Workshop Internazionale di Commedia dell'Arte

Workshop Internazionale di Commedia dell’Arte

Un nuova occasione di studio, aggiornamento, alta formazione e festa teatrale è pronta! 

Alla Nico Pepe dal 24 al 28 giugno 2019 avrà luogo il Workshop Internazionale di Commedia dell’Arte dedicato a 
“Servi e Capitani”

Una estate ricca di iniziative e appuntamenti alla Nico Pepe che si apre lunedì 24 giugno con l’atteso Workshop Internazionale all’insegna della Commedia dell’Arte dedicato a “Servi e Capitani”. Attesissimo l’intervento dell’ospite d’onore Ferruccio Soleri il grande interprete di Arlecchino nella blasonata edizione diretta da Giorgio Strehler. Soleri incontrerà il pubblico (ore 17,00) per raccontare insieme a Carlo Boso, altro esperto della Commedia dell’Arte nonché interprete di Brighella nell’ Arlecchino servitore di due padroni, quali sono i segreti di questi personaggi. Non bisognerà quindi lasciarsi scappare l’occasione per ammirare questi maestri della scena e dell’antica Arte della Commedia, cimentarsi con “Le impronte di Arlecchino e Brighella”

Nel corso di una intensa settimana di laboratori dedicati a due maschere importanti quali il Servo e il capitano si snoderanno i laboratori affidati al direttore della Nico Pepe Claudio de Maglio (Chi ha paura del capitano) e all’attore e regista Marco Sgrosso (Assalti e conquiste la strategia dello spavento), due profondi conoscitori delle tecniche teatrali e in particolare di quelle di Commedia, una preziosa arte tutta italiana che non smette di affascinare e sorprendere per la sua vitalità. Claudio de Maglio spiega che “il tema verrà quindi affrontato attraverso le diverse sensibilità di ciascuno dei maestri invitati e questo sarà un elemento di grande ricchezza per coloro che parteciperanno all’esperienza“. Allo staff dei maestri si affiancherà Simone Belli (allievo diplomato della Nico Pepe e referente nazionale Fisac combattimento scenico) che condurrà un laboratorio dedicato all’arte del duello.

L’ingresso della Nico Pepe nel Network for Higher Education in the Performing Arts dell’ITI Unesco ha rinsaldato e incrementato l’appeal internazionale delle proposte della Civica Accademia, tanto che ci sono iscritti provenienti da altre accademie teatrali della rete Unesco, dalla Gran Bretagna e dalla Russia, alla quale si aggiungono i tanti allievi diplomati provenienti da scuole e accademie teatrali di Roma, Milano, Bologna

L’iniziativa gode di grande prestigio, è sostenuta infatti dalla Fondazione Friuli e i suoi main partner sono il MIBAC, Ministero dei Beni culturali, la Regione Autonoma FVG e il Comune di Udine; essa rientra inoltre nel programma di “Udine Estate 2019”. Si ricorda inoltre la collaborazione di Associazione Danza e Balletto di Udine.

La ricca settimana articolata nelle diverse attività pratiche ed esperienziali, prevede inoltre due momenti di spettacolo aperti al pubblico e ad ingresso libero. Mercoledì 26 giugno (ore 19,30) concerto del Cantiere Armonico diretto da Marco Toller dedicato a “Giovanni Battista e Bernardo Mosto e l’Arte del Madrigale nel ‘500”. Con la regia e la drammaturgia di Claudio de Maglio, giovedì 27 giugno andrà in scena “Ogni domani è importante”, un canovaccio originale di Commedia dell’Arte che vede come protagonisti gli allievi del secondo anno di corso della Nico Pepe. L’appuntamento avrà luogo alle 19 a Udine, nello spazio del sagrato della Chiesa di San Francesco. Costruito sulle figure del Servo e del Capitano, venerdì 28 giugno sarà invece la volta – sempre alle 19 nel sagrato della Chiesa di San Francesco – dell’evento di performance finale, che prenderà forma con il lavoro e il confronto tra partecipanti e docenti del Workshop Internazionale. 

