Perfezionamento professionale alla Nico Pepe

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Bando di Ammissione 2019/2020 / Corso Triennale Allievi Attori

Sono aperte le iscrizioni per l’Anno Accademico 2019/2020 al Corso Triennale per Allievi Attori. Al corso possono accedere i giovani che alla data di scadenza dell’iscrizione abbiano un’età compresa fra i 18 e i 27 anni (eventuali deroghe ai limiti d’età saranno valutate dalla Direzione). Il titolo di studio richiesto è il diploma di scuola media superiore.

La domanda di ammissione, indirizzata alla Direzione della Civica Accademia, deve essere presentata entro le ore 13:00 del 18 ottobre 2019, inviata esclusivamente via email all’indirizzo [email protected], corredata dai seguenti documenti:

• autocertificazione relativa alla data ed al luogo di nascita, alla residenza ed al titolo di studio conseguito;

• tre fotografie formato tessera;

• certificato medico attestante la sana e robusta costituzione per attività fisica;

• copia di un documento d’identità valido e codice fiscale;

• pagamento della tassa di iscrizione al provino di 60,00 Euro, da versare tramite bonifico bancario prima della prova di ingresso;

Prove di ammissione

1) L’ammissione al corso è subordinata al superamento di una prova pratica d’ingresso consistente in:

• colloquio preliminare;

• recitazione a memoria in italiano di un monologo tratto da testo teatrale di autore conosciuto, a scelta del candidato;

• prova di dizione a memoria di una poesia in italiano di autore conosciuto, a scelta del candidato;

prove di lettura, movimento, voce e improvvisazione.

Il candidato potrà effettuare prove ulteriori ed aggiuntive rispetto a quelle prefissate. In tal caso dovrà farne espressa richiesta nella domanda di iscrizione, specificando esattamente le tipologie di prova aggiuntiva cui intende sottoporsi (es. canto, mimo, danza, prova di dizione in lingua friulana, ecc.).

Le prove di ammissione avranno inizio dal 30 settembre 2019.

2) Per coloro che hanno superato la prova pratica di ingresso è previsto un secondo momento di selezione di tipo laboratoriale che si svolgerà nei giorni 28, 29 e 30 ottobre 2019, ad conclusione del quale il candidato potrà essere ammesso al Corso Triennale per Allievi Attori (che inizierà a novembre 2019) oppure al Corso Propedeutico (inizio previsto a gennaio 2020).

3) Gli ammessi ai tre giorni di laboratorio sono tenuti al versamento di 40€ quale quota di partecipazione.

Ai fini dell’ammissione la Commissione si riserva la possibilità di richiedere al candidato un certificato medico attestante la funzionalità dell’apparato fonatorio.

A seguito dell’avvenuto superamento delle selezioni l’ammissione al corso è confermata e l’allievo è tenuto al pagamento della tassa di frequenza annuale (1.400,00 / millequattrocento Euro).

Le lezioni curriculari si svolgeranno dal lunedì al venerdì. La frequenza è obbligatoria.

Materie di insegnamento: Dizione e Fonetica, Educazione della Voce, Improvvisazione Teatrale, Tecniche di Recitazione, Training di base dell’Attore, Tecniche di Movimento, Danza, Mimo, Antropologia Teatrale e Culturale, Storia del Teatro e dello Spettacolo, Storia e Teoria della Musica, Musica Attiva, Culture del Territorio, corsi di storia, cultura, lingua e letteratura friulana.

Gli insegnamenti sono affidati a professionisti in vari campi del Teatro e dello Spettacolo – attori, registi, ballerini, coreografi, ecc. – che si alternano in qualità di pedagoghi, nelle diverse discipline, secondo un programma delle attività didattiche che verrà reso ai singoli allievi nel periodo precedente l’inizio delle lezioni. In tale programma sarà riportato anche il calendario dei corsi e la loro articolazione organizzativa.

Per alcune discipline di cultura e pratica teatrale, oltre alle lezioni interne, sono previsti corsi specifici, incontri aperti al pubblico in forma di dimostrazione di lavoro, conferenze, video-proiezioni.

