Teatro, Danza contemporanea, Musica, Dizione… Lezioni curate dagli stessi docenti impegnati con il corso triennale della Nico Pepe su un percorso parallelo dedicato principalmente a tutti gli interessati che coltivano il desiderio di entrare in una scuola di teatro. La performance finale “Una cosa. Dialogo tra Pasolini e la generazione zeta” ha raccolto i frutti di un lavoro di improvvisazione teatrale, di scandaglio ed emersione di temi guida nati dal dialogo tra i ragazzi a partire dagli stimoli proposti dai riferimenti illustrati da Andrea Collavino: << Questo lavoro è un tentativo di indagine sulla generazione zeta, e anche su come questa si rapporti con la memoria e l’eredità di Pasolini. Cosa rimane del pensiero e del corpo di Pasolini in questa che è la società prefigurata da lui, ben prima che si vedessero le conseguenze del cambiamento in senso borghese dell’Italia? È un viaggio che prende spunto da alcuni testi poetici presi da “Poesia in forma di Rosa”. Le domande che poniamo a 24 ragazze e ragazzi, e che essi stessi si pongono, aprono i nostri occhi alle paure, ai pensieri, ai sentimenti e alle aspettative della generazione prossima a divenire responsabile del proprio e del nostro futuro. Per me infine è un confronto con le origini del mio lavoro iniziato vent’anni fa con “Il sogno di una cosa” e un punto da cui ripartire. >>

Corre intanto il corso triennale… con Maurizio Schmidt ospite prestigioso sul terzo anno di corso per un ciclo di lezioni dedicate a un capolavoro di tutti i tempi come “Il Gabbiano” di Anton Cechov. Schmidt è ospite fisso del corso di studi della Nico Pepe, già direttore della Scuola “Paolo Grassi” di Milano vanta una carriera di attore per il teatro e per il cinema oltre che di regista, pedagogo in molte scuole in Italia e all’estero e fondatore della compagnia teatrale Farneto Teatro. Il lavoro con gli allievi viene condotto a partire dal training di base secondo il metodo di Michail Cechov dedicato al “gesto psicologico” per poi passare all’analisi strutturale drammaturgica del testo e alle prove di improvvisazione delle diverse scene. Con il proseguire e approfondirsi del lavoro gli allievi mettono alla prova la propria creatività e fantasia e le tre fasi di lavoro, training-analisi-scene, tendono a mescolarsi e sovrapporsi… Accanto a questo si aggiungono delle sessioni di lavoro davanti alla macchina da presa con le quali allievi attori hanno modo di sperimentare la loro recitazione in un altro ambito, attraverso una fase finale di verifica del proprio lavoro che consiste nel rivedere le scene girate e prendere consapevolezza delle proprie particolarità, vocali ed espressive.

Siamo felici di tenervi aggiornati… intanto l’Accademia Nico Pepe continua la sua navigazione in scoperta e proposta di nuovi orizzonti teatrali…

Viva Eugenio Allegri

A un amico e collega che molto ci ha dato… Eugenio sei andato via troppo presto e lasci un vuoto grande nel Teatro. Ti ringraziamo per la tua luce preziosa, per l’ umanità che la tua presenza in scena irradiava fin dal primo istante e per quella voce dai colori brillanti che sapeva essere subito amica, intima e che al contempo evocava un’inesplicabile nostalgia. Ti ringraziamo per il talento e la generosità d’attore, con i quali hai inondato le platee d’Italia, per la tua maestria anche nel trasmettere alle generazioni dei futuri attori i fondamenti dell’ arte drammatica che è soprattutto artigianato…Quando riuscivamo a trovare l’incastro magico tra i tuoi sempre numerosissimi impegni, sei stato nostro docente ospite, amatissimo dagli allievi contagiati dalla tua trascinate energia, dal calore e dalla generosità della tua passione che sapevi coniugare ad una professionalità impeccabile. Grazie per quella tua abilità di metterti sempre in gioco con nuove sfide, doti preziose e uniche come l’empatia e lo spirito. Irresistibili le tue battute, il modo con cui sapevi far ridere tutti e portare gioia trasformandoti anche di fronte a persone appena conosciute nell’amico di sempre. Il pubblico lo hai sempre saputo conquistare perché eri disarmato e disarmante, eri semplice e profondo. La gente lo capiva, meglio, lo sentiva e ti amava. Mi concedo un ricordo personale. La vita ha inoltre regalato anche a me (come a tantissimi colleghi) il privilegio di starti accanto in scena. È passato un bel pò di tempo da allora ma è un dono che porto e porterò nel cuore. Tu Arlecchino e io Pantalone… Poi una volta tu Arlecchino arruolato soldato che si era travestito da donna per fuggire dalla guerra, e io il Generale francese che ti intercettava e scambiandoti per un’avvenente fanciulla, ti corteggiava trattenendoti… Ricordi indelebili di un teatro popolare e d’Arte in cui rigore e divertimento erano sempre intrecciati. C’era il testo, la partitura onorata con rigore, ma avvenivano ogni sera alcuni brevi essenziali momenti di improvvisazione che a volte ciascuno si era minuziosamente preparato in solitudine allo scopo di sorprendere il compagno in scena..Ed era ogni sera un appuntamento con l’oltre perché grazie al tuo talento “ accadeva” qualcosa… Grande Eugenio, che lezione. Provo e proviamo tutti noi della Nico Pepe un’ immensa gratitudine per averti incontrato e per aver goduto della tua presenza, del tuo insegnamento e della tua amicizia. Viva Eugenio Allegri!
Claudio de Maglio

