Il Muro, Attraverso

"Il muro, attraverso"

Anche quest'anno la Nico Pepe è presente al festival Vicino Lontano Premio Terzani giunto alla ventesima edizione. “Il muro, attraverso”, sarà infatti lo spettacolo, con drammaturgia e regia di Claudio de Maglio, con protagonisti gli allievi del primo anno di corso, in scena nell’ambito del "Concorso Scuole Tiziano Terzani” presso il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, sabato 11 maggio (inizio eventi ore 8:1
Inoltre, siamo lieti di partecipare alla rassegna "Tutte le Arti in Scena" organizzata dall'Istituto Comprensivo Bergamas di Trieste. In questa occasione "Il muro, attraverso" sarà presentato martedì 21 maggio alle ore 12:00 presso il Teatro Silvio Pellico in Via Ananian 5/2 a Trieste.

“Il muro, attraverso” è una partitura di gesti, parole, suggestioni per affrontare il tema del muro da varie angolazioni: linea di confine, definizione identitaria di un essere come di un popolo, divisione separazione o protezione... o anche chiusura alle comunicazioni, isolamento come necessità o obbligo,ostacolo che nell'essere superato sancisce un processo di crescita. Questa è una ricerca prodotta insieme alle allieve e allievi del primo anno della Civica Accademia Nico Pepe grazie alle domande che ci siamo posti in un'epoca molto difficile.
Claudio de Maglio

Gli allievi in scena: Giona Amoroso, Elia Bonzani, Beatrice Cassandra, Francesca Cozzini, Marcos Demurtas, Leonardo Maria Filoni, Gaia Garibotto, Davide Gavini, Gianluca Madaschi, Edoardo Maria Mattina, Gaia Mencarini, Michele Ronconi, Giulia Sarti, Anna Sicilia, Michela Serra, Nello Tammaro, Giacomo Zampini.

info: [email protected]

[email protected]

Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe

"S'era Amor si scoprirà" a Muggia, Talmassons, Polcenigo... e alla Nico Pepe

Va in scena la Commedia dell’Arte con la Nico Pepe “S'era Amor si scoprirà” nell'ambito del cartellone teatrale promosso da ERT FVG a Muggia (15 febbraio), Talmassons (16 febbraio) e Polcenigo (17 febbraio).

“S'era Amor si scoprirà (La ridicola Commedia della Falsa Fantasma)” è il canovaccio originale di Commedia dell’Arte curato nella drammaturgia e regia da Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe. Sarà presentato in diverse piazze della regione nell'ambito delle stagioni teatrali promosse dall'Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia: si comincia il 15 febbraio a Muggia (teatro Verdi ore 20:45), il 16 a Talmassons (Auditorium comunale ore 20:45) quindi a Polcenigo il 17 febbraio (Teatro comunale, ore 21:00). Tutte le informazioni si trovano sul sito dell'Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia www.ertfvg.it o contattando [email protected].
In scena gli allievi del terzo anno di corso: Michelangelo Baradel, Marcello Ciani, Diletta Cofler, Luca Galardini, Vincenzo Giordano, Leonardo Rigato, Simone Sbordi, Martina Spartà, Raffaella Valente, Susanna Zoccali. Infine, domenica 18 febbraio alle ore 12:00 presso la sede della Nico Pepe a Udine la replica conclusiva (si prega di prenotare) [email protected])

Momento cruciale nel percorso didattico del triennio della Nico Pepe, la Commedia dell'Arte completa il lavoro di preparazione degli allievi attori sulle tecniche fondamentali di questa antica arte scenica, patrimonio autentico del teatro italiano: dalle Tecniche di costruzione della maschera di Stefano Perocco di Meduna, ai Canti di Commedia con Marco Toller. Segue poi il Training dell’Attore specifico a far nascere ciascun personaggio per poi passare al lavoro di Improvvisazione Teatrale con Claudio de Maglio e arrivare a presentare il canovaccio originale.

