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Le magnifiche storie per restare vivi (h 20:30 25/07/2025)

Le magnifiche storie per restare vivi
regia e drammaturgia di Claudio de Maglio
in scena gli allievi del 3^ anno: Giulio Bianchi, Silvia Cerchier, Iacopo Cesaria, Alvise Colledan, Erika Maria Cordisco, Massimo Filoso, Federica Garbarini, Santi Maccarrone, Andrea Monteverdi, Siro Pedrozzi, Sara Volpi e Sara Wegher – e la regia di de Maglio

Due novelle che fanno parte del patrimonio della cultura universale si confrontano sul tema dell’amore. Da una parte il “Decameron” di Giovanni Boccaccio che rappresenta la migliore tradizione letteraria italiana del medioevo e dall’altra parte l’inizio delle “Mille e Una Notte” che appartiene alla grande narrativa di matrice orientale. Se nella prima novella lo sfondo è quello della peste che falcidiò buona parte della popolazione italiana nel 1348 ed è anche il motivo per cui dieci giovani abbandonano la città di Firenze per ritirarsi in una villa isolata in campagna e spendere il loro tempo raccontandosi delle storie, nella seconda il motivo dell’intera narrazione è lo stratagemma adottato dall’intraprendente e bellissima Sherazade allo scopo di salvarsi la vita tenendo agganciato il re Shahriyar al filo delle storie che stanno dentro ad altre storie e si sviluppano senza soluzione di continuità fine alla milleunesima notte. Sono entrambe motivi di sopravvivenza calati in contesti diversi ma accomunati dallo stesso amore che si presenta nella sua funzione terapeutica essendo capace di guarire le ferite. Nel Decameron narrando si esorcizza la peste e nelle Mille e una notte si arriva a superare l’odio e la volontà di distruzione provocati dal tradimento delle mogli dei due re fratelli. L’amore è dunque celebrazione della vita sulla morte, vittoria sulla malattia fisica e dell’animo. La figura femminile è al centro delle due novelle prescelte. Dal Decameron che contiene 100 novelle abbiamo selezionato quella che il Boccaccio ha ambientato nella nostra città: Udine, a nord est d’Italia, in cui il giovane ricco Ansaldo si è innamorato della bella Dianora, sposa di Messer Gilberto.

Nonostante le lusinghe di Ansaldo Dianora rimane fedele al marito e riesce a mantenersi pura anche quando sopraffatta dalla provocazione che lei stessa aveva lanciato ad Ansaldo per toglierselo di torno (“Voglio in pieno inverno un giardino come se fosse maggio”) si trova per stesso consiglio del marito Gilberto a offrirsi al giovane Ansaldo proprio perché questi grazie a un Negromante era riuscito ad ottenere il prodigioso giardino fiorito in pieno gennaio.
La fedeltà, di Dianora, viene premiata e Ansaldo non esige il compenso pattuito in principio. Delle “Mille e Una Notte” raccontiamo l’inizio dell’intera vicenda: i due re fratelli Shahzaman e Shahriyar scoprono di essere entrambi traditi dalle rispettive mogli quando sono assenti dal Palazzo e partono alla ricerca di qualcuno che sia più sfortunato di loro. Giungono ad una spiaggia e mentre si lamentano dei loro rispettivi destini, dal mare esce un immenso Jinn con una prigioniera che lo tradisce più e più volte quando lui si addormenta. Questa constatazione di mancanza di fedeltà assoluta risveglia il furore di Shahriyar che si vendica non cedendo più all’amore ma uccidendo la sua sposa ogni mattina dopo la notte di nozze. Solo la bellezza, l’onestà, il rispetto e le elevate doti di narratrice che Sherazade esprime riusciranno a farsi breccia nell’arco di mille e una notti e far rinascere l’amore e la fiducia da parte del giovane re. Sherazade salva così non solo la sua vita ma quella di tutto il genere femminile attraverso la forza magnetica del racconto. È un inno alla funzione del teatro che tiene in vita l’umanità da millenni finché ci saranno storie da raccontare. La messinscena si basa su pochissimi oggetti, è volutamente scarna ed essenziale, costruita solo dai corpi degli attori e dalle storie; si usa qualche telo proprio a significare come questa continua trasformazione degli spazi della scena rappresenti anche la trasformazione degli spazi della mente, un gioco di suggestioni e trasparenze dove luci ed ombre sono compresenti per tratteggiare vari aspetti dell’animo umano assieme alle mille sfaccettature dell’amore, anzi le mille e una.
Claudio de Maglio

