IMG-20250708-WA0008

Le magnifiche storie per restare vivi (h 20:30 25/07/2025)

Le magnifiche storie per restare vivi
regia e drammaturgia di Claudio de Maglio
in scena gli allievi del 3^ anno: Giulio Bianchi, Silvia Cerchier, Iacopo Cesaria, Alvise Colledan, Erika Maria Cordisco, Massimo Filoso, Federica Garbarini, Santi Maccarrone, Andrea Monteverdi, Siro Pedrozzi, Sara Volpi e Sara Wegher – e la regia di de Maglio

Due novelle che fanno parte del patrimonio della cultura universale si confrontano sul tema dell’amore. Da una parte il “Decameron” di Giovanni Boccaccio che rappresenta la migliore tradizione letteraria italiana del medioevo e dall’altra parte l’inizio delle “Mille e Una Notte” che appartiene alla grande narrativa di matrice orientale. Se nella prima novella lo sfondo è quello della peste che falcidiò buona parte della popolazione italiana nel 1348 ed è anche il motivo per cui dieci giovani abbandonano la città di Firenze per ritirarsi in una villa isolata in campagna e spendere il loro tempo raccontandosi delle storie, nella seconda il motivo dell’intera narrazione è lo stratagemma adottato dall’intraprendente e bellissima Sherazade allo scopo di salvarsi la vita tenendo agganciato il re Shahriyar al filo delle storie che stanno dentro ad altre storie e si sviluppano senza soluzione di continuità fine alla milleunesima notte. Sono entrambe motivi di sopravvivenza calati in contesti diversi ma accomunati dallo stesso amore che si presenta nella sua funzione terapeutica essendo capace di guarire le ferite. Nel Decameron narrando si esorcizza la peste e nelle Mille e una notte si arriva a superare l’odio e la volontà di distruzione provocati dal tradimento delle mogli dei due re fratelli. L’amore è dunque celebrazione della vita sulla morte, vittoria sulla malattia fisica e dell’animo. La figura femminile è al centro delle due novelle prescelte. Dal Decameron che contiene 100 novelle abbiamo selezionato quella che il Boccaccio ha ambientato nella nostra città: Udine, a nord est d’Italia, in cui il giovane ricco Ansaldo si è innamorato della bella Dianora, sposa di Messer Gilberto.

Nonostante le lusinghe di Ansaldo Dianora rimane fedele al marito e riesce a mantenersi pura anche quando sopraffatta dalla provocazione che lei stessa aveva lanciato ad Ansaldo per toglierselo di torno (“Voglio in pieno inverno un giardino come se fosse maggio”) si trova per stesso consiglio del marito Gilberto a offrirsi al giovane Ansaldo proprio perché questi grazie a un Negromante era riuscito ad ottenere il prodigioso giardino fiorito in pieno gennaio.
La fedeltà, di Dianora, viene premiata e Ansaldo non esige il compenso pattuito in principio. Delle “Mille e Una Notte” raccontiamo l’inizio dell’intera vicenda: i due re fratelli Shahzaman e Shahriyar scoprono di essere entrambi traditi dalle rispettive mogli quando sono assenti dal Palazzo e partono alla ricerca di qualcuno che sia più sfortunato di loro. Giungono ad una spiaggia e mentre si lamentano dei loro rispettivi destini, dal mare esce un immenso Jinn con una prigioniera che lo tradisce più e più volte quando lui si addormenta. Questa constatazione di mancanza di fedeltà assoluta risveglia il furore di Shahriyar che si vendica non cedendo più all’amore ma uccidendo la sua sposa ogni mattina dopo la notte di nozze. Solo la bellezza, l’onestà, il rispetto e le elevate doti di narratrice che Sherazade esprime riusciranno a farsi breccia nell’arco di mille e una notti e far rinascere l’amore e la fiducia da parte del giovane re. Sherazade salva così non solo la sua vita ma quella di tutto il genere femminile attraverso la forza magnetica del racconto. È un inno alla funzione del teatro che tiene in vita l’umanità da millenni finché ci saranno storie da raccontare. La messinscena si basa su pochissimi oggetti, è volutamente scarna ed essenziale, costruita solo dai corpi degli attori e dalle storie; si usa qualche telo proprio a significare come questa continua trasformazione degli spazi della scena rappresenti anche la trasformazione degli spazi della mente, un gioco di suggestioni e trasparenze dove luci ed ombre sono compresenti per tratteggiare vari aspetti dell’animo umano assieme alle mille sfaccettature dell’amore, anzi le mille e una.
Claudio de Maglio