Il Direttore

della Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”

Claudio de Maglio

Viva Eugenio Allegri

A un amico e collega che molto ci ha dato… Eugenio sei andato via troppo presto e lasci un vuoto grande nel Teatro. Ti ringraziamo per la tua luce preziosa, per l’ umanità che la tua presenza in scena irradiava fin dal primo istante e per quella voce dai colori brillanti che sapeva essere subito amica, intima e che al contempo evocava un’inesplicabile nostalgia. Ti ringraziamo per il talento e la generosità d’attore, con i quali hai inondato le platee d’Italia, per la tua maestria anche nel trasmettere alle generazioni dei futuri attori i fondamenti dell’ arte drammatica che è soprattutto artigianato…Quando riuscivamo a trovare l’incastro magico tra i tuoi sempre numerosissimi impegni, sei stato nostro docente ospite, amatissimo dagli allievi contagiati dalla tua trascinate energia, dal calore e dalla generosità della tua passione che sapevi coniugare ad una professionalità impeccabile. Grazie per quella tua abilità di metterti sempre in gioco con nuove sfide, doti preziose e uniche come l’empatia e lo spirito. Irresistibili le tue battute, il modo con cui sapevi far ridere tutti e portare gioia trasformandoti anche di fronte a persone appena conosciute nell’amico di sempre. Il pubblico lo hai sempre saputo conquistare perché eri disarmato e disarmante, eri semplice e profondo. La gente lo capiva, meglio, lo sentiva e ti amava. Mi concedo un ricordo personale. La vita ha inoltre regalato anche a me (come a tantissimi colleghi) il privilegio di starti accanto in scena. È passato un bel pò di tempo da allora ma è un dono che porto e porterò nel cuore. Tu Arlecchino e io Pantalone… Poi una volta tu Arlecchino arruolato soldato che si era travestito da donna per fuggire dalla guerra, e io il Generale francese che ti intercettava e scambiandoti per un’avvenente fanciulla, ti corteggiava trattenendoti… Ricordi indelebili di un teatro popolare e d’Arte in cui rigore e divertimento erano sempre intrecciati. C’era il testo, la partitura onorata con rigore, ma avvenivano ogni sera alcuni brevi essenziali momenti di improvvisazione che a volte ciascuno si era minuziosamente preparato in solitudine allo scopo di sorprendere il compagno in scena..Ed era ogni sera un appuntamento con l’oltre perché grazie al tuo talento “ accadeva” qualcosa… Grande Eugenio, che lezione. Provo e proviamo tutti noi della Nico Pepe un’ immensa gratitudine per averti incontrato e per aver goduto della tua presenza, del tuo insegnamento e della tua amicizia. Viva Eugenio Allegri!
Claudio de Maglio

Eugenio Allegri con gli allievi della Nico Pepe

Le tante forme della pedagogia alla Nico Pepe.

Si rinnova l’incontro con i maestri della scena internazionale alla Nico Pepe, dove è arrivata Julie Anne Stanzak, danzatrice “anima” del Pina Bausch Tanztheater di Wuppertal, il simbolo del teatro-danza contemporaneo. La sua presenza in accademia non è solo un’immersione, per quanto entusiasmante, nello spirito e nell’universo che per merito della grande coreografa Pina Bausch ha oltrepassato i confini della danza spingendosi a sondare le motivazioni profonde e le urgenze che la abitano, ma diventa il viaggio nella poesia dei corpi e nei corpi che si fanno poesia. Tutto questo è reso possibile grazie alla magica atmosfera al magnetismo che si sprigiona dalla guida superba e dalla maestria di Julie Stanzak.

Da anni ospite fissa nel percorso accademico alla Nico Pepe con il suo laboratorio Julie Stanzak permette agli allievi attori l’esperienza unica di una professionalità e una creatività che lascia tracce indelebili e che risvegliano e coltivano l’artista che si cela in ogni allievo.

A seguire è stata la presenza di Giovanni Battista Storti, formatosi alla scuola di Tadeuz Kantor, attore in famosi allestimenti del maestro polacco, ad accompagnare gli allievi del primo corso attraverso un training di tecniche di improvvisazione teatrale dedicate alla scoperta del vissuto personale come chiave per promuovere gli strumenti espressivi utili al linguaggio della scena e alla composizione dei primi tasselli tecnici che portano alla costruzione della figura dell’attore.