Eugenio Allegri con gli allievi della Nico Pepe

Le tante forme della pedagogia alla Nico Pepe.

Si rinnova l’incontro con i maestri della scena internazionale alla Nico Pepe, dove è arrivata Julie Anne Stanzak, danzatrice “anima” del Pina Bausch Tanztheater di Wuppertal, il simbolo del teatro-danza contemporaneo. La sua presenza in accademia non è solo un’immersione, per quanto entusiasmante, nello spirito e nell’universo che per merito della grande coreografa Pina Bausch ha oltrepassato i confini della danza spingendosi a sondare le motivazioni profonde e le urgenze che la abitano, ma diventa il viaggio nella poesia dei corpi e nei corpi che si fanno poesia. Tutto questo è reso possibile grazie alla magica atmosfera al magnetismo che si sprigiona dalla guida superba e dalla maestria di Julie Stanzak.

Da anni ospite fissa nel percorso accademico alla Nico Pepe con il suo laboratorio Julie Stanzak permette agli allievi attori l’esperienza unica di una professionalità e una creatività che lascia tracce indelebili e che risvegliano e coltivano l’artista che si cela in ogni allievo.

A seguire è stata la presenza di Giovanni Battista Storti, formatosi alla scuola di Tadeuz Kantor, attore in famosi allestimenti del maestro polacco, ad accompagnare gli allievi del primo corso attraverso un training di tecniche di improvvisazione teatrale dedicate alla scoperta del vissuto personale come chiave per promuovere gli strumenti espressivi utili al linguaggio della scena e alla composizione dei primi tasselli tecnici che portano alla costruzione della figura dell’attore.

E su questa linea d’azione, ma con altro metodo, abbiamo avuto il piacere di avere con noi François Kahn, un gradito ritorno del pedagogo francese formatosi alla scuola teatrale, anche in questo caso polacca, del maestro Jerzi Grotowsky.
Kahn ha dedicato il suo percorso di lezioni con gli allievi del terzo corso, con l’intervento anche sul primo corso, al racconto “Riflessioni di un cane” di Franz Kafka riadattato dallo stesso pedagogo.

A chiudere questo periodo è stato Andrea De Luca che insieme ad un lavoro sull’uso della voce con la maschera di Commedia dell’Arte con gli allievi del secondo corso si è dedicato a mettere in scena col terzo anno un grande classico, Antigone di Sofocle. Gli allievi hanno dato il meglio per dare vita ad un’opera da sempre considerata il simbolo della lotta contro il potere, della ribellione solitaria a leggi ingiuste che offendono la dignità umana, gli affetti, i legami profondi e la tradizione religiosa.
Il percorso pedagogico proposto dalla Nico Pepe si conferma e rinnova nel proporre non un solo metodo o teoria del Teatro ma un approccio diversificato e multiforme delle discipline che formano l’attore in cui gli allievi possono trovare attraverso diverse modalità, diversi metodi del lavoro in scena gli stimoli che maggiormente saranno in grado di coltivare la fiamma della loro evoluzione artistica e umana.