La drammaturgia è ambientata in un periodo storico cruciale che coincide con la caduta di Costantinopoli in mano a Turchi, siamo nel 1453, e segue la disinvolta politica diplomatica della Serenissima, padrona dei mari e pronta a stringere alleanze anche con il nemico per dar contro allo strapotere degli stati europei che contrastano la sua conquista della terraferma italiana.
Dentro questa cornice si svolge la storia che viene portata in scena, che parte dalla contesa di un castello disabitato disputato da due delle famiglie più potenti in Venezia: una retta da un Pantalone di nome Lucrezio de Bisognosi a capo di una grossa impresa alimentare che rifornisce l’esercito; l’altra invece tratta la fornitura di armi e munizioni ed è guidata da una Pantalona, Pancrazia de Frantumati.
In questo sfondo si aggira un Comandante dell’esercito della Repubblica di Venezia, tal Bartolomeo Colleoni, personaggio realmente esistito, che si incrocia con le storie di due Innamorate represse a causa delle mire espansionistiche delle loro famiglie e dai nuovi assetti politici e sociali che si andavano stabilendo a causa della caduta dell’Impero Romano d’Oriente.
C’è inoltre un Innamorato che arriva dal Katai, la leggenda di un fantasma (anche questa è tratta da una vicenda reale legata al castello di Gropparello) e poi gli immancabili Arlecchino, Colombina e Pulcinella. È una Commedia che parla di un grande cambiamento, un mutamento epocale che comporta il tentativo di costruire regole adatte al nuovo ordine sia economico che politico …

Affiancano la Civica Accademia i partner istituzionali, il Comune di Udine, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il Ministero della Cultura, ai quali si aggiunge il sostegno di Fondazione Friuli, oltre a Vettori Ultramondo che cura gli aspetti organizzativi.

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“Alamut. Il segreto della fortezza. Dietro la maschera del potere”

E' in arrivo il nuovo saggio-spettacolo a cura della Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe “Alamut. Il segreto della fortezza. Dietro la maschera del potere”, che debutterà sabato 4 novembre alle ore 20.30 nella prestigiosa cornice offerta dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine, dove i futuri attori a conclusione del loro percorso di formazione triennale si incontrano con la città. Il progetto di quest'anno comprende una importante novità, infatti per la prima volta lo spettacolo sarà replicato a Trieste al Teatro Stabile Sloveno il 7 novembre (ore 20.00) e il 9 novembre al Teatro comunale di Cormons (ore 20.30). Sotto la guida di Claudio de Maglio il nutrito cast di allievi attori (in scena se ne conteranno ben 30) si confronta con la messinscena teatrale, con drammaturgia originale, liberamente ispirata al bellissimo e avvincente romanzo "Alamut" dello scrittore sloveno Vladimir Bartol in cui si raccontano le vicende del persiano Hasan Sabbah (definito da Umberto Eco «affascinante, mistico e feroce») fondatore di una setta di derivazione dall’ismailismo sciita nota con il nome di “Assassini” e conosciuta in occidente grazie ai racconti di Marco Polo e Odorico da Pordenone. L’imprendibile rifugio della setta era il castello di Alamut a 1800 metri sul livello del mare, detto il "Nido dell'Aquila", situato sulla catena dell’Elburz in Persia. Da lì partivano i sicari per le loro missioni di morte dalle quali sapevano che non sarebbero ritornati vivi, ma che accettavano in cambio di una presunta salvezza eterna. La contemporaneità dei temi è attestata da un affresco della natura del potere che, per raggiungere i propri scopi, manipola le coscienze dei giovani, ricorrendo all'inganno per ottenere i propri risultati, esercitando in maniera anche violenta e cinica la coercizione. La narrazione procede incalzante come in una grande epopea shakespeariana, regalando momenti di poesia e forte tensione drammatica.
Il romanzo "Alamut", considerato il capolavoro di Vladimir Bartol (1938) prelude al dramma del secondo conflitto mondiale e individua una inquietante rappresentazione del potere che utilizza l'inganno e la finzione, per manipolare la realtà a proprio favore.
Oltre al cast (gli allievi diplomandi Enrico Brusi, Sofia Longhini, Francesca Maurino, Lorenzo Prestipino, Agata Alma Sala, Alessio Sallustio, Filippo Stella e quelli che entreranno al terzo anno di corso Michelangelo Baradel, Marcello Ciani, Diletta Cofler, Luca Galardini, Vincenzo Giordano, Leonardo Rigato, Simone Sbordi, Martina Spartà, Raffaella Valente, Susanna Zoccali e quelli ammessi al secondo anno Giulio Bianchi, Silvia Cerchier, Iacopo Cesaria, Alvise Colledan, Erika Maria Cordisco, Massimo Filoso, Federica Garbarini, Santi Maccarrone, Gregorio Maconi, Andrea Monteverdi, Siro Pedrozzi, Sara Volpi, Sara Wegher), molto numeroso anche lo staff dei collaboratori impegnati nell'allestimento, Paki Zennaro le musiche di scena, Claudio e Andrea Mezzelani per le scenografie, Naiem Abdulrazak per la consulenza culturale, per il disegno luci Stefano Chiarandini, i costumi di Emmanuela Cossar, consulenza arti marziali Luca Galardini e service tecnico OnStage di Andrea Saccomano.