E su questa linea d’azione, ma con altro metodo, abbiamo avuto il piacere di avere con noi François Kahn, un gradito ritorno del pedagogo francese formatosi alla scuola teatrale, anche in questo caso polacca, del maestro Jerzi Grotowsky.
Kahn ha dedicato il suo percorso di lezioni con gli allievi del terzo corso, con l’intervento anche sul primo corso, al racconto “Riflessioni di un cane” di Franz Kafka riadattato dallo stesso pedagogo.

A chiudere questo periodo è stato Andrea De Luca che insieme ad un lavoro sull’uso della voce con la maschera di Commedia dell’Arte con gli allievi del secondo corso si è dedicato a mettere in scena col terzo anno un grande classico, Antigone di Sofocle. Gli allievi hanno dato il meglio per dare vita ad un’opera da sempre considerata il simbolo della lotta contro il potere, della ribellione solitaria a leggi ingiuste che offendono la dignità umana, gli affetti, i legami profondi e la tradizione religiosa.
Il percorso pedagogico proposto dalla Nico Pepe si conferma e rinnova nel proporre non un solo metodo o teoria del Teatro ma un approccio diversificato e multiforme delle discipline che formano l’attore in cui gli allievi possono trovare attraverso diverse modalità, diversi metodi del lavoro in scena gli stimoli che maggiormente saranno in grado di coltivare la fiamma della loro evoluzione artistica e umana.

Talenti di ritorno alla Nico Pepe

Un segno importante di continuità in una proposta didattica già ricca e diversificata, è il gradito ritorno di alcuni ex-allievi della Nico Pepe in veste di docenti. È di grande soddisfazione notare come quei germi di artistica professionalità e caratura umana acquisiti durante i tre anni di frequenza e attestati dall’agognato di diploma si siano confrontati e messi alla prova nel mondo reale portando notevoli soddisfazioni e lusinghieri risultati. Impegnati come attori professionisti, registi o drammaturghi… abbiamo il piacere di osservare che i nostri allievi si fanno onore e sviluppano un proprio bagaglio di esperienza e sensibilità che porta alcuni di loro anche ad intraprendere la pedagogia teatrale con promettenti esiti.

In questo ultimo periodo la Nico Pepe ha infatti ospitato in veste di docente Riccardo Lanzarone, impegnato con gli allievi del primo anno di corso e del corso propedeutico in un periodo di lezioni dedicato al training dell’attore, pratica che precede lo spettacolo teatrale e le prove, e un lavoro in scena sul monologo visto come esercizio e grande risorsa per l’attore, occasione per guardarsi allo specchio, un momento di esplorazione totale utile a sperimentare i propri gusti drammaturgici, al fine di trovare il punto di contatto tra il testo e la nostra vita reale, tra il gesto e la nostra memoria.

Gli allievi del terzo corso a loro volta hanno appena concluso le lezioni curate dal regista e attore Nicola Borghesi con una lezione aperta di fine laboratorio riuscitissima per la sincera espressione delle domande essenziali sollevate da chi si affaccia al mondo del lavoro e avverte sulla pelle l’incertezza del futuro… con autoironia e tenerezza si sono raccontati avvicinando con grazia e personale adesione brani tratti da grandi autori del teatro mondiale da Cechov a Sarah Kane.

È invece in questi giorni in svolgimento il laboratorio curato da Alex Cendron con gli allievi del primo anno di corso impegnato in un lavoro sugli strumenti di analisi della struttura dinamica della scena. Il percorso, attraverso una serie di esercizi e di improvvisazioni, si propone di mettere a fuoco concetti ed elementi che guidano la natura stessa dell’agire in scena, che reggono le strutture drammaturgiche e che sono i sostegni a cui un attore o una attrice devono appoggiarsi, spingersi, sostenersi. Un approccio che parte da domande come: Cosa fare per passare dal testo alla scena? Cosa cercare nel copione? Come far sbocciare una scena? Su cosa focalizzarsi?

Riccardo, Nicola e Alex sono solo tre esempi di nostri ex-allievi che vivono in altre regioni – perché ve ne sono altri loro colleghi che invece vivono in regione. Lo sviluppo peculiare di ciascuno nel mondo della professione in veste di attori, autori e registi, ha favorito in alcuni casi quell’inclinazione particolarissima alla trasmissione dei segreti dell’arte drammatica…

Premio Hystrio ai nostri diplomati!