Talenti di ritorno alla Nico Pepe

Un segno importante di continuità in una proposta didattica già ricca e diversificata, è il gradito ritorno di alcuni ex-allievi della Nico Pepe in veste di docenti. È di grande soddisfazione notare come quei germi di artistica professionalità e caratura umana acquisiti durante i tre anni di frequenza e attestati dall’agognato di diploma si siano confrontati e messi alla prova nel mondo reale portando notevoli soddisfazioni e lusinghieri risultati. Impegnati come attori professionisti, registi o drammaturghi… abbiamo il piacere di osservare che i nostri allievi si fanno onore e sviluppano un proprio bagaglio di esperienza e sensibilità che porta alcuni di loro anche ad intraprendere la pedagogia teatrale con promettenti esiti.

In questo ultimo periodo la Nico Pepe ha infatti ospitato in veste di docente Riccardo Lanzarone, impegnato con gli allievi del primo anno di corso e del corso propedeutico in un periodo di lezioni dedicato al training dell’attore, pratica che precede lo spettacolo teatrale e le prove, e un lavoro in scena sul monologo visto come esercizio e grande risorsa per l’attore, occasione per guardarsi allo specchio, un momento di esplorazione totale utile a sperimentare i propri gusti drammaturgici, al fine di trovare il punto di contatto tra il testo e la nostra vita reale, tra il gesto e la nostra memoria.

Gli allievi del terzo corso a loro volta hanno appena concluso le lezioni curate dal regista e attore Nicola Borghesi con una lezione aperta di fine laboratorio riuscitissima per la sincera espressione delle domande essenziali sollevate da chi si affaccia al mondo del lavoro e avverte sulla pelle l’incertezza del futuro… con autoironia e tenerezza si sono raccontati avvicinando con grazia e personale adesione brani tratti da grandi autori del teatro mondiale da Cechov a Sarah Kane.

È invece in questi giorni in svolgimento il laboratorio curato da Alex Cendron con gli allievi del primo anno di corso impegnato in un lavoro sugli strumenti di analisi della struttura dinamica della scena. Il percorso, attraverso una serie di esercizi e di improvvisazioni, si propone di mettere a fuoco concetti ed elementi che guidano la natura stessa dell’agire in scena, che reggono le strutture drammaturgiche e che sono i sostegni a cui un attore o una attrice devono appoggiarsi, spingersi, sostenersi. Un approccio che parte da domande come: Cosa fare per passare dal testo alla scena? Cosa cercare nel copione? Come far sbocciare una scena? Su cosa focalizzarsi?

Riccardo, Nicola e Alex sono solo tre esempi di nostri ex-allievi che vivono in altre regioni – perché ve ne sono altri loro colleghi che invece vivono in regione. Lo sviluppo peculiare di ciascuno nel mondo della professione in veste di attori, autori e registi, ha favorito in alcuni casi quell’inclinazione particolarissima alla trasmissione dei segreti dell’arte drammatica…

Premio Hystrio ai nostri diplomati!

Siamo lieti di condividere la gioia per i traguardi che i nostri allievi diplomati hanno conseguito ultimamente: in particolare il Premio Hystrio ha riconosciuto il talento di Francesca Sangalli (Premio Hystrio-Digital Stage),
di Maria Luisa Zaltron (Premio Hystrio alla Vocazione), della Compagnia VicoQuartoMazzini, con Gabriele Paolocà e Michele Altamura (Premio Hystrio Iceberg). Le premiazioni si sono tenute al Teatro Elfo Puccini a Milano. Di seguito le motivazioni dei premi.

Premio Hystrio-Digital Stage 2021 a Lingua Madre di LAC Lugano con
Poesie anatomiche

Nove brevi liriche, nove pillole in cui il verso poetico si incarna e vive nelle pieghe del corpo.
Scritte da Francesca Sangalli e interpretate da Camilla Parini qui diretta da Alessio Maria Romano, le nove brevi poesie ci introducono nelle pieghe del corpo umano. Una creazione in cui Romano, recente vincitore del Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia per il suo lavoro di coreografo e pedagogo, guida la giovane performer in numerosi luoghi del LAC.
Lingua Madre di LAC Lugano
Carmelo Rifici e Paola Tripoli hanno risposto al lockdown causato dalla pandemia proponendo il progetto multidisciplinare Lingua Madre-Capsule per il futuro, un originale palinsesto che ha coinvolto decine di artisti internazionali. La scelta è stata quella di non rinunciare alla complessità, anzi di accoglierla. Il risultato? Un vero e proprio archivio del fare artistico e della riflessione teorica su di esso. Per la prorompente innovazione e trasversalità, con cui è stato concepito il progetto in ottica interamente digitale, Lingua Madre del LAC di Lugano riceve il Premio Hystrio-Digital Stage.