L’iniziativa condivisa con Vettori Ultramondo si avvale del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia (Bando Eventi e festival ), dei partner - il Teatro Stabile Sloveno di Trieste, il comune di Cormons, il comune di Gorizia, l'Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei, la Società Filologica Friulana.
Affiancano l’attività della Nico Pepe i partner istituzionali quali il Comune di Udine, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Ministero della Cultura e il prezioso sostegno di Fondazione Friuli.
Info e prenotazioni:
4 NOVEMBRE 2023 - ORE 20.30
UDINE TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE
info: Teatro Nuovo Giovanni da Udine
www.teatroudine.it / www.vivaticket.it

7 NOVEMBRE 2023 - ORE 20.00
TRIESTE TEATRO STABILE SLOVENO
info: Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe
[email protected]; tel 04321276911

9 NOVEMBRE 2023 - ORE 20.30
CORMONS TEATRO COMUNALE
info: Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe
[email protected]; tel 04321276911

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“S'era Amor si scoprirà” la Commedia dell'Arte in scena

Va in scena la Commedia dell’Arte con la Nico Pepe “S'era Amor si scoprirà” a Tricesimo (7 luglio), Venezia (9 luglio) e Udine (12 luglio).

“S'era Amor si scoprirà (La ridicola Commedia della Falsa Fantasma)” è il nuovo canovaccio originale di Commedia dell’Arte curato nella drammaturgia e regia da Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe. Sarà presentato in Friuli e a Venezia, debutto a Tricesimo il 7 luglio (ore 18,30) in piazza Ellero, quindi a Venezia per Venice Open Stage (9 luglio Campazzo San Sebastiano, ore 21,45) e infine a Udine il 12 luglio (Arena Nico Pepe ore 21). In scena gli allievi del secondo anno di corso: Michelangelo Baradel, Marcello Ciani, Diletta Cofler, Luca Galardini, Vincenzo Giordano, Leonardo Rigato, Simone Sbordi, Martina Spartà, Raffaella Valente, Susanna Zoccali.

Lo spettacolo di Commedia è un momento cruciale nel percorso didattico del triennio della Nico Pepe e porta a compimento il lavoro di preparazione degli allievi attori del secondo anno di corso sulle tecniche fondamentali di questa antica arte scenica, patrimonio autentico del teatro italiano: dalle tecniche di costruzione dalla maschera di Stefano Perocco di Meduna, ai canti di Commedia con Marco Toller. Segue poi il Training dell’Attore specifico a far nascere ciascun personaggio per poi passare al lavoro di Improvvisazione Teatrale con Claudio de Maglio e arrivare a presentare il canovaccio originale.

La Commedia di quest’anno prende spunto dalla ricorrenza dei 570 anni dalla fine dell’Impero Romano d’Oriente con la caduta di Costantinopoli per mano dei Turchi. In quel periodo Venezia avendone capito lo strapotere prova a stringere alleanza con i Turchi, contrastata in questo dalla Lega Italica, a cui viene spinta a far parte per la volontà degli altri Stati di limitare le ingerenze straniere sul suolo italiano. Venezia è costretta anche a ridurre il proprio esercito, ma nel frattempo cerca di aumentare la sua influenza sulla terraferma.
Dentro questa cornice la nostra storia parte dalla contesa di un castello disabitato e la cui eredità è dubbia. Conteso da due delle famiglie più potenti in Venezia: una retta da un Pantalone di nome Lucrezio de Bisognosi a capo di una grossa impresa alimentare che rifornisce l’esercito; l’altra invece tratta la fornitura di armi e munizioni ed è guidata da una Pantalona, Pancrazia de Frantumati.
In questo sfondo si aggira un Comandante dell’esercito della Repubblica di Venezia, tal Bartolomeo Colleoni, personaggio realmente esistito, che si incrocia con le storie di due Innamorate represse a causa delle mire espansionistiche delle loro famiglie e dai nuovi assetti politici e sociali che si andavano stabilendo a causa della caduta dell’Impero Romano d’Oriente.
C’è inoltre un Innamorato che arriva dal Katai, la leggenda di un fantasma (anche questa è tratta da una vicenda reale legata al castello di Gropparello) e poi gli immancabili Arlecchino, Colombina e Pulcinella che solo alla fine rivelerà il vero motivo della sua presenza.
È una Commedia che parla di un grande cambiamento, un mutamento epocale che comporta il tentativo di costruire regole adatte al nuovo ordine sia economico che politico …

La tournée si avvale del patrocinio del comune di Tricesimo, della collaborazione con i partner istituzionali, il Comune di Udine, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il Ministero della Cultura, ai quali si affianca la Fondazione Friuli.