Siamo lieti di condividere la gioia per i traguardi che i nostri allievi diplomati hanno conseguito ultimamente: in particolare il Premio Hystrio ha riconosciuto il talento di Francesca Sangalli (Premio Hystrio-Digital Stage),
di Maria Luisa Zaltron (Premio Hystrio alla Vocazione), della Compagnia VicoQuartoMazzini, con Gabriele Paolocà e Michele Altamura (Premio Hystrio Iceberg). Le premiazioni si sono tenute al Teatro Elfo Puccini a Milano. Di seguito le motivazioni dei premi.

Premio Hystrio-Digital Stage 2021 a Lingua Madre di LAC Lugano con
Poesie anatomiche

Nove brevi liriche, nove pillole in cui il verso poetico si incarna e vive nelle pieghe del corpo.
Scritte da Francesca Sangalli e interpretate da Camilla Parini qui diretta da Alessio Maria Romano, le nove brevi poesie ci introducono nelle pieghe del corpo umano. Una creazione in cui Romano, recente vincitore del Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia per il suo lavoro di coreografo e pedagogo, guida la giovane performer in numerosi luoghi del LAC.
Lingua Madre di LAC Lugano
Carmelo Rifici e Paola Tripoli hanno risposto al lockdown causato dalla pandemia proponendo il progetto multidisciplinare Lingua Madre-Capsule per il futuro, un originale palinsesto che ha coinvolto decine di artisti internazionali. La scelta è stata quella di non rinunciare alla complessità, anzi di accoglierla. Il risultato? Un vero e proprio archivio del fare artistico e della riflessione teorica su di esso. Per la prorompente innovazione e trasversalità, con cui è stato concepito il progetto in ottica interamente digitale, Lingua Madre del LAC di Lugano riceve il Premio Hystrio-Digital Stage.

Premio Hystrio alla Vocazione 2021 a Maria Luisa Zaltron
La motivazione della giuria:
Maria Luisa Zaltron, 25 anni, di Padova, diplomata alla “Nico Pepe” di Udine, ha molte frecce al suo arco: intensa fisicità, intelligenza interpretativa, eccellente vocalità. Qualità declinate con matura consapevolezza nella svalvolata insegnante di danza de La regina dei cappelli di Vittorio Franceschi, ma anche nel gioco al massacro di coppia di Clôture de l’amour di Pascal Rambert e nella Canzone arrabbiata di Nino Rota.

Premio Hystrio-Iceberg 2021 a VicoQuartoMazzini
La motivazione della giuria:
Provengono da città diverse: Bari e Roma. Si formano nella stessa factory: la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”, Udine

Il nome della compagnia lo scelgono per onorare l’indirizzo del primo monolocale – casa e bottega teatrale – affittato a Terlizzi, pianura pugliese.
Di base, i VicoQuartoMazzini sono due: Michele Altamura e Gabriele Paolocà , quasi Romolo e Remo. Ma con loro lavora una costellazione di compagni di strada (tra i molti, Paola Aiello, Nicola Borghesi, Gemma Carbone, Riccardo Lanzarone, Alice Conti, Francesco D’Amore) che certifica la fluidità del teatro italiano under 40. Affermati tutti, ma imbrigliati dall’algoritmo che ha soffocato la loro generazione e anche l’ispirazione a un teatro che non fosse quello della “moderna tradizione italiana”.
Da dieci anni esatti, i VicoQuartoMazzini lavorano per abbattere quegli schemi. Cinici a volte (le tre tazze da cesso che decoravano “Diss(è)nten” come metafora del Potere). Altre volte visionari (“Little Europa”, è un bambinaccio mostruoso, figlio del biondo orizzonte scandinavo e del corto respiro mediterraneo: non potrà che combinare guai).
Coltivatori a km 0 (in “Karamazov” chiamano a raccolta il meglio del teatro comico pugliese), sono anche urbanisti con i piedi per terra (il successo del crowfunding per TEX a San Vito dei Normanni).

Per “Livore” (2020) si ispirano alla rivalità Mozart-Salieri, rielaborata oggi con l’ambiguità che hanno studiato in Pinter.
Il Premio Hystrio-Iceberg 2021 ne riconosce il percorso multiforme, generoso e la ostinata determinazione.