Secondo de Maglio la valenza artistica del Workshop sta nell’essenza della Commedia dell’Arte dove “L’attore è al centro della scena con tutte le sue abilità, con la sua sensibilità di artista e creatore, la sua capacità di costruire un rapporto diretto e sempre efficace, unico e ogni volta irripetibile con il pubblico. Da un lato c’è una tradizione, reinventata nel ventesimo secolo dai grandi maestri, dall’altro c’è la nostra odierna modalità di approccio a questo materiale attraverso il tentativo di dargli nuova linfa per renderlo vivo e attuale. Oltre ad essere un’impareggiabile leva pedagogica, la Commedia non smette mai di sorprendere per la sua freschezza di linguaggi e per la sua universalità di lettura. Vi sono concentrati e amplificati, grazie all’uso della maschera, tutti i fondamenti dello stare in scena. Oltre ad essere affascinante, parla un linguaggio che seduce e inquieta”.

Siamo molto felici di comunicarvi che sono aperte le iscrizioni alla nostra terza edizione del   Workshop internazionale di Commedia dell’Arte in programma  dal 24 al 28 giugno 2019. 

L’iniziativa si rivolge agli allievi e ai giovani diplomati delle scuole di recitazione e agli appassionati che vogliano conoscere e perfezionare le tecniche dalla maschera  attraverso il lavoro con alcuni maestri con i quali sarà possibile fare un tratto di strada assieme confrontandosi a diversi livelli con questa nobilissima disciplina teatrale che ha segnato la nascita del Teatro Moderno e della professione teatrale in Europa e nella cultura occidentale. 

DUbaDAPda / Il Canto del Linguaggio

Concerto di fine anno
con gli allievi dei tre anni di corso, a cura di Marco Toller

[I Anno]

S. Rachmaninov (1873 -1943) Vocalise*
U. Führe (1957) Dubadapda
A. Copland (1900 -‘90) I bought me a cat*
L.v.Beethoven (1770 -1827) Falstafferel
W.A.Mozart (1756 -’91) Diggi, Daggi, “Bastien und Bastienne“*
Trad. gregoriana Communio: Passer invenit
M. Malibran (1808 –’36) Rataplan*
Montpellier codex (XIII sec.) Huic ut
G. Rossini La calunnia, “Il barbiere di Siviglia”*
Solage (XIV sec.) Fumeux fume par fumee
W.A. Mozart Vedrai carino, “Don Giovanni”*
J. Des Prez (1440 -1521 ca.) El grillo
L. Berio (1925 -2003) sequenza III*
C. Janequin (1485 -1558) L’alouette
E. Morricone (1928) Vocalizzo, “C’era una volta il west”*

[II e III anno]

L. Bernstein (1918 –’90) Warm-Up (A Round for Chorus)
G. Rossini (1792 – 1868) Largo al factotum, “Il barbiere di Siviglia”*
E. Toch (1887 -1964) Geographical Fugue for Speaking Chorus
W.A. Mozart La Vendetta, “Le Nozze di Figaro”*
J.B. Lully (1632 –’87) Cérémonie Turque*
G. Rossini Duetto Buffo di due Gatti*
J. Mäntyjärvi (1963) El Hambo
H. Villa-Lobos (1887 -1959) Aria (Cantilena), “Bachianas Brasileiras n.5”*
L. Schifrin (1932) Mission: Impossible (arr. M. Williams)

*solisti (III anno): Francesca Boldrin, Dario Di Carlo, Emanuele Caporale, Maria Marra, Francesco Garuti, Dina Mirbakh, Letizia Buchini, Gloria Romanin, Filippo Tampieri, Matteo Ciccioli, Filippo Capparella, Letizia Buchini e Francesca Boldrin, Sara Baldassarre