Summary

Le magnifiche storie per restare vivi
The magnificent stories to stay alive

The plot develops the entanglement of two novellas that form part of universal cultural heritage and share the theme of love: Giovanni Boccaccio's Decameron and the opening of "The Arabian Nights". While the backdrop to the former is the plague that decimated much of the Italian population in 1348, the latter's narrative focuses on the stratagem employed by the resourceful and beautiful Sherazade to save her life. These are both survival strategies set in different contexts, but united by the same topic of love, which is presented as having a therapeutic function and the capacity to heal wounds. In the Decameron, the narrative exorcises the plague; in the Thousand and One Nights, it overcomes the hatred and desire for destruction caused by the betrayal of the two brothers' wives. Love is thus a celebration of life over death and a triumph over physical and mental illness.
The female figure is at the centre of the two novellas chosen. In the Decameron, the rich young man Ansaldo falls in love with the beautiful Dianora, wife of Messer Gilberto. Despite Ansaldo's flattery, Dianora remains faithful to her husband, Gilberto, and manages to keep herself pure. However, when she finds herself overwhelmed by the provocation she had launched at Ansaldo to get him out of her way — 'I want a garden in the middle of winter as if it were May' — she offers herself to the young Ansaldo, on Gilberto's advice. This is precisely because Ansaldo had managed to obtain the prodigious flower garden in the middle of January, thanks to a necromancer. Dianora's loyalty is rewarded, and Ansaldo does not demand the compensation they had agreed upon initially.
We now turn to the beginning of the story from 'The Thousand and One Nights': the two brother kings, Shahzaman and Shahriyar, discover that they have both been betrayed by their wives. They reach a beach, and a huge Jinn emerges from the sea with a captive who betrays him repeatedly when he falls asleep. The realisation of a lack of absolute fidelity awakens Shahriyar's fury. It is only through Sherazade's beauty, honesty, respect, and exceptional storytelling skills that she manages to win back the young king's love and trust over a thousand and one nights. Thus, Sherazade saves not only her own life but also that of the entire female gender through the magnetic power of storytelling.
This is a hymn to theatre's function in keeping humanity alive for millennia, as long as there are stories to tell. The staging is deliberately bare and essential, using only the bodies of the actors and the stories. A few curtains are used to signify the continuous transformation of stage spaces, representing the transformation of mental spaces. This is a play of suggestions and transparencies, where light and shadows outline various aspects of the human soul and the thousand facets of love, or rather, the thousand and one.
Claudio de Maglio

Schermata 2025-07-08 alle 11.17.51

10-15 luglio >La Nico Pepe partecipa al Festival of University Theatre- FITUC a Casablanca

La Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe torna al FITUC International Festival of University Theatre di Casablanca, Marocco (37ed. “Theatre & Artistic- Cultural Diplomacy”) con lo spettacolo "Le magnifiche storie per restare vivi / Les histoires magnifiques pour rester en vie”, per la regia e drammaturgia di Claudio de Maglio con gli allievi del III anno - Giulio Bianchi, Silvia Cerchier, Iacopo Cesaria, Alvise Colledan, Erika Maria Cordisco, Massimo Filoso, Federica Garbarini, Santi Maccarrone, Andrea Monteverdi, Siro Pedrozzi, Sara Volpi e Sara Wegher. La rappresentazione si tiene venerdì 11 luglio alle ore 20 presso il il Grand Théâtre Ben M’Sik.

La Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine conferma la sua vocazione internazionale , infatti il Festival, giunto alla 37 edizione, è un evento di prestigio che si svolge nel cuore del Complesso Culturale Sidi Belyout, a Casablanca ed è organizzato dalla Faculté des Lettres et des Sciences Humaines dell’Università Hassan II. Come dichiarato dal tema scelto per l’edizione 2025, il teatro diventa lo strumento della diplomazia culturale, favorendo l’incontro di compagnie, studenti, docenti e professionisti giunti da ogni angolo del mondo, una importante occasione di confronto sui temi della creatività e il dialogo tra le culture.

La Nico Pepe propone al FITUC il suo importante contributo, desiderosa di incantare il pubblico con “Le magnifiche storie per restare vivi / Les histoires magnifiques pour rester en vie”, spettacolo liberamente ispirato a due capolavori senza tempo, il Decameron e Le mille e una notte, opere accomunate dal tema del “racconto” come strumento di sopravvivenza, intrattenimento e riflessione. Protagonisti in scena sono gli allievi del terzo anno che aggiungono questo ulteriore tassello al loro percorso formativo con un’esperienza di altissimo livello, a contatto con un pubblico internazionale.

La Nico Pepe sarà protagonista anche in altri due momenti, infatti durante la cerimonia di inaugurazione (10 luglio) del Festival i nostri allievi avranno l’onore di presentare alcune scene del canovaccio “Niente come sembra”, spettacolo apprezzatissimo e più volte replicato. Inoltre Claudio de Maglio, direttore della Nico Pepe, terrà il workshop dedicato alla Commedia dell’Arte "La maschera e i corpi dei personaggi” che darà modo agli allievi partecipanti provenienti da scuole di teatro della Germania, Marocco, Tunisia e Italia di esplorare le tecniche teatrali legate alle maschere e alla fisicità dei personaggi, lo studio di figure archetipiche (come Arlecchino, Pantalone, Colombina), le dinamiche tra personaggi, con esercizi pratici di improvvisazione teatrale per sviluppare espressività e creatività. Accanto a de Maglio altri docenti internazionali nel campo della pedagogia teatrale, quali Edward Lewis (Gran Bretagna/Cina), Ronald Rand (Stati Uniti), Philippe Mertz (Francia), John Freeman (Australia). La Nico Pepe è riconosciuta per la qualità artistica del progetto culturale e didattico, che riesce a coniugare e rinnovare le radici della tradizione tutta italiana della Commedia dell’Arte con le moderne metodologie pedagogiche e le ricerca espressiva della scena internazionale.

Accompagnano la Civica Accademia i partner istituzionali che ne sostengono l’attività, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Ministero della Cultura, il Comune di Udine e Fondazione Friuli.

500px-Waterhouse_decameron

"Le magnifiche storie per restare vivi / Les histoires magnifiques pour rester en vie" (10-15 luglio 2025)

FITUC International Festival of University Theatre of Casablanca, Marocco - 37th edition  “Theatre & Artistic- Cultural Diplomacy"
"Le magnifiche storie per restare vivi / Les histoires magnifiques pour rester en vie",
regia e drammaturgia di Claudio de Maglio
con in scena gli allievi del III anno;

Workshop "La maschera e i corpi dei personaggi"
a cura di Claudio de Maglio.
Nel corso della serata finale saranno presentate alcune scene tratte da "Niente come sembra" spettacolo di Commedia dell'Arte, regia e drammaturgia di Claudio de Maglio con gli allievi del III anno.
La Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine brilla ancora una volta sul palcoscenico internazionale. Torna con entusiasmo al 37° Festival International de Théâtre Universitaire de Casablanca (FITUC), un evento di prestigio mondiale che si svolge nel cuore del Complesso Culturale Sidi Belyout, in Marocco. Organizzato dalla Faculté des Lettres et des Sciences Humaines dell’Università Hassan II, il FITUC è una straordinaria celebrazione dell’arte e della cultura, un crocevia di talenti che unisce compagnie teatrali, studenti, docenti e professionisti da ogni angolo del pianeta. Tra spettacoli, workshop, conferenze ispiratrici e incontri ricchi di confronto, il festival è un importante occasione di confronto di creatività e dialogo interculturale.