Premio Hystrio alla Vocazione 2021 a Maria Luisa Zaltron
La motivazione della giuria:
Maria Luisa Zaltron, 25 anni, di Padova, diplomata alla “Nico Pepe” di Udine, ha molte frecce al suo arco: intensa fisicità, intelligenza interpretativa, eccellente vocalità. Qualità declinate con matura consapevolezza nella svalvolata insegnante di danza de La regina dei cappelli di Vittorio Franceschi, ma anche nel gioco al massacro di coppia di Clôture de l’amour di Pascal Rambert e nella Canzone arrabbiata di Nino Rota.

Premio Hystrio-Iceberg 2021 a VicoQuartoMazzini
La motivazione della giuria:
Provengono da città diverse: Bari e Roma. Si formano nella stessa factory: la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”, Udine

Il nome della compagnia lo scelgono per onorare l’indirizzo del primo monolocale – casa e bottega teatrale – affittato a Terlizzi, pianura pugliese.
Di base, i VicoQuartoMazzini sono due: Michele Altamura e Gabriele Paolocà , quasi Romolo e Remo. Ma con loro lavora una costellazione di compagni di strada (tra i molti, Paola Aiello, Nicola Borghesi, Gemma Carbone, Riccardo Lanzarone, Alice Conti, Francesco D’Amore) che certifica la fluidità del teatro italiano under 40. Affermati tutti, ma imbrigliati dall’algoritmo che ha soffocato la loro generazione e anche l’ispirazione a un teatro che non fosse quello della “moderna tradizione italiana”.
Da dieci anni esatti, i VicoQuartoMazzini lavorano per abbattere quegli schemi. Cinici a volte (le tre tazze da cesso che decoravano “Diss(è)nten” come metafora del Potere). Altre volte visionari (“Little Europa”, è un bambinaccio mostruoso, figlio del biondo orizzonte scandinavo e del corto respiro mediterraneo: non potrà che combinare guai).
Coltivatori a km 0 (in “Karamazov” chiamano a raccolta il meglio del teatro comico pugliese), sono anche urbanisti con i piedi per terra (il successo del crowfunding per TEX a San Vito dei Normanni).

Per “Livore” (2020) si ispirano alla rivalità Mozart-Salieri, rielaborata oggi con l’ambiguità che hanno studiato in Pinter.
Il Premio Hystrio-Iceberg 2021 ne riconosce il percorso multiforme, generoso e la ostinata determinazione.

Discorso di Gabriele e Michele alla premiazione.
“La prima replica di uno spettacolo di VicoQuartoMazzini era proprio qui a Milano, al Teatro Atir Ringhiera
Da quel giorno son passati dieci anni.
E’ da quel giorno che abbiamo iniziato la nostra emersione
Oggi riceviamo il Premio Hystrio come miglior compagnia emergente e noi siamo sinceramente felici di questo riconoscimento.
Per noi questo premio è una gioia, che ci piace condividere con gli Scarti di La Spezia che da anni, a fatica, sostengono il nostro percorso di crescita artistica. Però, per noi questo premio è anche una presa di responsabilità, una spinta ad andare avanti nonostante tutte le difficoltà con cui dobbiamo scontrarci, ogni giorno, per continuare a mantenere in vita una compagnia indipendente.

A oggi, anche dopo due anni difficilissimi, la distribuzione di risorse tra le differenti categorie che compongono il sistema teatrale italiano è ancora mostruosamente impari. L’ascensore artistico della società teatrale è guasto da troppo tempo e una realtà come la nostra che ahinoi ancora non riesce ad avere accesso a risorse di un certo spessore deve fare i conti, anno dopo anno con la frustrante necessità di mettere insieme le forze per riuscire ad andare in scena con una nuova produzione.

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Largo Ospedale Vecchio, 10 33100 Udine

+39 0432 504340
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