Discorso di Gabriele e Michele alla premiazione.
“La prima replica di uno spettacolo di VicoQuartoMazzini era proprio qui a Milano, al Teatro Atir Ringhiera
Da quel giorno son passati dieci anni.
E’ da quel giorno che abbiamo iniziato la nostra emersione
Oggi riceviamo il Premio Hystrio come miglior compagnia emergente e noi siamo sinceramente felici di questo riconoscimento.
Per noi questo premio è una gioia, che ci piace condividere con gli Scarti di La Spezia che da anni, a fatica, sostengono il nostro percorso di crescita artistica. Però, per noi questo premio è anche una presa di responsabilità, una spinta ad andare avanti nonostante tutte le difficoltà con cui dobbiamo scontrarci, ogni giorno, per continuare a mantenere in vita una compagnia indipendente.

A oggi, anche dopo due anni difficilissimi, la distribuzione di risorse tra le differenti categorie che compongono il sistema teatrale italiano è ancora mostruosamente impari. L’ascensore artistico della società teatrale è guasto da troppo tempo e una realtà come la nostra che ahinoi ancora non riesce ad avere accesso a risorse di un certo spessore deve fare i conti, anno dopo anno con la frustrante necessità di mettere insieme le forze per riuscire ad andare in scena con una nuova produzione.

Diabolik Comedy / Commedia Diabolica

Diabolik Comedy
il nuovo spettacolo di Commedia dell’Arte tratto da un canovaccio originale scritto e diretto da Claudio de Maglio. In scena gli allievi del secondo anno di corso.

THE DIABOLIK COMEDY

Regia e drammaturgia Claudio de Maglio

Canti di Commedia a cura di Marco Toller/ Maschere di Stefano Perocco di Meduna/

interpreti gli allievi del II anno di corso: >Chiara Aquaro – LAVINIA, figlia del Dottore >Mattia Bartoletti Stella – DOTTOR BIANCHI >Davide Benaglia – PARIDE, figlio di Pantalone >Lorenzo Leopoldo Egida – CAPITANO >Federico Furlan – ARLECCHINO >Davide Riboldi – PANTALONE LUCREZIO DE’ NERI >Marta Soci – DORINA>Ariele Celeste Soresina – DAMA ATTANASIA NEUMEISTER ORFINI >Carla Vukmirovic – STREGA RASTRELLA / ESTRELLA_

Note di regia-The Diabolik Comedy – La Commedia Diabolica

Lo scenario pone i personaggi della nobile tradizione della Commedia dell’Arte al servizio del grande tema dell’anno: i settecento anni dalla morte del padre della lingua “…dove ‘l sì suona”.Gli ingredienti sono tratti sia dalla tormentata vita del Sommo Poeta che conobbe la condanna per baratteria e per altri innominabili reati assieme all’esilio, sia dal suo potente immaginario in cui albergano tutti i possibili vizi e le passioni umane. Inoltre ci siamo anche lanciati nel formulare ipotesi fantasiose ma sempre partendo da dati storici in mezzi ai quali compaiono dei “buchi” …Vi sono alcuni anni infatti dei quali si sa poco; molti critici e storici immaginano viaggi che il Vate potrebbe aver fatto spingendosi non solo in Friuli ma finanche in Croazia. Il tema della sua eredità in senso non solo metaforico attraversa l’intera vicenda “diabolica”. Non è però la nostra una commedia sulla ben più celebre Commedia del Vate, bensì un gioco di specchi in cui la potenza evocativa del libro è molto presente assieme all’intreccio di situazioni recuperate dalle dinamiche geopolitiche del suo tempo: raggiri, imbrogli, complotti, lotte di potere… che ci fanno capire quanto la storia si ripeta e quanto poco abbiamo imparato da essa.Due famiglie in lotta tra loro: i Bianchi e i Neri. Una faida che sembra non avere soluzione di continuità finché non arriva un paciere, o apparentemente tale, che in realtà cela scopi ancora più sordidi. Una storia d’amore che si presenta come impossibile in vista di un obbligo offrirà lo spunto all’esistenza tanto della donna amata, idealizzata quanto della “donna dello schermo”. Un servo che per sbaglio mette le mani su uno strano volume che ha il potere di risvegliare e scatenare i diavoli, un padre che impone al figlio il destino premeditato per lui contro le sue stesse inclinazioni e il figlio che si ribella, una strana fanciulla dai poteri misteriosi giunge a reclamare un’eredità che altro non è che il suo diritto a un nome… questi e altri gli ingredienti esplosivi di una commedia esilarante in cui si parla del passato per parlare delle assurdità del presente. E inoltre in questa trama dai continui colpi di scena verrà svelato il “vero” motivo dell’avversione del sommo poeta verso la lingua friulana… magari la motivazione non è storicamente accreditata, ma pur sempre affascinante. I vari personaggi come gli Innamorati e Pantalone, il Dottore con i servi e il Capitano assieme ad altri creano il gioco di una commedia vorticosa nella quale si animano anche i diavoli per regalare la loro scatenata energia vitale.