Quest’anno, la Nico Pepe incanta il pubblico con Le magnifiche storie per restare vivi / Les histoires magnifiques pour rester en vie, uno spettacolo originale diretto Claudio de Maglio, direttore dell’Accademia, che firma anche la drammaturgia. Liberamente ispirato a due capolavori senza tempo, il Decameron e Le mille e una notte, accomunati del tema del “racconto” come strumento di sopravvivenza, intrattenimento e riflessione.  Protagonisti in scena sono gli allievi del terzo anno, che trasformano così il loro percorso formativo in un’esperienza di altissimo livello a contatto con un pubblico internazionale.

Inoltre, le giornate del Fituc vedranno Claudio de Maglio tenere il workshop "La maschera e i corpi dei personaggi" e presentare alcune scene tratte dallo spettacolo di Commedia dell'Arte "Niente come sembra".

Schermata 2025-06-24 alle 14.59.39

“L’aura che spira al Natisson intorno” (19/07 ore 20:30)

“L’aura che spira al Natisson intorno”. Passioni pubbliche e private nel Friuli del ‘500 attraverso l’opera di Floriano Candonio, concerto del Gruppo Vocale Cantiere Armonico diretto dal M° Marco Toller;
“La Musica Signor Giacobo è cosa veramente Divina, la qual con la varietà di suoni e di canti ha vertù di risanar gli infermi, di acquetar gli animi concitati, di turbar i tranquilli, di mover le pietre, d’arestar i fiumi, di cessar le pene de l’Inferno, et de placar i Dei de l’ira et de la crudeltà.[…] Voi con questa dopo il Cavalcare et l’Armeggiare potrete ricrear i sensi… serenar l’animo da turbidi pensieri, et addolcir ognicosa amata et spiacevole, Voi con questa Signore potrete finalmente humiliare et ammolire il Core di colei che fin’hora in ver di voi a gran torto s’è mostrata sì soperba et sì ritrosa…”Così definisce il potere del canto e della musica Floriano Candonio nella dedica a Giacomo Savorgnan del suo Primo libro di Madrigali, edito nel 1546, unica opera rimasta del musicista friulano. Egli, forse nato a Cividale (il madrigale Sì come in verde riva cita infatti il fiume Natisone), trascorse tutta la sua vita in regione svolgendo la professione di precettore di lettere classiche, mansionario, cantore in duomo a Udine ed esemplatore di codici (v.immagine).Il suo libro di madrigali, oltre ad essere la fonte a stampa più antica di musica rinascimentale inFriuli, presenta delle caratteristiche uniche rispetto al panorama coevo, innanzitutto perché tutti i testi musicati (tranne uno) sono adespoti e probabilmente frutto del suo stesso genio poetico, ed in secondo luogo perché risultano costituire una sorta di ‘ciclo’ di composizioni attorno ad un tema comune, come ad esempio i cicli liederistici di Schubert, a differenza delle raccolte eterogenee di madrigali pubblicate dai suoi colleghi coevi più celebri. Il fil rouge che collega tutte e 30 le composizioni, come espresso nella lettera dedicataria, è l’impresa di addolcire e sedurre il cuore della Laura amata dal potente Signore suo mecenate, attraverso non la generica forza psicagogica della musica, ma dal potere ammaliante di un canto che a lei si riferisce costantemente. Il primo madrigale che verrà eseguito in programma, S’io vi miro talhor, esplicita chiaramente questa poetica, con tanto di scuse del compositore nei confronti della donna rispetto alla sua insistenza, a quanto pare anche nello starle appresso fisicamente, affermando che “…il mio Signor imposto m’have che di voi sempre scriva, per farvi sempre viva”.Il Gruppo Vocale Cantiere Armonico intende quindi con questo progetto promuovere la diffusione e la conoscenza di questo autore e della sua caratteristica e distintiva cifracompositiva, mettendo a confronto le sue composizioni con quelle di due altri autori friulani, vissuti nella seconda metà Cinquecento, come Marc’Antonio Pordenon eAlessandro Orologio, che hanno sviluppato la propria carriera anche fuori regione, principalmente a Padova e Venezia il primo, mentre il secondo si mosse tra diverse corti europee come Praga, Vienna, Dresda e Kassel.

Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2024

Distinti saluti (17/07 ore 21:00)

Distinti saluti
in anteprima, lo spettacolo vincitore al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2024

ore 21.00

con Sara Baldassarre
regia Letizia Buchini
tutoraggio artistico Niccolò Fettarappa
con il sostegno di IDRA Teatro – Brescia
produzione Teatro della Caduta
Evento realizzato da Teatro della Sete in collaborazione con la Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine. Lo spettacolo è all'interno della Rassegna "Passaggi - storie e altri ripari"

Sara, giovane artista convinta del proprio talento, presenta un progetto teatrale davanti a una commissione di investitori e operatori del settore. Non ha dubbi: questo è lo spettacolo che le farà fare “il grande salto”. E infatti la presentazione è brillante, lei è padrona del palco, il progetto di cui mostra un estratto – un mix esplosivo di poetry slam e stand up comedy – sembra davvero promettente. Passano alcuni giorni. Passano settimane. Passano i mesi. Il sogno si trasforma in un incubo finché, dopo l’ennesima e dolorosissima batosta, Sara si pone una domanda che non si era mai posta prima: è davvero questo ciò che desidero?

La struttura dello spettacolo ricalca le quattro fasi del burnout (entusiasmo e idealizzazione che portano a una dipendenza dal lavoro; scontro con la realtà e stagnazione; frustrazione; apatia e disimpegno), ma con una importante distinzione; la fase finale sfocia nella liberazione da quel sogno di grandezza tossico.

toller concerto

Like a Prayer (03/07 ore 20:30)

3 luglio ore 20:30
“Like a prayer” concerto a cura del M° Marco Toller con gli allievi del II e III anno di corso.

Il programma del concerto finale degli allievi del II e III anno esplora quest’anno la stretta correlazione che da sempre è esistita fra canto e preghiera. Quando infatti il sentimento si fa intenso, quando la supplica si accalora, il canto diviene il modo più espressamente umano di esprimere il valore della preghiera. Modulare con intensità la propria voce è stato da sempre una pratica per far sì che questo atto di richiesta trovasse il modo di valicare una soglia ritenuta inaccessibile alle sole umane forze: quando tutto è stato tentato inutilmente, oppure l’impresa sembra essere al di là delle proprie capacità, la preghiera è insieme un atto di resa e abbandono ma anche un gesto speranzoso di fiducia verso una forza superiore, forse sensibile e influenzabile dal potere del suono.
E affrontando la produzione vocale tra l’epoca classica e la contemporaneità, sia per quanto riguarda il repertorio corale che solistico, si può osservare come la forma della preghiera trova molteplici possibilità di manifestazione, dall’ambito strettamente sacro (come nel Kyrie di Mozart) sino a declinazioni più profane e persino decisamente blasfeme come nell’aria di Jago dall’Otello (“Credo in un Dio crudel”) o nella versione infusa di torbida passionalità del Te Deum nella Tosca di Puccini. Ma in tutti i brani il filo conduttore è lo smarrimento di un’anima scossa e turbata che cerca consolazione e sostegno in una Forza più grande sia essa immanente o trascendente.  Ma come la preghiera si allontana dal sacro per cercare dimensioni di maggiore aderenza al reale, ad esso fa ritorno quasi per necessità costitutiva ristabilendo la sua connessione mistica, come nell’Agnus Dei di Barber, brano inizialmente strumentale ma la cui pulsione spirituale non poteva che portarlo alla versione corale ‘sacralizzata’, o il brano della cantante Madonna (nella versione corale per la serie ‘Glee’) che alla rassegna dà il nome, dove ancora una volta dimensione celeste e carnale si fondono.  
E mentre ci chiediamo se ancora abbia senso dare valore a questa forma di rituale comunicazione con il ‘divino’, sono gli stessi drammatici eventi che turbano i nostri tempi a trascinarci immancabilmente ad un atto di richiesta disperato e disarmato per la Pace, sulla cui attuabilità forse veramente disperiamo. In questo modo però, in stretta connessione con il presente, ci possiamo riappropriare ade esmpio della forza di un’opera che si interroga sull’attualità e valenza provocatoria della richiesta di pace come “Mass” di Bernstein che nel 1971 venne vista come tentativo di sovversione nei confronti della politica militare statunitense, o dell’afflato mistico e inerme del brano “Da pacem” del compositore estone Arvo Pärt.