Informazioni: Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe, largo Ospedale vecchio 10/2 0432.1276911, [email protected] fb/ accademianicopepe

VITA_programma

T’amo, mia vita

T’amo, mia vita
Ovvero come cantare il proprio destino

Concerto finale degli allievi del II e III anno di corso
A cura di Marco Toller

Giovedì 29 giugno 2023, ore 21.00

Amore e pena, soli miei compagni!
Lungo la strada, un tiglio si leva:
là, finalmente, in sonno riposai.
Sotto il tiglio, che fiorì come neve
su me versava, io dimenticai
come la vita fa male, e tutto fu di nuovo
bello! tutto! l'amore e la pena
e il mondo e il sogno!
G. Mahler (1860 -1911)

Il canto di un giovane “in cammino” apre il ciclo di canti che quest’anno presentiamo come concerto finale del II e III anno di corso. E questo lied iniziale si dispiega già con le movenze di una marcia funebre: la vita appena iniziata già prematuramente si conclude? Mahler in realtà ci mette in guardia attraverso la sua accorta armonizzazione del canto: il modo infatti ondeggia costantemente -e con ambiguità- tra minore e maggiore, forse non è la fine estrema, ma la morte sì di illusioni, aspettative e del legame con la casa natale, che prelude al vero e proprio inizio di un cammino di maturazione. La trasfigurazione avviene sotto l’albero sacro per eccellenza nella tradizione norrena: il tiglio. Per Mahler solo la panica immersione nella natura ci offre la visione sulla realtà della nostra esistenza.
Su questo tema così cruciale si snodano i brani selezionati quest’anno per indagare come il canto, attraverso i secoli, celebri la Vita e ne esalti la sua dimensione di pienezza attraversando l’intera sua gamma emotiva. L’atto stesso del canto è infatti un’azione consapevole e sapiente che impregna l’istante del nostro senso del vivere. Nulla è dato per scontato, ogni momento è portatore di significato quando cantiamo e la vita si ‘densifica’ attraverso il fuoco dello sforzo volontario e della sfida all’ignoto.
Ecco allora che sulla scena una via si disegna mutevole, di volta in volta retta o tortuosa, guida o distrazione per il compimento del nostro destino a simboleggiare le molteplici visioni che il canto ci offre sulla nostra avventura terrena. Il canone di Haydn, all’inizio, ad esempio è l’augurio ad una vita nascente di poter trovare come guida della propria esistenza le sante virtù; mentre i due madrigali successivi di Monteverdi descrivono anch’essi due altri fasi: quella dell’infatuazione amorosa nel primo in cui la fonte di vita è nella sola esistenza dell’essere amato, mentre nel secondo, composto al termine della sua vita, attraverso i celeberrimi versi di Petrarca, si profila uno sguardo retrospettivo che fa ammenda del “giovenile errore” per arrivare all’amara conclusione che “quanto piace al mondo è breve sogno”. La tradizione del madrigale italiano viene reinterpretata poi in chiave contemporanea da Lauridsen, dove è il dolore stesso d’amore e il suo lamento fonte di vita per l’amante. E dopo la scomposizione sognante del testo musicato da Whitacre dove la vita si fa compagna di sentimenti e condizioni ritenute potenzialmente immortali, è proprio con il tema della morte che si confrontano gli ultimi due brani corali (oltre che i due lieder di Mahler intercalati ad essi): l’ultimo brano (uno spiritual) affida alla dimensione ultraterrena la risoluzione di tutti i conflitti della nostra esistenza, mentre il testo musicato tratto dal celebre sonetto n. 18 di W. Shakespeare, riconosce all’Arte una capacità di rendere immortale l’effimera vita terrena, così come si diceva all’inizio per il canto, altrettanto la poesia assume il ruolo di immortalare i moti passeggeri di anime in cammino:
“[…] Nor shall Death brag thou wander'st in his shade,
When in eternal lines to time thou grow'st:
So long as men can breathe or eyes can see,
So long lives this and this gives life to thee.»

(“Né dovrà la morte farsi vanto che tu vaghi nella sua ombra,/Quando in eterni versi, nel tempo tu crescerai:/Finché uomini respireranno o occhi potranno vedere,/Queste parole vivranno, e daranno vita a te.”)

