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I fisici

I fisici di Dürrenmatt a Conoscenza in festa 2018
“I fisici” è una commedia grottesca in due atti scritta dal drammaturgo svizzero Friedrich Dürrenmatt. Centro dell’opera è il ruolo e la responsabilità dello scienziato nella società moderna “Il contenuto della fisica riguarda i fisici, ma i suoi effetti riguardano tutti”. Da che parte devono schierarsi gli scienziati?

È una commedia ricca di colpi di scena dal finale inaspettato, i tre fisici dunque non sono pazzi, recitano, sono dei bravi attori, ma oltre a loro chi è la misteriosa figura che è a conoscenza del loro segreto e della loro identità? Alla fine chi otterrà la “formula delle formule”? E gli omicidi fanno anch’essi parte di un piano prestabilito? Un’allegoria della nostra condizione nell’era nucleare, dove elementi tragici e grotteschi, magistralmente miscelati, non possono che farci riflettere su un tema così importante per il genere umano.

A cura di Maurizio Schmidt, con gli allievi del terzo anno di corso: Mark Kevin Barltrop, Alejandro Bonn, Mryam Chilà, Diana Dardi, Veronica Dariol, Omar Makhloufi, Olga Mantegazza, Klaus Martini, Tommaso Sculin, Davide Rossi.
Conoscenza in Festa

tiblisi claudio de maglio 2018 15

Claudio de Maglio al Festival di Poti in Georgia.

Dopo aver fatto un Workshop di Commedia dell’Arte lo scorso anno per il Festival di Poti e preparato uno spettacolo ispirato ad una commedia di William Shakespeare nello scorso maggio, tornerò in Georgia a fine luglio per partecipare all’edizione 2018 del Festival di Poti con il “mio” gruppo di attivi georgiani. Poti è una cittadina molto caratteristica sul Mar Nero e il Festival accoglierà moltissimi attori provenienti da tutta la Georgia. Vi terrò aggiornati sulla prossima impresa! A presto,
Claudio

soirée 3° corso

Soirée di fine anno accademico

Soirée di fine anno accademico a cura degli allievi del terzo anno di corso:

Mark Kevin Barltrop, Alejandro Bonn, Miryam Chilà, Diana Dardi, Veronica Dariol, Omar Makhloufi, Olga Mantegazza, Tommaso Sculin, Davide Rossi.

Cos’è la Soirée dell’Accademia? È un momento di libertà compositiva per gli allievi: in assoluta autonomia scelgono il testo e la drammaturgia, curano la regia e mettono in scena le loro performances di fronte al pubblico e ai docenti della Nico Pepe. Si tratta dunque di esplorazioni, azzardi, momenti per perdersi e per ritrovarsi all’interno del percorso formativo annuale, in “luoghi” teatrali che riservano inaspettate rivelazioni… e non c’è Soirée più rivelatrice della tradizionale finale di anno accademico!
A seguire festa di fine anno!

Strangers in Paradise

Dimostrazione finale di lavoro del corso di Esercitazioni e pratiche vocali a cura di Marco Toller, e del corso di Danza contemporanea a cura di Marta Bevilacqua, con lo zampino registico di Claudio de Maglio.
Kein Musik ist ja nicht auf Erden, Die unsrer verglichen kann werden

“Nessuna musica giù in terra suona, che stia qui con la nostra a paragone. Undicimila vergini preclare si fan coraggio ed osano danzare. Anche Sant’Orsola ride, a quei gesti. Cecilia con i parenti sono musici di corte eccellenti. Le voci angeliche scuotono i sensi dal gelo, perché tutto alla gioia si desti!” (da “Das himmlische Leben”).
Ci sentiamo tutti stranieri in Paradiso, sia esso luogo fisico o dell’anima, idealizzato o negato, nel quale le dure contraddizioni della vita terrestre sembrano svanire. In antico iranico – lingua da cui proviene l’etimo originario “pairidaeza” (luogo recintato) – veniva definito anche come “Casa del Canto”, e invero da sempre è rappresentato come luogo in cui le arti , danza e musica in particolare, sono l’unico cimento dei suoi abitanti.
Partendo dal famoso brano “Stranger in Paradise”, tratto dal musical ‘Kismet’ (1953) che elabora musiche originali di Borodin, abbiamo esplorato questo senso di estraneità ed inadeguatezza come viene declinato nel corso dei secoli attraverso diverse composizioni musicali: straniero in Paradiso si sente l’amato che viene accolto nelle grazie dell’amata (ad esempio nelle composizioni di Dufay o Monteverdi), scopritore straniero di un nuovo Paradiso terrestre è Vasco De Gama nell’opera di Meyerbeer, si ritiene invece straniero al Paradiso chi -come nel brano gregoriano o nel canone di Haydn ‘Die Welt’- è oppresso dalle ingiustizie e tormenti del nostro mondo. Infine straniero che osa violare il Paradiso è anche Mefistofele, sfrontato provocatore che rivaleggia per scherno con il sommo creatore.
In occasione del centenario della morte del compositore Arrigo Boito e dei 150 dalla prima della sua opera più famosa, abbiamo voluto riproporre alcune parti di questa rielaborazione del mito di Faust di Goethe: attraverso un’accesa dialettica tra temi contrastanti, sonorità rarefatte o poderose, una rapida alternanza di modo maggiore e minore, timbri celestiali e terrigni, anche in questo caso la musica è in grado di esprimere il profondo senso di dualità che la visione paradisiaca accende nei nostri animi.
programma della serata
R. Wagner (1813 –’83) Die Engel
P. Hindemith (1895 -1963) Wer sich die Musik erkiest
A, Boito (1842 -1918) Dai campi, dai prati, da “Mefistofele”
Trad. gregoriana Circumdederunt me gemitus mortis
A. Boito Ecco il mondo, da “Mefistofele”
Libre Vermell Montserrat Imperayritz de la ciudad ioyosa
W.de Wycombe (fl. 1270 –’90) Alleluja, Christo iubilemus
L. Delibes (1836 –’91) Dome èpais, da “Lakmé”
G. Dufay (1397 – 1474) Quel fronte signorile
C. Monteverdi (1567 -1643) Dolcemente dormiva la mia Clori
Anonimo Dona nobis pacem
G. Mahler (1860 – 1911) Das himmlische Leben (4° movimento dalla IV sinfonia)
F.J.Haydn (1732 -1809) Die Welt
Trad., arr. S. Barnett Goin’ home to God
G. Meyerbeer (1791 -1864) O Paradis, da “L’Africana”
Wright & Forrest/Borodin Stranger in Paradise
G. Verdi (1813 – 1901) Morte di Rodrigo, da “Don Carlo”
A. Boito Prologo in Cielo, da “Mefistofele”