L’OMBRA DI FRANKENSTEIN

nella Notte dei Lettori saremo presenti con…
L’OMBRA DI FRANKENSTEIN
sabato 8 giugno, ore 20,30, Sala Oratorio del Cristo (sede Nico Pepe)

Scorribanda irregolare tra genesi, scrittura e fortune del capolavoro di Mary Shelley.
A cura di Paola Bonesi con gli allievi del 3° corso della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe: Sara Baldassarre, Francesca Boldrin, Letizia Buchini, Emanuele Caporale, Filippo Capparella, Matteo Ciccioli, Dario Di Carlo, Francesco Garuti, Maria Marra, Gloria Romanin, Filippo Tampieri.

” Stimati colleghi scienziati e neuro chirurghi signore signori. Alcune settimane fa dopo essermi basato in molti anni di professione su tradizioni conservatrici e sulla realtà scientifica come chiunque di voi, ho iniziato un esperimento, io stesso esito a menzionarlo, di rianimazione di tessuti morti. Ciò che ho da offrirvi potrebbe rappresentare la chiave dell’immortalità. Signore e signori… Ladies and gentlemen… Medames et Messieurs… Damen und Herren… da ciò che era una volta una massa di tessuti privi di vita vi presento ora … ”

A sabato, se ne avrete il coraggio…

_ marco toller nico pepe

Cantare la Voce – Introduttivo

dal 2 aprile, otto incontri ogni martedì, ore 20,00 – 22,00

Per chi è affascinato dalla ricchezza del mondo del Suono / Per chi vuole vivere il piacere del Canto / Per chi aspira ad incontrare l’autenticità della propria Voce

La qualità della nostra voce porta in sé la memoria del nostro vissuto e rivela la relazione che siamo in grado di instaurare con noi stessi e con gli altri. 

Il suono può diventare uno strumento efficace di indagine e scoperta del nostro corpo, permettendoci di riconoscere e trasformare i nostri modelli motori, posturali, respiratori ed emotivi. Il fascino di questa scoperta procede di pari passo con il piacere dato dalla liberazione e sviluppo del potenziale vocale insito in ognuno di noi, quasi come conseguenza inevitabile e naturale, senza forzature. 

In questo modo il nostro sistema vocale e la raffinata regolazione laringea, grazie alle sue complesse relazioni corporee (con orecchio, spazi di risonanza, organi sensoriali, sistema neurovegetativo e respirazione), possono diventare paradigma ordinatore per l’instaurarsi di una nuova funzionalità ed equilibrio psicofisico.

Qualsiasi sia il campo in cui impieghiamo di più la nostra voce, per scopi artistici, necessità professionali, per divertimento o per la quotidiana comunicazione, il rapporto tra suono e il corpo inteso come strumento vibrante, risulta essere affascinante e rivelatore di risorse spesso ignote.

Cantare la Voce è un percorso frutto di un’esperienza ventennale di avvicinamento alla propria espressività vocale: il corso introduttivo ha lo scopo di fornire le basi per un corretto e sano approccio all’emissione vocale fornendo gli strumenti necessari per una ricerca personale, affinabili poi nei successivi corsi di approfondimento.

Il metodo di lavoro è articolato in esperienze collettive ed individuali, orientate alla sensorialità e volte ad incentivare il naturale potenziamento dell’emissione vocale, attraverso il contatto diretto con il proprio e l’altrui suono.

Nel corso delle lezioni verranno affrontati i principi su cui si fonda la ricerca intrapresa più di trent’anni fa dall’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Lichtenberg® fondato da Gisela Rohmert: l’obiettivo è quello di stimolare l’ascolto e quindi lo sviluppo delle strutture profonde del suono e della funzionalità vocale ad esso correlata. In questo modo la qualità di emissione migliora progressivamente senza sforzo e il rapporto con la voce parlata e cantata – e con la stessa espressione artistica – si trasforma, permettendo che il suono diventi veicolo di emozioni, ricco di energia e apportatore di armonia ed equilibrio.