CANOVACCIO ORIGINALE DI COMMEDIA DELL’ARTE

Claudio de Maglio


soleri boso

Made in Nico Pepe. Da Udine al resto della penisola, l’invasione degli ultrapepi.

Fino a un decennio fa erano pochi esemplari. La prima generazione. Poi si sono moltiplicati. Ora li trovi ovunque. Festival. Rassegne. Stagioni. Non conti quasi più le loro produzioni. Cresciuti e diplomati dalla “Nico Pepe” – l’accademia teatrale che ha sede a Udine – sono qualcosa come un fenomeno.


Accademia Nico Pepe Udine – allievi in prova

Nico Pepe, chi è? chi era?
Sospetto che siano pochi oramai quelli che sanno chi era Nico Pepe. Se date un’occhiata a Google o Wikipedia, potrete scoprire che il suo nome è al centro di una costellazione nella quale trovano posto tanto l’Arlecchino di Strehler quanto Riso amaro di De Santis. Tanto Fritz Lang quanto lo Stabile di Torino. Nico Pepe – nato nel 1907, scomparso nel 1987 – aveva vissuto fino in fondo la stagione grande del teatro e del cinema del ‘900.

Ma a chi fa, e a chi vede teatro oggi, il nome di Nico Pepe racconta invece altro.

Racconta di attori che si sono formati nell’accademia teatrale di Udine, la città dove Nico Pepe era nato, e che oggi porta il suo nome. Racconta di compagnie che sono andate a formare la generazione recente del teatro italiano: Carrozzeria Orfeo, Vico Quarto Mazzini, Kepler 452, per fare nomi fra i più riconoscibili, ma aggiungerci subito dopo La Ballata dei Lenna, Scena Nuda, il più solistico Alex Cendron, il più internazionale Matteo Spiazzi. Per arrivare alle formazioni più recenti, che si fanno strada a forza di progetti e date da costruire giorno per giorno: L’Amalgama, ArtiFragili, per esempio. Fino ai nuovi battezzati dal diploma triennale, che già si organizzano per un’onorevole entrata nel mercato. Della professione teatrale, intendo.


Carrozzeria Orfeo – Miracoli metropolitani – ph Laila Pozzo

La generazione recente
Davvero non so se qualcosa accumuna il cinismo sornione con cui Carrozzeria Orfeo intesse le sue storie di instabilità umana (da Thanks for vaselina al recente Miracoli metropolitani) e la fuga nell’inesplorato assurdo di Daniil Charms, che ha fatto la fortuna di L’Amalgama (Saduros è un titolo, ma è anche un anagramma).

E non so se l’assai responsabile lavoro d’interprete che Alex Cendron porta avanti da anni (e si esprime adesso in Aquile randagie), sia lo stesso che Manuel Macadamia ha esercitato nella ricerca liquida da cui è nato il progetto multipiattaforma Lux. O lo stesso che Massimiliano di Corato mette nel teatro di narrazione di La nave dolce. Per non dire della particolare strada su cui si sono messi Nicola Borghesi, Paola Aiello, Lodo Guenzi.


Kepler 452 – Capitalismo magico – Nicola Borghesi e Lodo Guenzi

So invece che che il sigillo d’autenticità “Nico Pepe” è presente in tutti i loro curricola. E sempre più spesso lo vedo apparire anche nelle manifestazioni che segnalano nuove vocazioni di scena (come l’annuale Premio della rivista Hystrio). Lo ritrovo nei titoli che appaiono nei cartelloni dei festival che fanno scouting teatrale (In-Box, a Siena è uno di questi, ma anche Primavera dei Teatri a Castrovillari lo fa). E ciò mi riporta ad altri dei giovani nomi che ho visto crescere nella Nico Pepe.