Summary

Le magnifiche storie per restare vivi
The magnificent stories to stay alive

The plot develops the entanglement of two novellas that form part of universal cultural heritage and share the theme of love: Giovanni Boccaccio's Decameron and the opening of "The Arabian Nights". While the backdrop to the former is the plague that decimated much of the Italian population in 1348, the latter's narrative focuses on the stratagem employed by the resourceful and beautiful Sherazade to save her life. These are both survival strategies set in different contexts, but united by the same topic of love, which is presented as having a therapeutic function and the capacity to heal wounds. In the Decameron, the narrative exorcises the plague; in the Thousand and One Nights, it overcomes the hatred and desire for destruction caused by the betrayal of the two brothers' wives. Love is thus a celebration of life over death and a triumph over physical and mental illness.
The female figure is at the centre of the two novellas chosen. In the Decameron, the rich young man Ansaldo falls in love with the beautiful Dianora, wife of Messer Gilberto. Despite Ansaldo's flattery, Dianora remains faithful to her husband, Gilberto, and manages to keep herself pure. However, when she finds herself overwhelmed by the provocation she had launched at Ansaldo to get him out of her way — 'I want a garden in the middle of winter as if it were May' — she offers herself to the young Ansaldo, on Gilberto's advice. This is precisely because Ansaldo had managed to obtain the prodigious flower garden in the middle of January, thanks to a necromancer. Dianora's loyalty is rewarded, and Ansaldo does not demand the compensation they had agreed upon initially.
We now turn to the beginning of the story from 'The Thousand and One Nights': the two brother kings, Shahzaman and Shahriyar, discover that they have both been betrayed by their wives. They reach a beach, and a huge Jinn emerges from the sea with a captive who betrays him repeatedly when he falls asleep. The realisation of a lack of absolute fidelity awakens Shahriyar's fury. It is only through Sherazade's beauty, honesty, respect, and exceptional storytelling skills that she manages to win back the young king's love and trust over a thousand and one nights. Thus, Sherazade saves not only her own life but also that of the entire female gender through the magnetic power of storytelling.
This is a hymn to theatre's function in keeping humanity alive for millennia, as long as there are stories to tell. The staging is deliberately bare and essential, using only the bodies of the actors and the stories. A few curtains are used to signify the continuous transformation of stage spaces, representing the transformation of mental spaces. This is a play of suggestions and transparencies, where light and shadows outline various aspects of the human soul and the thousand facets of love, or rather, the thousand and one.
Claudio de Maglio

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SPAZI CREATIVI IN ACCADEMIA /Eventi di Maggio 2025

Il mese di maggio 2025 si preannuncia ricco di appuntamenti per gli amanti del teatro!
La nostra programmazione offre una varietà di spettacoli teatrali e saggi che spaziano dai grandi classici alle proposte contemporanee con drammaturgia originale, passando per performance innovative e momenti di incontro. Il viaggio comincia, ecco il calendario (o scarica la locandina Locandina Maggio_2025_compressed

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"Atto di dolore"


Sabato scorso alla Nico Pepe abbiamo avuto il piacere di ospitare lo spettacolo “Atto di dolore” di e con Riccardo Lanzarone, nostro valente ex-allievo diplomato che apre con questa performance il suo periodo di lezioni alla Nico Pepe e conclude proprio a Udine la tournée che l’ha portato con successo in varie tappe in Italia. “Atto di dolore” è uno spettacolo che affronta il tema della mafia con potenza e sensibilità e l’interpretazione di Riccardo ha tessuto un racconto crudo ma poetico, portando in scena non solo la brutalità di tematiche difficili, ma anche il dramma umano di chi ne è complice e poi vittima … “Atto di dolore” ha proposto <…un viaggio dentro la mente di Leonardo Vitale, il personaggio protagonista, dai suoi primi passi nel modo mafioso al calvario del manicomio e delle torture fino al giorno in cui riacquista la libertà e viene ucciso da “cosa nostra” per aver violato le leggi dell’omertà.>

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"Il Rimedio che ti cambia..."