Programma:

G. Mahler (1860 -1911) Die zwei blauen Augen
(Lieder eines fahrenden Gesellen)
F. J. Haydn (1732 -1809) Die Mutter an ihr Kind in der Wiege
G. Mahler Das irdische Leben
(Des Knaben Wunderhorn)
G. F. Handel (1685 -1789) Del mio sol vezzosi rai (Ariodante)
C. Monteverdi (1567 -1643) T’amo, mia vita (V libro de madrigali)
G. F. Handel Non so se sia la speme (Serse)
C. Monteverdi Voi ch’ascoltate (Selva morale e spirituale)
G. F. Handel Deggio dunque, oh Dio, lasciarti (Radamisto)
W. A. Mozart (1756 -’91) Il desio di vendetta (Lucio Silla)
M. Lauridsen (1943) Io piango (Madrigali)
N. Rorem (1923 -2022) Full of life
E. Whitacre (1970) Hope, faith, life, love
G. Mahler Wenn mein Schatz Hochzeit macht
(Lieder eines fahrenden Gesellen)
After Queen/M. Toller Sonnet 18
G. Mahler Urlicht (Des Knaben Wunderhorn)
Anonimo (arr. B. Chilcott) All my trials

Solisti del III anno: Filippo Stella, Dario Furini, Alessio Sallustio, Sofia Longhini, Agata Alma Sala, Alessandro Fuligna, Francesca Maurino, Lorenzo Prestipino, Enrico Brusi.

Foto © 2023 - Luca Valenta / Phocus Agency

"La Primula e il Temporale" in tournée

Lo spettacolo "La Primula e il Temporale" che vede protagonisti gli allievi del primo anno di corso della Nico Pepe diretti da Claudio de Maglio, dopo una prima versione presentata a vicino/lontano,  torna in scena in quattro tappe a Bagnaria Arsa (14 giugno ore 21 Lascito Dal Dan), Udine (15 giugno arena Nico Pepe ore 21), Terzo di Aquileia (16 giugno palazzo Vianelli ore 21) e San Vito al Tagliamento ( 17 giugno teatro Arrigoni ore 21).
 Claudio de Maglio spiega che lo spettacolo prende spunto da due pellicole di Pier Paolo Pasolini interpretate da Totò e Ninetto Davoli: nella prima parte l’ispirazione arriva da “Uccellacci e Uccellini”, il capolavoro intriso di atmosfera sognante, una favola filosofica di disincanto e poesia sulla fine delle ideologie… E poi, nella seconda parte, le suggestioni sono raccolte da “Che cosa sono le nuvole”, contenuto in “Capriccio all’Italiana”, bellissima e struggente rappresentazione di marionette del dramma dell’Otello. Si fanno incalzanti le riflessioni esistenziali sulla predestinazione, sulla cattiveria e la gelosia, sull’indifferenza… si dispiega la realtà dei grandi sentimenti umani nel registro comico mescolato al drammatico fino al momento in cui la folla degli spettatori irrompe nel teatro delle marionette a salvare Desdemona, a punire il perfido Jago ed il geloso Otello nonché a portare in trionfo l’onesto Cassio. In questa messinscena un altro importante elemento di interesse è rappresentato dalla possibilità di lavorare sull'Otello considerato secondo la trasposizione cinematografica che ne ha fatto Pasolini, per poi riproporlo nuovamente al teatro.
In scena gli allievi del primo anno di corso  - Giulio Bianchi, Martina Bunino, Silvia Cerchier, Iacopo Cesaria, Alvise Colledan, Erika Maria Cordisco, Massimo Filoso, Chiara Forti, Federica Garbarini,  Santi Maccarrone, Gregorio Maconi, Andrea Monteverdi, Siro Pedrozzi,  Tomas Prodorutti, Sara Volpi, Sara Wegher  - .
L’iniziativa condivisa con Vettori Ultramondo si avvale del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia (Bando Pasolini), dei partner  - comuni di  Bagnaria Arsa, Udine, Terzo d’Aquileia e San Vito al Tagliamento -, di Cinemazero e della Cineteca del Friuli, della collaborazione con Vicino Lontano.