Schermata 2024-10-25 alle 16.49.06

Theatre Academy Creative Space and Labs

Theatre Academy Creative Space and Labs (video)_
Theatre Academy Creative Space and Labs mira a fare dell'Ex Oratorio del Cristo di Udine un polo culturale di rilievo. È il primo passo di un'iniziativa condivisa con il Comune di Udine partner di progetto per rivitalizzare il centro storico attorno alla Nico Pepe, incentivando incontro e collaborazione tra attori e performer. Previsti: stagione teatrale, masterclass e laboratori su Commedia dell'Arte e teatro danza e danza contemporanea in un contesto multidisciplinare.
L’iniziativa è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell'ambito del bando PR FESR 2021-2027.

Theatre Academy Creative Space and Labs

Locandina 2025Notte Lettori

“Esploratori, avventurieri, donne straordinarie. Racconti di viaggio prima del turismo di massa. " 6 giugno ore 19:30

venerdì 6 giugno alle ore 19,30, Sala Ex-Oratorio del Cristo, l’Accademia Nico Pepe nella Notte dei Lettori, “Esploratori, avventurieri, donne straordinarie. Racconti di viaggio prima del turismo di massa. “ Lettura scenica a cura di Paola Bonesi con gli allievi del terzo anno di corso
“Oggi milioni di persone si spostano da un punto all’altro del globo in tempi relativamente brevi, si affidano ai localizzatori satellitari e possono raccontare in tempo reale, grazie al web, le proprie avventure. Fino alla metà del secolo scorso invece, emigranti esclusi, viaggiare era un’arte riservata a piccole élite di militari, scienziati, esploratori e agiate signore intrepide, il più delle volte additate come spericolate e stravaganti. In generale si trattava di persone molto diverse tra loro, ma che trovavano un denominatore comune nel desiderio di partecipare la propria esperienza ad un opinione pubblica sempre più smaniosa di conoscerla. Manuali, diari, resoconti e lettere sono arrivati fino a noi, affiancati da una folta letteratura d’avventura. Insieme ci restituiscono tutto il fascino di quel modo di viaggiare, lento, pericoloso, eccitante, spesso su strade e rotte ancora da tracciare, in un mondo in cui luce elettrica e GPS non avevano ancora dissipato tutte le ombre e la loro fecondità per l’ingegno umano”.

Logo-Nico-Pepe-Cdm-2018-600x120

Contatti & Info

Largo Ospedale Vecchio, 10 33100 Udine

+39 0432 1276911
accademiateatrale@nicopepe.it

2024 ©  Civica Accademia Nico Pepe - All Rights Res. - P.I. 02072190305

    Stay Social!

Privacy & Policy | art direction: LuckyDesign