Il 19 marzo alle ore 18,30 presentiamo "Il Rimedio che ti cambia..." scene dalla nuova Commedia dell'Arte 2025 a cura di Claudio de Maglio con gli allievi del II anno di corso.

Come ogni anno la nuova Commedia prende lo spunto da un fatto storico realmente accaduto agli inizi del sedicesimo secolo in Sicilia quando vi furono rivolte tra filo francesi e filo spagnoli… La Storia ci dice che il Viceré Moncada a Palermo decise di non comunicare che il Re era morto per poter mantenere la sua carica e mettere in pratica il suo piano: più spese per armare un esercito cercando di trasformare la Sicilia, che era considerata una piattaforma militare galleggiante, in una vera e propria fortezza armata belligerante. Si adduceva come scopo per questa ingente corsa agli armamenti le possibili invasioni dell’epoca. Come sempre la Storia ci mostra i legami con l’attualità ma il gioco della Commedia inserisce, tra le pieghe degli accadimenti reali, la fantasia che ci garantisce sorprendenti colpi di scena.

Animano questo nuovo Canovaccio di Commedia dell’Arte i vari personaggi: Don Calogero (Pantalone) poi Peppinello ( Pulcinella) e il Dottor Bologna ( vi è personaggio realmente esistito con questo nome) il Magnifico, un losco figuro che sbarca in Sicilia in incognito per sparigliare gli accordi tra diverse fazioni, e poi un Capitano di origini albanesi e gli Innamorati sull’orlo di una crisi di nervi e i servi Arlecchino e Colombina che cercano di barcamenarsi in questo continuo impazzare di eventi… tutti sono coinvolti in un esilarante vortice di cui presenteremo alcune scene.

Ingresso Libero; è gradita la prenotazione 👉 : info@nicopepe.it

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"Abbracciando stretta la vita" in tournée.

"Abbracciando stretta la vita" in tournée.
"Mosaici d'Europa" è il progetto promosso dal Teatri Stabil Furlan, prologo del Festival teatrale delle Minoranze Linguistiche, previsto nell’autunno 2025: il ricco calendario delle iniziative ha il suo epicentro a Gorizia, capitale della cultura europea con Nova Gorica per il 2025, una città dove plurilinguismo e multiculturalismo sono elementi costitutivi. Il Teatri Stabil Furlan in collaborazione con la Civica Accademia Nico Pepe, fin dal 2021, ha puntato su Gorizia, scegliendo di dedicare a Carlo Michelstaedter, filosofo tra i più profondi, profetici e trasgressivi dell’ambito mitteleuropeo, uno spettacolo che porta in scena la vita di uno straordinario giovane uomo.

Lo spettacolo teatrale "Abbracciando stretta la vita" debutterà al Teatro Verdi di Gorizia giovedì 12 dicembre ( ore 21) a cui seguiranno le repliche il 13 dicembre in Slovenia a Vila Vipolze (ore 19), a Capriva il 15 dicembre (Palestra comunale, ore 21) e il 19 dicembre a Cormons (Teatro Comunale ore 21). L'ingresso agli spettacoli è libero.

