“L’aura che spira al Natisson intorno”. Passioni pubbliche e private nel Friuli del ‘500 attraverso l’opera di Floriano Candonio, concerto del Gruppo Vocale Cantiere Armonico diretto dal M° Marco Toller;
“La Musica Signor Giacobo è cosa veramente Divina, la qual con la varietà di suoni e di canti ha vertù di risanar gli infermi, di acquetar gli animi concitati, di turbar i tranquilli, di mover le pietre, d’arestar i fiumi, di cessar le pene de l’Inferno, et de placar i Dei de l’ira et de la crudeltà.[…] Voi con questa dopo il Cavalcare et l’Armeggiare potrete ricrear i sensi… serenar l’animo da turbidi pensieri, et addolcir ognicosa amata et spiacevole, Voi con questa Signore potrete finalmente humiliare et ammolire il Core di colei che fin’hora in ver di voi a gran torto s’è mostrata sì soperba et sì ritrosa…”Così definisce il potere del canto e della musica Floriano Candonio nella dedica a Giacomo Savorgnan del suo Primo libro di Madrigali, edito nel 1546, unica opera rimasta del musicista friulano. Egli, forse nato a Cividale (il madrigale Sì come in verde riva cita infatti il fiume Natisone), trascorse tutta la sua vita in regione svolgendo la professione di precettore di lettere classiche, mansionario, cantore in duomo a Udine ed esemplatore di codici (v.immagine).Il suo libro di madrigali, oltre ad essere la fonte a stampa più antica di musica rinascimentale inFriuli, presenta delle caratteristiche uniche rispetto al panorama coevo, innanzitutto perché tutti i testi musicati (tranne uno) sono adespoti e probabilmente frutto del suo stesso genio poetico, ed in secondo luogo perché risultano costituire una sorta di ‘ciclo’ di composizioni attorno ad un tema comune, come ad esempio i cicli liederistici di Schubert, a differenza delle raccolte eterogenee di madrigali pubblicate dai suoi colleghi coevi più celebri. Il fil rouge che collega tutte e 30 le composizioni, come espresso nella lettera dedicataria, è l’impresa di addolcire e sedurre il cuore della Laura amata dal potente Signore suo mecenate, attraverso non la generica forza psicagogica della musica, ma dal potere ammaliante di un canto che a lei si riferisce costantemente. Il primo madrigale che verrà eseguito in programma, S’io vi miro talhor, esplicita chiaramente questa poetica, con tanto di scuse del compositore nei confronti della donna rispetto alla sua insistenza, a quanto pare anche nello starle appresso fisicamente, affermando che “…il mio Signor imposto m’have che di voi sempre scriva, per farvi sempre viva”.Il Gruppo Vocale Cantiere Armonico intende quindi con questo progetto promuovere la diffusione e la conoscenza di questo autore e della sua caratteristica e distintiva cifracompositiva, mettendo a confronto le sue composizioni con quelle di due altri autori friulani, vissuti nella seconda metà Cinquecento, come Marc’Antonio Pordenon eAlessandro Orologio, che hanno sviluppato la propria carriera anche fuori regione, principalmente a Padova e Venezia il primo, mentre il secondo si mosse tra diverse corti europee come Praga, Vienna, Dresda e Kassel.