Non è quindi un caso o una fortunata evenienza, se l’accademia di Udine sempre più spesso riesce a certificare talenti come faceva, fino allo scorso decennio, una didattica del teatro che aveva i suoi punti di riferimento solo a Roma e a Milano.

Lontano dalle metropoli, forse si studia meglio: più concentrazione, meno stimoli distraenti, e un punto di vista che non è solo quello concorrenziale. Chiunque voglia fare l’attore o l’attrice sa bene che l’offerta supera di molte misure la domanda. La diffusione, l’invasione direi, dei “Nico Pepe” ha insomma le caratteristiche del fenomeno.


L’Amalgama – Saduros – Caterina Bernardi e Gilberto Innocenti

Un festival per la “Nico Pepe”
Per sottolinearne la portata, proprio in questi giorni l’Accademia udinese chiama a raccolta molti dei suoi ex allievi, e per loro, e con loro, mette assieme un festival. Indispensabile anche come momento di incontro per tutti coloro che, dopo il diploma, hanno intrapreso percorsi nomadi. Come ai tempi della Commedia dell’arte.

Fino al 26 luglio il SAFest (Summer Academy Festival) mette in cartellone a Udine i risultati che questi giovani artisti hanno conseguito in due anni di lavoro teatrale, segnati dalle strette della pandemia, ma anche dagli sforzi fatti per uscirne. È un cartellone pieno di appuntamenti (li trovate elencati qui) e schiera molti nomi di compagnie in progressiva crescita. Come Sclapaduris (Attenti al loop), Collettivo Museco (Peregrinationes), Atlante (Do ut des), o la compagnia Raimondi-Iagulli (Opera Popz).


Sclapaduris – Attenti al loop, anatomia di una fiaba

Serata particolare poi, quella di domenica 25, quando, con tutti loro e sotto la guida di Julie Stanzak, prenderà avvio una Nelken Line, infinta sequenza in ricordo di un’invenzione indimenticabile di Pina Bausch. Una serpentina di gesti che si snoderà per il centro della città: l’invasione degli ultrapepi, praticamente.

Diabolik Comedy

Diabolik Comedy

THE DIABOLIK COMEDY
CANOVACCIO ORIGINALE DI COMMEDIA DELL’ARTE

Regia e drammaturgia Claudio de Maglio
Canti di Commedia a cura di Marco Toller
Maschere di Stefano Perocco di Meduna
interpreti gli allievi del II anno di corso
Chiara Aquaro
Mattia Bartoletti Stella
Davide Benaglia
Lorenzo Leopoldo Egida
Federico Furlan
Davide Riboldi
Marta Soci
Ariele Celeste Soresina
Carla Vukmirovic

