Non c’è quasi stato il tempo di riprendersi…dal successo dello spettacolo “Vaudeville”  rappresentato al Giovanni da Udine dove gli allievi che hanno concluso il terzo anno di corso della Nico Pepe, di fronte a un pubblico entusiasta e caloroso, hanno festeggiato l’agognato traguardo del diploma, che è già arrivato il momento di partire per Mosca e prendere parte al Festival Internazionale di Scuole di Teatro Podium 2017. Questa edizione del Festival  ha una formula inedita, vale a dire che sulla scena saranno presentati lavori realizzati interamente dai giovani attori delle diverse Scuole di Teatro partecipanti, una proposta molto interessante che, dopo l’avvenuta selezione, ha coinvolto gli allievi della Pepe che si sono messi alla prova costruendo una piece che è cresciuta sotto l’occhio affettuosamente vigile e competente del direttore Claudio de Maglio, anche lui volato a Mosca a guida della delegazione in rappresentanza della Nico Pepe e anche per ulteriore replica della sua regia Turandot nel contesto del Festival. Il dream cast  formato da Susanna Acchiardi, Alessio Bagiardi, Francesca Camurri, Stefano Maria Iagulli, Elisabetta Raimondi Lucchetti, Jacopo Morra, Giacomo Stallone e Maria Luisa Zaltron presenterà di fronte a docenti e spettatori delle altre istituzioni teatrali partecipanti  “A little party never killed nobody” una partitura scenica che trae ispirazione da Romeo e Giulietta  di Shakespeare, intorno alla quale hanno costruito il loro percorso integrando recitazione, canto, danza in modo da mettere a frutto la versatilità acquisita durante il percorso formativo di tre anni. Alla Nico Pepe la dimensione linguistica è uno dei cardini dell’offerta didattica cosicché si pone attenzione sia alle lingue europee ma anche a quelle minoritarie come la lingua friulana, una modalità che consente agli allievi di poter recitare utilizzando altre lingue oltre l’italiano. A Mosca infatti il testo presentato è parte in inglese oltre che in italiano e questo intreccio apre possibilità anche in un contesto internazionale. Utilizzando oggetti scenici base per il lavoro dell’attore, tavoli e sedie, i protagonisti della piece propongono una riflessione sulle convenzioni, l’ipocrisia e le contraddizioni della società contemporanea, che ostacola e impedisce soprattutto ai giovani di coronare i propri sogni e le aspirazioni. L’Amore al tempo degli adulti può diventare impossibile e i giovani che si amano rischiano di vedere le proprie esistenze spezzate. Come non condividere allora le parole con il quale il Principe invita le famiglie rivali a una festa?

 “Contemporary intelligence has become virtually unintelligible. The whole existence is adrift: religion is no longer believed in, love is spoken a lot but little is practiced, there is a great confusion as to moral principles, although there are some. Given that life is such a mess, why go to war? Thus, tonight you are summoned to sanction peace definitively among your families. The world is going to hell after all. The best we can do is to try to give a good impression during the trip.  Enjoy the party!”

“L’intelligenza contemporanea è diventata praticamente inintelligibile. L’intera esistenza è allo sbando: alla religione non si crede più, di amore si parla molto ma se ne pratica poco, c’è una grande confusione in quanto a principi morali, se pur ve ne siano. Visto che la vita è un tale caos, perché farsi la guerra? ”  

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