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Bomb Voyage, in tournée

BOMB VOYAGE

Canovaccio originale di Commedia dell’Arte
Regia e Drammaturgia
Claudio De Maglio

Canti di Commedia a cura di
Marco Toller

Interpreti e personaggi
Simone Debenedetti – Messer Brambilla de li Ambroeus
Giacomo Andrea Faroldi – Dottor Artico Braconi
Cristina Greco – Sofia Braconi, sorella del dottore
Francesco Ippolito – Pascariello, Stregone
Pietro Macdonald – Capitano Jean Paul Chatouche de Galancourt

Maschere
Lemuri Mascherai – Andreas Garivalis e Simone Isa
Costumi
Olga Mantegazza

“Bomb Voyage” è un canovaccio originale di Commedia dell'Arte, nato dal lavoro di creazione degli attori in scena e Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe, che ne cura la regia. Continua così la consolidata e prestigiosa tradizione della Nico Pepe nella Commedia con attori tutti diplomati proprio alla scuola di recitazione udinese e questa è la loro prima uscita come compagnia, la “Compagnia Giro di Vite”. Ma anche i mascherai e la costumista si sono diplomati qui alla Nico Pepe intraprendendo poi una carriera multiforme che vede, accanto all'attività di recitazione, quella di artigiani del teatro nella costruzione delle maschere di Commedia e nei costumi di scena, facendo valere l'ampia e diversificata prospettiva offerta dal percorso formativo della Pepe.

Il Canovaccio andrà in scena a Lanciano (CH) al Teatro Comunale Fedele Fenaroli sabato 22 aprile alle ore 21:00 e come da tradizione riserverà segreti e sorprese, colpi di scena a ripetizione e la traccia drammaturgica promette molto bene… Si comincia con un terreno conteso, un’esplosione, una pietra e un misterioso cratere: sono i quattro elementi di partenza di questa fiaba moderna. Tra lazzi, malaffari, amori e stregonerie, i cinque personaggi salgono sulla giostra della Commedia dell’Arte, e ad ogni giro le maschere perdono pezzi, fino a rivelare la loro vera natura.

Pascariello, Stregone per caso, custode di un tesoro raro e maledetto,
attende con speranza la vicina pensione, quando una misteriosa
esplosione, sconvolge i suoi piani e il territorio del Marchesato di Saluzzo,
conteso tra Savoia e Francesi. Lo spietato imprenditore milanese
Brambilla de l’Ambroeus decide di appropriarsi del terreno in nome del
libero mercato e della globalizzazione degli interessi, i suoi; ma per
ottenere ciò, dovrà affrontare Artico e Sofia Braconi, illustrissimi fratelli –
scienziata lei, tuttologo lui – giunti ad indagare sull’esplosione appena avvenuta.

Tra spionaggio francofilo e contro-spionaggio savoiardo si ritrova coinvolto anche il povero Capitano Jean Paul – italiano di nascita, francese d’adozione e spagnolo per eccezione – che tornato in patria disonorato, cerca di ristabilire il suo buon nome.
Uno spettacolo dinamico, dal ritmo sempre sostenuto e che vedrà gli attori sempre attivi, sia in scena che fuori, mettendo il loro talento recitativo e le abilità strumentali, fisiche e canore al servizio di una macchina comica fresca ed emozionante.

Tutti gli ingredienti per catturare il pubblico ci sono, sarà rapito dalla magia delle maschere e del loro linguaggio che accende l’immaginazione e risveglia quella serietà nel giocare che tutti abbiamo vissuto da bambini.

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"Abbracciando stretta la vita. Il giovane Carlo Michelstaedter e Gorizia: famiglia, amici, amori"

"Abbracciando stretta la vita. Il giovane Carlo Michelstaedter e Gorizia: famiglia, amici, amori"
lo spettacolo che nasce dal progetto della Civica Accademia Nico Pepe condiviso con il Teatri Stabil Furlan, va in scena il 2 aprile 2023 al Teatro San Giorgio a Udine (ore 21).

Ancora la vita e l'opera di uno straordinario giovane uomo, Carlo Michelstaedter goriziano di valenza internazionale, al centro del progetto dello spettacolo teatrale "Abbracciando stretta la vita" il giovane Carlo Michelstaedter e Gorizia: famiglia, amici, amori", una sinergia tra la Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe e il Teatri Stabil Furlan. Il debutto è fissato per domenica 2 aprile alle ore 21 al Teatro San Giorgio di Udine a conclusione della seconda stagione teatrale del Teatri Stabil Furlan.