Nella dimensione cosmopolita e plurilinguistica della Gorizia di fine Ottocento si respira l'aria dell'Austria Felix, ed è qui che si svolgono le vicende di Carlo Michelstaedter, nato in una famiglia di origini ebraiche, nella quale si parlavano tedesco, italiano e friulano, la lingua utilizzata dal padre Alberto. Accanto ai protagonisti gli amici degli anni di liceo, Enrico Mreule e Nino Paternolli, con i quali condivide l'amore per i classici, le escursioni in montagna, la voglia di cambiamento. Sfilano accanto al protagonista alcune importanti figure femminili, l'amata Nadia Baraden e l'ultima fiamma Argia Cassini ed è presente la figura paterna, Alberto. Carlo Michelstaedter vive in un periodo in cui, a dispetto di quella che viene propagandata come una società ordinata, evoluta e armonica, sono molti i giovani in preda al “malessere di vivere”. Istinto vitale e pulsione autodistruttiva sono dunque luce e ombra, i poli di una conflittualità tra tradizione o innovazione, tra vita borghese agiata e tensioni anarchico rivoluzionarie, tra principio di piacere e ascesi spirituale, tra attaccamento agli affetti ed aneliti libertari e che nel loro albergare contemporaneamente in questa “generatio aequivoca” esprimono contraddizioni intime molto sofferte poiché pervadono diversi piani dell’esistenza giocando un ruolo essenziale nella sensibilità di un giovane artista irrequieto. Di fronte all’impossibilità di trovare risposte o tentare l’approdo ad un qualche equilibrio tra impulsi così contrastanti le risposte di non pochi giovani anche molto vicini a Carlo hanno dunque avuto un risvolto funesto, come accadde per la sua amica russa Nadia Baraden suicida a Firenze o per suo fratello Gino a New York... Siamo alla vigilia di quei grandi cambiamenti che - purtroppo- portarono allo scoppio della prima guerra mondiale. La sua pur breve vita appare come metafora dei nostri tempi in cui tutto si brucia e consuma con rapidità ma è anche un monito per cercare un più profondo e convinto radicamento nei valori dell'umano veramente umano.

Sviluppatosi da un'idea di Antonio Devetag, lo spettacolo "Abbracciando stretta la vita" si avvale della drammaturgia di Claudio de Maglio che cura anche la regia. In scena Giulia Cosolo, Alessandro Maione, Klaus Martini, Dina Mirbakh, Radu Murarasu e Stefano Pandolfo, assistente alla regia Mark Kevin Barltrop, consulenza drammaturgica per il friulano a cura di Carlo Tolazzi, musiche di Mariano Bulligan e Alan Malusà Magno, i costumi di Emmanuela Cossar, le scenografie di Claudio e Andrea Mezzelani e le maschere di Francesco Garuti.


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Misura per Misura di William Shakespeare al Teatro Palamostre 1 e 2 novembre

La Nico Pepe debutta nella stagione "Teatro Contatto 42 → 43" con lo spettacolo "Misura per Misura" di William Shakespeare

Nell'ambito della stagione "Teatro Contatto 42 → 43", curata dal CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia e dedicata all'esplorazione dei nuovi linguaggi artistici e della scena contemporanea internazionale, la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe è lieta di annunciare il proprio debutto con lo spettacolo Misura per Misura di William Shakespeare. Lo spettacolo  si terrà nelle giornate di venerdì 1 e sabato 2 novembre 2024, alle ore 20.30, presso il Teatro Palamostre di Udine, all'interno della rassegna Extra Contatto.

Questo debutto rappresenta il culmine del percorso triennale degli allievi e rientra nelle attività di tirocinio formativo in palcoscenico, una componente essenziale del progetto pedagogico della Nico Pepe. Durante i tre anni di formazione, gli studenti hanno l'opportunità di sperimentare direttamente la scena, partecipando a festival e circuiti teatrali nazionali ed internazionali, mettendo in pratica quanto appreso nel corso del triennio.

La regia e l’adattamento di Misura per Misura sono firmati da Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe, che rivisita l’opera shakespeariana affidando i ruoli principali agli allievi del terzo anno i diplomandi Michelangelo Baradel, Marcello Ciani, Diletta Cofler, Luca Galardini, Vincenzo Giordano, Leonardo Rigato, Simone Sbordi, Martina Spartà, Raffaella Valente, Susanna Zoccali. Ad essi si affiancano gli studenti del secondo anno: Giulio Bianchi, Silvia Cerchier, Iacopo Cesaria, Alvise Colledan, Erika Maria Cordisco, Massimo Filoso, Federica Garbarini, Santi Maccarrone, Andrea Monteverdi, Siro Pedrozzi, Sara Volpi, Sara Wegher.