Il corso si articola in 8 incontri settimanali ed è rivolto sia a coloro che non hanno mai avuto esperienze in precedenza ma desiderano avvicinarsi al mondo della voce, sia a coloro che ne fanno uso per la propria professione – cantanti, coristi, musicisti ma anche insegnanti, attori, terapeuti, etc. – e desiderano approfondirne la conoscenza.

MARCO TOLLER Diplomato in organo, in musica corale e direzione di coro, parallelamente ha seguito il corso completo di studi presso l’Associazione Internazionale di Canto Gregoriano a Cremona. Dal 2000 ha orientato il proprio lavoro di ricerca sul suono seguendo l’approccio proposto dall’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Licthenberg, fondato da Gisela Rohmert, e ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento. È docente di tecnica vocale ed esercitazioni corali presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica ‘Nico Pepe’. Nel 2008 fonda il gruppo di ricerca vocale Cantiere Armonico.

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La Nico Pepe nel circuito Unesco

Un grande inizio d’anno per la Nico Pepe!Il 2019 non poteva iniziare in un modo più promettente con l’ammissione della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe fra i membri del Network for Higher Education in the Performing Artsdell’International Theatre Institute dell’Unesco.

Condividiamo la notizia che ci ha reso tutti felici: “Siamo lieti di condividere un traguardo che ci riempie di orgoglio e proietta la Civica Accademia Nico Pepe in un contesto internazionale esclusivo e prestigioso” afferma il direttore Claudio de Maglio “siamo stati ammessi come membri del Network for Higher Education in the Performing Arts dell’International Theatre Institute dell’Unesco, rete di scuole di teatro e accademie che promuove scambi internazionali per la conoscenza e la pratica nel campo dell’alta formazione delle discipline dello spettacolo (teatro, danza, musica)”.
Sono 46 le scuole di teatro e le università che fanno parte del Network e provengono da
Armenia, Australia, Bangladesh, Belgio, Brunei, Bulgaria, Burkina Faso, Cina, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Croazia, Etiopia, Georgia, Germania, Ungheria, India, Giappone, Giordania, Gran Bretagna, Lituania, Messico, Montenegro, Marocco, Olanda, Nigeria, Filippine, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Singapore, Slovenia, Stati Uniti, Sudafrica, Sud Sudan, Spagna, Svizzera, Tailandia, Turchia.
Per l’Italia oltre alla Nico Pepe è stata ammessa la Scuola del Piccolo Teatro di Milano.
L’ammissione è stata solennemente sancita nel corso dell’assemblea Generale dell’ITI Unesco tenutasi a Shanghai nel mese di ottobre e ci è stata comunicata ufficialmente allo scadere del 2018, per noi tutti non poteva esserci miglior viatico per l’anno nuovo.
L’assemblea dell’ITI Unesco, inoltre, nel 2018 ha celebrato un  importante anniversario, ovvero isettant’anni della fondazione dell’International Theatre Institute  istituito  a Parigi nel 1948 dal primo direttore generale dell’UNESCO, Sir Julian Huxley, e dal drammaturgo  JB Priestly.  L’ITI condivide gli obiettivi dell’UNESCO per quanto riguarda la cultura, la formazione e le arti e si propone di sostenere e migliorare la condizione di coloro che lavorano e creano nel campo delle arti performative. “Già da anni” prosegue de Maglio ” la Nico Pepe coltiva una dimensione di scambi con altre scuole di teatro e nel 2016 è stata avviata la prima edizione di SAFest, il Summer Academy Festival che ha privilegiato lo scambio con studenti e allievi di scuole provenienti dalla Russia, dalla Polonia, dalla Svizzera e dalla Bulgaria. Nel 2017 si è tenuta una prestigiosa Master Class con Carolyn Carlson, icona mondiale del teatro danza contemporaneo”. Alla Pepe si sta già lavorando  per lanciare due importanti iniziative culturali fondate sullo scambio di conoscenze e tecniche del teatro che porteranno a Udine e nella regione  nell’estate 2019 allievi e docenti provenienti da tutto il mondo. Nel Friuli Venezia Giulia esiste già una prestigiosa rete di siti Unesco Aquileia, Cividale, Palmanova, Caneva e Polcenigo –  ai quali ora si aggiunge la Scuola di Teatro a Udine, creando i presupposti per un polo culturale e artistico davvero esclusivo.