Lo spettacolo "Abbracciando stretta la vita. Il giovane Carlo Michelstaedter e Gorizia: famiglia, amici, amori" è dedicato alla figura di un pensatore e autore sensibile, geniale, esploratore di diversi linguaggi espressivi come pittura e poesia, dialoghi filosofici, la cui parabola breve ha lasciato un segno importante nella cultura mitteleuropea. Alla prima tappa del progetto dedicato a Michelstaedter concretizzatasi nello spettacolo "Carlo e Nadia" presentato a Mittelefest nel 2021 dove si raccontava del breve e intenso rapporto con Nadia Baraden profuga russa, segue questa seconda tappa dove la scena si sposta nella dimensione cosmpolita e plurilinguistica della Gorizia di fine Ottocento. Nella famiglia di Carlo di origini ebraiche, si parlava tedesco, italiano e friulano, la  lingua utilizzata dal padre Alberto. Accanto ai protagonisti gli amici degli anni di liceo, Enrico Mreule e Nino Paternolli, con i quali condivide l'amore per i classici, le escursioni in montagna, la voglia di cambiamento.

Sviluppatosi da un'idea originale di Antonio Devetag, lo spettacolo "Abbracciando stretta la vita" il giovane Carlo Michelstaedter e Gorizia: famiglia, amici, amori , si avvale della drammaturgia di Claudio de Maglio che cura anche la regia. In scena Giulia Cosolo, Alessandro Maione, Klaus Martini, Dina Mirbakh, Radu Murarasu e Massimo Somaglino, assistente alla regia Mark Kevin Barltrop, consulenza drammaturgica per il friulano a cura di Carlo Tolazzi, musiche dal vivo di Mariano Bulligan, i costumi di Emmanuela Cossar e le scenografie di Claudio e Andrea Mezzelani.

Il progetto si avvale del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della collaborazione dei partner di progetto (bando Creatività) il Comune di Gorizia, la Società Filologica Friulana, l'Associazione Mitteleuropa, l'Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei, la Biblioteca Statale Isontina, gli Artisti Associati, il Comune di Cividale del Friuli, Palazzo Lantieri di Gorizia e l'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina.

Affiancano la Nico Pepe i partner istituzionali, il Ministero della Cultura, il Comune di Udine ai quali si unisce con il suo sostegno la Fondazione Friuli.

Cividale del Friuli, 01-09-2021 - MITTELFEST 2021 - EREDI - Chiesa di Santa Maria in Corte - Teatro - CARLO E NADIA.
STUDIO
TEATRI STABIL FURLAN - Ideazione e scrittura Antonio Devetag
A cura e regia di Claudio De Maglio
Con Dina Mirbakh e Radu Murarasu
Musiche dal vivo Riccardo Pes
Spazio scenico e luci Claudio Mezzelani
Costumi Emanuela Cossar
Organizzazione Chippy Battello, Nadia Peressutti, Barbara Gortana, Marco Lestani
Ufficio stampa Alessio Screm
Produzione Teatri Stabil Furlan
In collaborazione con Civica Accademia D’Arte Drammatica “Nico Pepe”
E con il sostegno di ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane - Foto © 2021 Luca d’Agostino / Phocus Agency

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"Prove d'autore" tratto da H. Pinter, Lezione aperta a cura di Maril Van den Broek

lezione aperta che conclude il periodo alla Nico Pepe di Maril Van den Broek con gli allievi del terzo anno di corso. Tratta da "Prove d’autore” la raccolta che Harold Pinter ha scritto per il teatro nel corso degli anni, dagli anni sessanta fino al 2000. Dell’opera sono presentati - Girls, Guai in fabbrica, The Applicant, Night, Black&White, Un piccolo dolore - ... Bravi i ragazzi in scena a prendere per mano personaggi che si muovono sospesi in piccole nuvole leggere, scene che riportano frustrazioni e alienazioni del mondo del lavoro, piccoli quadri sociali quotidiani, complicità scanzonate... Un campionario riuscito di piccole/grandi paure alleggerite a tratti da un poetico nonsense. Il tutto presentato in lingua originale, in questo caso in inglese accanto all'italiano come è tradizione della pedagogia multilingue di Maril Van den Broek.
"Bon voilà... dunque bravi! L'abbiamo fatto, l'abbiamo portato a un porto. Bon voilà" direbbe appunto Maril Van den Broek

Tutti matti... senza sapere perché.

In scena la Commedia dell’Arte

Tutti matti… senza sapere perché

Tutti matti… senza sapere perché è il nuovo canovaccio originale di Commedia dell’Arte curato nella drammaturgia e regia da Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe. Sarà presentato in Commedia Live - Tournée dal 5 al 10 luglio ad abbracciare tutto il Friuli, un viaggio in sei tappe imperdibili dal debutto a Gorizia, seguiranno Bagnaria Arsa, Tricesimo, Terzo Aquileia per finire al Foro Romano di Zuglio.

