regia Claudio de Maglio
con gli allievi del III anno di corso:
Susanna Acchiardi, Alessio Bagiardi, Francesca Camurri, Stefano Maria Iagulli, Elisabetta Raimondi Lucchetti, Jacopo Morra, Giacomo Gianluca Stallone, Maria Luisa Zaltron;
e con gli allievi del II anno di corso:
Mark Kevin Barltrop, Alejandro Bonn, Miryam Chilà, Diana Dardi, Veronica Dariol, Omar Giorgio Makhloufi, Olga Mantegazza, Klaus Martini, Davide Rossi, Tommaso Sculin.

Consulenza storica: Lorenzo Mucci
Musiche: Paki Zennaro
Scenografie: Claudio Mezzelani
Disegno luci: Stefano Chiarandini

Costumi: Emmanuela Cossar 

Lo spettacolo si avvale del sostegno della Fondazione CRUP, della collaborazione con la Fondazione Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, e ha come partner istituzionali la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Udine e il MIBACT.

Feydeau ci racconta la nostra società attraverso la leggerezza e l’esattezza. Il Tacchino rispetta in pieno il Vaudeville, genere teatrale che caratterizzò la Francia di fine ottocento. Se non dai tempi di Aristofane almeno da quelli di Plauto, copiatissimo scrittore di epoca romana del terzo secolo avanti Cristo, riciclato tanto da Shakespeare quanto da Cechov o Buster Keaton, tanto da Ben Johnson quanto da Feydeau o Charlie Chaplin, ci domandiamo cosa faccia scattare il riso…
Il riso è sempre uno shock salutare per una comunità, un’inesauribile necessità perché è rivoluzione nel senso letterario della parola: è capovolgimento ciclico, dunque vitale. Nasce dal capovolgimento delle aspettative, dallo smascheramento, dalla rovinosa immediata caduta e dal super tonfo di maschere sociali che si auto proclamano di una qualche altezza e serietà ma che poi “sotto stress” rivelano istinti più bassi, bieche piccolezze umane, avidità, meschinerie etc etc.
In un momento in cui ogni tanto pare che in Europa e non solo, soffi aria di restaurazione vogliamo soffermarci a riderne facendoci sostenere da un grande maestro della scrittura teatrale, da un ingegnere della risata e della sorpresa come Georges Feydeau, un esempio di ritmi comici perfetti, impeccabili per resa spettacolare… I suoi meccanismi comici riuscivano a svelare le ipocrisie celate sotto i cappelli a cilindro le finanziere e le crinoline vittoriane…
Per i giovani attori della Nico Pepe sarà un terreno di lavoro molto promettente, una sfida esemplare: cimentarsi a ricostruire le dinamiche di un’epoca facendola rivivere mostrando contemporaneamente la sempre viva attualità di questo grande classico…
(Claudio de Maglio)

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