Condividiamo la notizia che ci ha reso tutti felici: “Siamo lieti di condividere un traguardo che ci riempie di orgoglio e proietta la Civica Accademia Nico Pepe in un contesto internazionale esclusivo e prestigioso” afferma il direttore Claudio de Maglio “siamo stati ammessi come membri del Network for Higher Education in the Performing Arts dell’International Theatre Institute dell’Unesco, rete di scuole di teatro e accademie che promuove scambi internazionali per la conoscenza e la pratica nel campo dell’alta formazione delle discipline dello spettacolo (teatro, danza, musica)”. Sono 46 le scuole di teatro e le università che fanno parte del Network e provengono da Armenia, Australia, Bangladesh, Belgio, Brunei, Bulgaria, Burkina Faso, Cina, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Croazia, Etiopia, Georgia, Germania, Ungheria, India, Giappone, Giordania, Gran Bretagna, Lituania, Messico, Montenegro, Marocco, Olanda, Nigeria, Filippine, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Singapore, Slovenia, Stati Uniti, Sudafrica, Sud Sudan, Spagna, Svizzera, Tailandia, Turchia. Per l’Italia oltre alla Nico Pepe è stata ammessa la Scuola del Piccolo Teatro di Milano. L’ammissione è stata solennemente sancita nel corso dell’assemblea Generale dell’ITI Unesco tenutasi a Shanghai nel mese di ottobre e ci è stata comunicata ufficialmente allo scadere del 2018, per noi tutti non poteva esserci miglior viatico per l’anno nuovo. L’assemblea dell’ITI Unesco, inoltre, nel 2018 ha celebrato un importante anniversario, ovvero isettant’anni della fondazione dell’International Theatre Institute istituito a Parigi nel 1948 dal primo direttore generale dell’UNESCO, Sir Julian Huxley, e dal drammaturgo JB Priestly. L’ITI condivide gli obiettivi dell’UNESCO per quanto riguarda la cultura, la formazione e le arti e si propone di sostenere e migliorare la condizione di coloro che lavorano e creano nel campo delle arti performative. “Già da anni” prosegue de Maglio ” la Nico Pepe coltiva una dimensione di scambi con altre scuole di teatro e nel 2016 è stata avviata la prima edizione di SAFest, il Summer Academy Festival che ha privilegiato lo scambio con studenti e allievi di scuole provenienti dalla Russia, dalla Polonia, dalla Svizzera e dalla Bulgaria. Nel 2017 si è tenuta una prestigiosa Master Class con Carolyn Carlson, icona mondiale del teatro danza contemporaneo”. Alla Pepe si sta già lavorando per lanciare due importanti iniziative culturali fondate sullo scambio di conoscenze e tecniche del teatro che porteranno a Udine e nella regione nell’estate 2019 allievi e docenti provenienti da tutto il mondo. Nel Friuli Venezia Giulia esiste già una prestigiosa rete di siti Unesco Aquileia, Cividale, Palmanova, Caneva e Polcenigo – ai quali ora si aggiunge la Scuola di Teatro a Udine, creando i presupposti per un polo culturale e artistico davvero esclusivo.