Lo spettacolo di Commedia è un momento cruciale nel percorso didattico del triennio della Nico Pepe e porta a compimento il lavoro di preparazione degli allievi attori del secondo anno di corso sulle tecniche fondamentali di questa antica arte scenica, patrimonio autentico del teatro italiano: dalle tecniche di costruzione dalla maschera di Stefano Perocco di Meduna, ai canti di Commedia di Marco Toller; segue poi il Training dell’Attore specifico a far nascere ciascun personaggio fino alla magia interpretativa che definisce i caratteri di Pantalone, Arlecchino, Fiammetta, Pulcinella, Capitano, Dottore, Strega e Innamorati… per poi passare al lavoro di Improvvisazione Teatrale con Claudio de Maglio e arrivare a presentare il canovaccio originale, scritto su misura con i suoi rocamboleschi e irresistibili colpi di scena. La Commedia dell’Arte con la relativa conoscenza della tecnica delle maschere e l’approfondimento dei tipi sociali e comportamentali dei suoi diversi personaggi è una palestra importantissima per l’attore.

La tournée toccherà bellissimi luoghi di rappresentazione nelle seguenti località partner del progetto ad iniziare il 5 luglio, ore 20.45 a Gorizia, nell'ambito della rassegna "Verdid'Estate" organizzata dal Teatro Comunale G. Verdi, presso i Giardini del Municipio. Poi seguiranno le repliche il 6 luglio, ore 20.30 Udine alla Nico Pepe; 7 luglio, ore 18.30 a Tricesimo in piazza Ellero fronte Municipio; 8 luglio, ore 21:00 a Privano di Bagnaria Arsa, Lascito Dal Dan; 9 luglio, ore 21.00 a Terzo di Aquileia, Corte di Palazzo Vianelli; e per finire il 10 luglio alle ore 18.00 a Zuglio nel suggestivo Foro Romano (auspice il Comune e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia).

Il canovaccio di Tutti pazzi… senza sapere perché prende spunto dal viaggio affrontato dal futuro Re Enrico III di Valois che provenendo dalla Polonia prima di arrivare a Parigi per l’incoronazione attraversa diverse città tra le quali anche Venezia. Il Dottore e un componente del Consiglio dei dieci organizzano in segreto l’accoglienza allo scopo di promuovere tra la Serenissima e il futuro Re una possibile alleanza. Si deciderà per una visita all’Arsenale, primo esempio di fabbrica dell’era moderna e si armerà una nave da guerra in pochissimo tempo dando prova di efficienza e abilità. Grazie all’originalità dell’evento bisognerà organizzare l’acquisizione di materie prime soprattutto la canapa utilizzata per la costruzione delle sartie e delle gomene che arrivava direttamente dal Mar D’Azov assieme agli schiavi da utilizzare per i lavori pesanti. Nello stesso momento giunge a Venezia Pantalone interessato a entrare nell’affare sfruttando le sue innate doti imprenditoriali e con raggiri e imbrogli riuscirà nell’intento di metter i bastoni tra le ruote in modo da autoproporsi come risolutore. Accanto a questi personaggi il canovaccio racconta le vicende di una schiava naufraga e di un giovane anch’essi provenienti dal Mar d’Azov, i cui legami con Venezia verranno svelati progressivamente. Si muovono sulla scena inoltre un Capitano al servizio di Pantalone e i servi sempre oggetto di sfruttamento e manipolazione da parte dei loro padroni a loro volta impegnati in strategie finanziarie e piani economici volti a loro esclusivo vantaggio. Non mancheranno gli Innamorati a far da cornice al fitto intreccio delle storie che si dipaneranno con esiti imprevedibili ed esilaranti.
In scena gli allievi del secondo anno di corso: Valentina Alberto, Enrico Bassetti, Benedetta Berti, Enrico Brusi, Alessandro Fuligna, Dario Furini, Sofia Longhini, Francesca Maurino, Lorenzo Prestipino, Agata Alma Sala, Alessio Sallustio, Filippo Stella.
L’iniziativa condivisa con Vettori Ultramondo si avvale del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia (Bando Ripartenza, progetto Commedia Live), dei Comuni partner di Gorizia, Tricesimo, Terzo d’Aquileia, Bagnaria Arsa e Zuglio; della partecipazione come main partner, del Ministero della Cultura MIC e del Comune di Udine, ai quali si affianca la Fondazione Friuli.

info: Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe, [email protected], 0432504340

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