Note di regia
The Diabolik Comedy – La Commedia Diabolica
Lo scenario pone i personaggi della nobile tradizione della Commedia dell’Arte al servizio del grande tema dell’anno: i settecento anni dalla morte del padre della lingua “…dove ‘l sì suona”.
Gli ingredienti sono tratti sia dalla tormentata vita del Sommo Poeta che conobbe la condanna per baratteria e per altri innominabili reati assieme all’esilio, sia dal suo potente immaginario in cui albergano tutti i possibili vizi e le passioni umane. Inoltre ci siamo anche lanciati nel formulare ipotesi fantasiose ma sempre partendo da dati storici in mezzi ai quali compaiono dei “buchi” …Vi sono alcuni anni infatti dei quali si sa poco; molti critici e storici immaginano viaggi che il Vate potrebbe aver fatto spingendosi non solo in Friuli ma finanche in Croazia. Il tema della sua eredità in senso non solo metaforico attraversa l’intera vicenda “diabolica”. Non è però la nostra una commedia sulla ben più celebre Commedia del Vate, bensì un gioco di specchi in cui la potenza evocativa del libro è molto presente assieme all’intreccio di situazioni recuperate dalle dinamiche geopolitiche del suo tempo: raggiri, imbrogli, complotti, lotte di potere… che ci fanno capire quanto la storia si ripeta e quanto poco abbiamo imparato da essa.
Due famiglie in lotta tra loro: i Bianchi e i Neri. Una faida che sembra non avere soluzione di continuità finché non arriva un paciere, o apparentemente tale, che in realtà cela scopi ancora più sordidi. Una storia d’amore che si presenta come impossibile in vista di un obbligo offrirà lo spunto all’esistenza tanto della donna amata, idealizzata quanto della “donna dello schermo”. Un servo che per sbaglio mette le mani su uno strano volume che ha il potere di risvegliare e scatenare i diavoli, un padre che impone al figlio il destino premeditato per lui contro le sue stesse inclinazioni e il figlio che si ribella, una strana fanciulla dai poteri misteriosi giunge a reclamare un’eredità che altro non è che il suo diritto a un nome… questi e altri gli ingredienti esplosivi di una commedia esilarante in cui si parla del passato per parlare delle assurdità del presente. E inoltre in questa trama dai continui colpi di scena verrà svelato il “vero” motivo dell’avversione del sommo poeta verso la lingua friulana… magari la motivazione non è storicamente accreditata, ma pur sempre affascinante. I vari personaggi come gli Innamorati e Pantalone, il Dottore con i servi e il Capitano assieme ad altri creano il gioco di una commedia vorticosa nella quale si animano anche i diavoli per regalare la loro scatenata energia vitale.
Claudio de Maglio
Ingresso libero previa prenotazione a [email protected]

Ultima tappa all’Arena Nico Pepe 26 luglio ore 20:30.

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Mosaico in 11 pezzi/Soirée Monologhi

Cos’è la Soirée dell’Accademia? È un momento di libertà compositiva per gli allievi della Nico Pepe che in autonomia scelgono il testo ne curano la drammaturgia, la regia e la messa in scena di fronte al pubblico e ai docenti della Nico Pepe. Si tratta dunque di esplorazioni, azzardi, momenti per perdersi e per ritrovarsi all’interno del percorso formativo annuale, in “luoghi” teatrali che riservano inaspettate rivelazioni… E non c’è Soirée più rivelatrice della tradizionale finale di anno accademico, tali possiamo considerare questi 11 ineffabili pezzi inesorabili, un mosaico di tonalità e talenti!
E dunque è il momento… Merda, Merda, Merda a Gaia Amico, Andrea Baldoni, Simone Debenedetti, Cristina Greco, Francesco Ippolito, Nicola Lorusso, Giuseppe Losacco, Pietro Macdonald, Giulio Macrì, Sara Pagani, Alberto Viscardi.

The Nelken Line

The Nelken Line

DANZA ANCHE TU LA NELKEN LINE!

AreaDanza_Urban Dance Festival è alle porte!
All’interno del programma, tra prime assolute e ospiti internazionali, AreaDanza propone il progetto Dance! The Nelken Line dedicato alla pioniera della danza Contemporanea Pina Bausch.

DANCE! THE NELKEN LINE è un flash mob lanciato dalla Pina Bausch Foundation che invita tutti, professionisti e amatori, a danzare l’elogio delle stagioni. The Nelken Line Project dal 2017 ha riunito migliaia di appassionati di danza da tutto il mondo. Il risultato viene filmato e il video trasmesso alla fondazione, che lo archivia e lo distribuisce, creando così una comunità internazionale in movimento che condivide la profonda umanità di Pina.

Con questa azione partecipata AreaDanza e la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine vogliono coinvolgere la comunità nella passeggiata gestuale ospitando la storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal Julie Stanzak.

Vieni a vivere la Nelken Line domenica 25 luglio da Julie Stanzak dalle 17.30 alle 19.00 in Largo Ospedale Vecchio. Alle 19:30 danzeremo lungo le vie della città di Udine!
La partecipazione di tutte e tutti, amatori e professionisti, senza vincoli d’età, è gratuita e la prenotazione obbligatoria.

Il progetto The Nelken Line prosegue, a cura degli Arearea, anche a Valvasone 6 agosto/ Venzone 7 agosto/ Palmanova 8 agosto.
Sarà un piacere condividere Dance! The Nelken line con i partecipanti di Udine anche nelle successive tappe del festival.

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Contatti & Info

Largo Ospedale Vecchio, 10 33100 Udine

+39 0432 504340
[email protected]

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