La composizione e i canti sono curati da Marco Toller, le musiche originali sono di Paki Zennaro, la scenografia è realizzata da Andrea e Claudio Mezzelani, e i costumi da Emmanuela Cossar.

Il titolo dell'opera Misura per Misura trae ispirazione da un versetto del Vangelo secondo Matteo: "Perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati". Scritta nel 1603 e rappresentata per la prima volta alla corte di re Giacomo I nel 1604, l'opera ha la fisionomia dell’ibrido e dell’ambiguo, come il suo protagonista, quel “Duca stravagante dagli angoli oscuri” che lascia temporaneamente il potere al virtuoso Angelo per poi osservare e controllare dall’esterno lo spettacolo crudele, da lui stesso allestito. E tragicamente ambiguo è Angelo, inflessibile nell’applicazione della legge quanto artefice di un turpe ricatto. Va in scena una società paralizzata nei suoi rituali tanto appariscenti quanto stanchi e bugiardi. Se il turpe baratto è al centro della pièce, la sessualità viene non solo impunemente esibita ma esposta al giudizio sociale... Un altro tema interessante è la ricerca di sé nell’altro, e forse in questo “esperimento sociale” che viene fatto dal Duca vi sono ulteriori elementi di attualità dell’Opera. Nel finale il giudizio appare sospeso, lasciando allo spettatore l’opportunità di riflettere e scegliere… Anche in questo sta la magia del Teatro.

La Civica Accademia Nico Pepe è supportata dai partner istituzionali: il Comune di Udine, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Ministero della Cultura, e gode del sostegno della Fondazione Friuli.

Informazioni e prenotazioni biglietteria@cssudine.it tel 0432506925

Il Muro, Attraverso

"Il muro, attraverso"

Anche quest'anno la Nico Pepe è presente al festival Vicino Lontano Premio Terzani giunto alla ventesima edizione. “Il muro, attraverso”, sarà infatti lo spettacolo, con drammaturgia e regia di Claudio de Maglio, con protagonisti gli allievi del primo anno di corso, in scena nell’ambito del "Concorso Scuole Tiziano Terzani” presso il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, sabato 11 maggio (inizio eventi ore 8:1
Inoltre, siamo lieti di partecipare alla rassegna "Tutte le Arti in Scena" organizzata dall'Istituto Comprensivo Bergamas di Trieste. In questa occasione "Il muro, attraverso" sarà presentato martedì 21 maggio alle ore 12:00 presso il Teatro Silvio Pellico in Via Ananian 5/2 a Trieste.

“Il muro, attraverso” è una partitura di gesti, parole, suggestioni per affrontare il tema del muro da varie angolazioni: linea di confine, definizione identitaria di un essere come di un popolo, divisione separazione o protezione... o anche chiusura alle comunicazioni, isolamento come necessità o obbligo,ostacolo che nell'essere superato sancisce un processo di crescita. Questa è una ricerca prodotta insieme alle allieve e allievi del primo anno della Civica Accademia Nico Pepe grazie alle domande che ci siamo posti in un'epoca molto difficile.
Claudio de Maglio

Gli allievi in scena: Giona Amoroso, Elia Bonzani, Beatrice Cassandra, Francesca Cozzini, Marcos Demurtas, Leonardo Maria Filoni, Gaia Garibotto, Davide Gavini, Gianluca Madaschi, Edoardo Maria Mattina, Gaia Mencarini, Michele Ronconi, Giulia Sarti, Anna Sicilia, Michela Serra, Nello Tammaro, Giacomo Zampini.

info: info@vicinolontano.it

tuttiinscena@comprensivobergamas.org

Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe

"S'era Amor si scoprirà" a Muggia, Talmassons, Polcenigo... e alla Nico Pepe

Va in scena la Commedia dell’Arte con la Nico Pepe “S'era Amor si scoprirà” nell'ambito del cartellone teatrale promosso da ERT FVG a Muggia (15 febbraio), Talmassons (16 febbraio) e Polcenigo (17 febbraio).