da

Lezione aperta di Danza contemporanea a cura di Marta Bevilacqua

13 giugno 2018 ore 18,30 / Lezione aperta di Danza contemporanea a cura di Marta Bevilacqua

Second skin
Danzano: Adel Abo Oof, Pietro Cerchiello, Alessandro Colombo, Giulia Cosolo, Giacomo Andrea Faroldi, Girleine Garbaccio Bogin, Andreas Garivalis, Domenico Indiveri, Simone Isa, Andrea Maffetti, Maria Irene Minelli, Radu Murarasu, Pouria Jashn Tirgan, Nizam Pompeo, Carlotta Raimondo, Sara Setti, Giacomo Tamburini.

Il primo anno è interamente dedicato alla tecnica: passi primari, allungamento, tenuta, grazia, consapevolezza ritmica, gestione dello spazio in coreografie d’insieme.
Come di consueto gli allievi del primo anno di corso aprono la giornata dedicata alla dimostrazione di danza con qualche esercizio strutturato – lavoro sull’asse, primi principi di floor work, pliè, diagonali – e si spingeranno in una coreografia d’insieme ispirata alle scoperte di questi mesi di lavoro. Le parole che li muovono: rispecchiamento, pacificazione con il suolo, unisono, trasformazione, attesa.
Ci aiuteranno a compiere l’impresa: Glass Animals, Austra, Son Lux, Giovanni Sollima, Kronos Quartet.

Shangai
Danzano: Sara Baldassarre, Francesca Boldrin, Letizia Buchini, Valerio Caffa, Emanuele Caporale, Filippo Capparella, Matteo Ciccioli, Dario Di Carlo, Francesco Garuti, Maria Marra, Gloria Romanin, Filippo Tampieri.

Il tema che ha condotto lo studio 2017/2018 ha trovato nella parola distanza il suo fuoco.
Distanza in termini motori, percettivi ed emozionali.
Nel secondo corso ci si esercita nel lavoro a due, nel contatto, nella relazione.
Shangai è un’ improvvisazione strutturata che traccia delle impressioni sul tema della comunicazione e della conseguente “evoluzione sentimentale”.
Semplici elementi di scena ci aiuteranno a mantenere o abbattere distanze.
Ascolteremo: Yaell Naim, Loscill, Brian Eno, una lezione universitaria su Charles Darwin, Johann Sebastian Bach.

Dopo un rapido spostamento dalla Sala Palestra alla Sala G sarà la volta di

Album
Danzano: Mark Kevin Barltrop, Alejandro Bonn, Miryam Chilà, Diana Dardi, Veronica Dariol, Omar Makhloufi, Olga Mantegazza, Tommaso Sculin, Davide Rossi.

Album è una raccolta di ricordi accumulata in tre anni di esperienza accademica.
Otto fotografie scelte dal gruppo portano gli interpreti in un tempo passato, da ciascuna fuoriesce un soggetto che ne cambia la prospettiva.
Il terzo anno è infatti dedicato alla fuoriuscita dal gruppo, alla messa a punto della propria danza interiore, a mettere in scena il meglio che si è imparato e a gestirlo in autonomia, a togliersi qualche sfizio. Qui ci concediamo infatti una playlist bizzarra.
Eccola: Pergolesi, Raime, Marino Marini, Philip Glass, Johnny Greenwood and the Rajasthan Express, Henry Purcell, Eric Prydz, The Beatles, I Siamo.

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25 June to 30 June 2018. International Theatre Workshop of Commedia dell’Arte

LA COMMEDIA DEGLI SPOSTATI canovaccio originale di commedia dell’arte – scritto e diretto da Claudio de Maglio che ha come protagonisti gli allievi del secondo anno di corso (Sara Baldassarre, Francesca Boldrin, Letizia Buchini, Valerio Caffa, Emanuele Caporale, Filippo Capparella, Matteo Ciccioli, Dario Di Carlo, Francesco Garuti, Maria Marra, Gloria Romanin, Filippo Tampieri).
Canti di Commedia a cura di Marco Toller; Maschere di Stefano Perocco di Meduna.
Action Stunt Team D-Unit: coreografie dei combattimenti Simone Belli, Assistenti Dario Stelluti e Gabriele Gangi.- Foto © 2018 Luca A. d’Agostino /Phocus Agency

we are proud to introduce you the second edition of our International Theatre Workshop of “Commedia dell’Arte” 2018: conflict between the characters of Master and Servant… between 25th June to 30th June 2018. 

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