“S'era Amor si scoprirà (La ridicola Commedia della Falsa Fantasma)” è il canovaccio originale di Commedia dell’Arte curato nella drammaturgia e regia da Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe. Sarà presentato in diverse piazze della regione nell'ambito delle stagioni teatrali promosse dall'Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia: si comincia il 15 febbraio a Muggia (teatro Verdi ore 20:45), il 16 a Talmassons (Auditorium comunale ore 20:45) quindi a Polcenigo il 17 febbraio (Teatro comunale, ore 21:00). Tutte le informazioni si trovano sul sito dell'Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia www.ertfvg.it o contattando biglietteria@ertfvg.it.
In scena gli allievi del terzo anno di corso: Michelangelo Baradel, Marcello Ciani, Diletta Cofler, Luca Galardini, Vincenzo Giordano, Leonardo Rigato, Simone Sbordi, Martina Spartà, Raffaella Valente, Susanna Zoccali. Infine, domenica 18 febbraio alle ore 12:00 presso la sede della Nico Pepe a Udine la replica conclusiva (si prega di prenotare) accademiateatrale@nicopepe.it)

Momento cruciale nel percorso didattico del triennio della Nico Pepe, la Commedia dell'Arte completa il lavoro di preparazione degli allievi attori sulle tecniche fondamentali di questa antica arte scenica, patrimonio autentico del teatro italiano: dalle Tecniche di costruzione della maschera di Stefano Perocco di Meduna, ai Canti di Commedia con Marco Toller. Segue poi il Training dell’Attore specifico a far nascere ciascun personaggio per poi passare al lavoro di Improvvisazione Teatrale con Claudio de Maglio e arrivare a presentare il canovaccio originale.

La drammaturgia è ambientata in un periodo storico cruciale che coincide con la caduta di Costantinopoli in mano a Turchi, siamo nel 1453, e segue la disinvolta politica diplomatica della Serenissima, padrona dei mari e pronta a stringere alleanze anche con il nemico per dar contro allo strapotere degli stati europei che contrastano la sua conquista della terraferma italiana.
Dentro questa cornice si svolge la storia che viene portata in scena, che parte dalla contesa di un castello disabitato disputato da due delle famiglie più potenti in Venezia: una retta da un Pantalone di nome Lucrezio de Bisognosi a capo di una grossa impresa alimentare che rifornisce l’esercito; l’altra invece tratta la fornitura di armi e munizioni ed è guidata da una Pantalona, Pancrazia de Frantumati.
In questo sfondo si aggira un Comandante dell’esercito della Repubblica di Venezia, tal Bartolomeo Colleoni, personaggio realmente esistito, che si incrocia con le storie di due Innamorate represse a causa delle mire espansionistiche delle loro famiglie e dai nuovi assetti politici e sociali che si andavano stabilendo a causa della caduta dell’Impero Romano d’Oriente.
C’è inoltre un Innamorato che arriva dal Katai, la leggenda di un fantasma (anche questa è tratta da una vicenda reale legata al castello di Gropparello) e poi gli immancabili Arlecchino, Colombina e Pulcinella. È una Commedia che parla di un grande cambiamento, un mutamento epocale che comporta il tentativo di costruire regole adatte al nuovo ordine sia economico che politico …

Affiancano la Civica Accademia i partner istituzionali, il Comune di Udine, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il Ministero della Cultura, ai quali si aggiunge il sostegno di Fondazione Friuli, oltre a Vettori Ultramondo che cura gli aspetti organizzativi.

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“Alamut. Il segreto della fortezza. Dietro la maschera del potere”

E' in arrivo il nuovo saggio-spettacolo a cura della Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe “Alamut. Il segreto della fortezza. Dietro la maschera del potere”, che debutterà sabato 4 novembre alle ore 20.30 nella prestigiosa cornice offerta dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine, dove i futuri attori a conclusione del loro percorso di formazione triennale si incontrano con la città. Il progetto di quest'anno comprende una importante novità, infatti per la prima volta lo spettacolo sarà replicato a Trieste al Teatro Stabile Sloveno il 7 novembre (ore 20.00) e il 9 novembre al Teatro comunale di Cormons (ore 20.30). Sotto la guida di Claudio de Maglio il nutrito cast di allievi attori (in scena se ne conteranno ben 30) si confronta con la messinscena teatrale, con drammaturgia originale, liberamente ispirata al bellissimo e avvincente romanzo "Alamut" dello scrittore sloveno Vladimir Bartol in cui si raccontano le vicende del persiano Hasan Sabbah (definito da Umberto Eco «affascinante, mistico e feroce») fondatore di una setta di derivazione dall’ismailismo sciita nota con il nome di “Assassini” e conosciuta in occidente grazie ai racconti di Marco Polo e Odorico da Pordenone. L’imprendibile rifugio della setta era il castello di Alamut a 1800 metri sul livello del mare, detto il "Nido dell'Aquila", situato sulla catena dell’Elburz in Persia. Da lì partivano i sicari per le loro missioni di morte dalle quali sapevano che non sarebbero ritornati vivi, ma che accettavano in cambio di una presunta salvezza eterna. La contemporaneità dei temi è attestata da un affresco della natura del potere che, per raggiungere i propri scopi, manipola le coscienze dei giovani, ricorrendo all'inganno per ottenere i propri risultati, esercitando in maniera anche violenta e cinica la coercizione. La narrazione procede incalzante come in una grande epopea shakespeariana, regalando momenti di poesia e forte tensione drammatica.
Il romanzo "Alamut", considerato il capolavoro di Vladimir Bartol (1938) prelude al dramma del secondo conflitto mondiale e individua una inquietante rappresentazione del potere che utilizza l'inganno e la finzione, per manipolare la realtà a proprio favore.
Oltre al cast (gli allievi diplomandi Enrico Brusi, Sofia Longhini, Francesca Maurino, Lorenzo Prestipino, Agata Alma Sala, Alessio Sallustio, Filippo Stella e quelli che entreranno al terzo anno di corso Michelangelo Baradel, Marcello Ciani, Diletta Cofler, Luca Galardini, Vincenzo Giordano, Leonardo Rigato, Simone Sbordi, Martina Spartà, Raffaella Valente, Susanna Zoccali e quelli ammessi al secondo anno Giulio Bianchi, Silvia Cerchier, Iacopo Cesaria, Alvise Colledan, Erika Maria Cordisco, Massimo Filoso, Federica Garbarini, Santi Maccarrone, Gregorio Maconi, Andrea Monteverdi, Siro Pedrozzi, Sara Volpi, Sara Wegher), molto numeroso anche lo staff dei collaboratori impegnati nell'allestimento, Paki Zennaro le musiche di scena, Claudio e Andrea Mezzelani per le scenografie, Naiem Abdulrazak per la consulenza culturale, per il disegno luci Stefano Chiarandini, i costumi di Emmanuela Cossar, consulenza arti marziali Luca Galardini e service tecnico OnStage di Andrea Saccomano.

L’iniziativa condivisa con Vettori Ultramondo si avvale del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia (Bando Eventi e festival ), dei partner - il Teatro Stabile Sloveno di Trieste, il comune di Cormons, il comune di Gorizia, l'Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei, la Società Filologica Friulana.
Affiancano l’attività della Nico Pepe i partner istituzionali quali il Comune di Udine, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Ministero della Cultura e il prezioso sostegno di Fondazione Friuli.
Info e prenotazioni:
4 NOVEMBRE 2023 - ORE 20.30
UDINE TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE
info: Teatro Nuovo Giovanni da Udine
www.teatroudine.it / www.vivaticket.it

7 NOVEMBRE 2023 - ORE 20.00
TRIESTE TEATRO STABILE SLOVENO
info: Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe
accademiateatrale@nicopepe.it; tel 04321276911

9 NOVEMBRE 2023 - ORE 20.30
CORMONS TEATRO COMUNALE
info: Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe
accademiateatrale@nicopepe.it; tel 04321276911

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Largo Ospedale Vecchio, 10 33100 Udine

+39 0432 1276911
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