_ marco toller nico pepe

Cantare la Voce > L’arte nel Corpo: una voce per esprimere / Corso di approfondimento.

a partire da martedì 15 gennaio 2018, ogni martedì dalle ore ore 20.00 alle 22,00, a cura di Marco Toller

 

Chi ha conosciuto l’approccio al mondo del suono e della voce che offre il percorso di Cantare la Voce ha intuito quanto sia vasto e affascinante il panorama che si presenta, ricco di stimoli per la propria crescita vocale ed evoluzione personale.

Proprio per permettere che questo processo di trasformazione e sviluppo continui, viene offerta questa ulteriore opportunità per proseguire e approfondire in modo tematico il cammino intrapreso.

Il corso, partendo dalle basi teoriche e pedagogiche sviluppate dall’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Lichtenberg®, si rivolge a chiunque nutra in sé il desiderio di ampliare la conoscenza della propria voce e di prendere maggiore contatto con le potenzialità di risonanza del corpo, a seguito delle esperienze vissute nel corso introduttivo o in altri corsi di approfondimento.

I nuovi ambiti di ricerca nel mondo della voce che verranno via via esplorati potranno essere sviluppati in riferimento al campo di interesse specifico di ciascun partecipante (canto, strumento, voce parlata, vita quotidiana…).

In questa fase si alternerà sempre il lavoro collettivo con un maggior tempo dedicato alle esperienze individuali al fine di sviluppare le proprie potenzialità e superare specifici problemi, inoltre gli appuntamenti saranno 10 anziché 8 in modo da poter vivere sempre con maggior pienezza il percorso proposto.

È necessario che i partecipanti abbiano già seguito almeno un corso introduttivo (nell’ultima edizione dell’autunno 2017 o negli anni precedenti) o conoscano già, attraverso altri corsi o lezioni individuali, l’approccio alla voce proposto dal docente; non è altresì richiesta alcuna competenza musicale specifica.

Il percorso affrontato non è consequenziale a nessuno dei precedenti corsi di approfondimento e non ripete temi già affrontati in altri seminari.

Sempre nei primi mesi del 2019 le proposte di Cantare la Voce non terminano qui, ma si arricchiscono di ulteriori appuntamenti:

  • 28 marzo 2019, ore 18,00: ‘Cantare in pubblico: arte o fisiologia?’, conferenza tematica basata sui principi di lavoro sviluppati dall’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Lichtenberg®;
  • 2 aprile, ore 20,00-22,00, nuovo Corso Introduttivo di Cantare la Voce, otto incontri ogni martedì;
  • 10 – 12 maggio 2019: ‘Dare voce alla parola: il senso dell’esprimere’, seminario tematico sullo sviluppo del potenziale espressivo della voce parlata;
  • 12 – 14 e 19 – 21 luglio 2019: corso residenziale estivo presso l’Albergo Diffuso di Sutrio (UD)

Marco Toller, si è diplomato in organo e successivamente in musica corale e direzione di coro presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, parallelamente ha seguito il corso completo di studi  presso l’Associazione Internazionale di Canto Gregoriano a Cremona. Dal 1998 ha orientato il proprio lavoro di ricerca sul suono seguendo l’approccio proposto dall’Istituto di Fisiologia Vocale Applicata di Licthenberg® fondato da Gisela Rohmert e ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento. Dal 2000 è docente regolare di tecnica vocale ed esercitazioni corali presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica ‘Nico Pepe’. Nel 2008 fonda il gruppo di ricerca vocale Cantiere Armonico.

Saduros

La grande festa del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro: i verdetti.

Una festa per l’arte e soprattutto per tanti giovani, il Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro è stato un successo di critica e di pubblico, una splendida occasione di confronto e riflessione per tutta la città. A partire dalle 10 di mattina, nella gremitissima sala dell’ex Oratorio del Cristo sono stati presentati i 23 progetti finalisti del premio. In serata sono stati consegnati i diplomi agli allievi che hanno terminato il proprio ciclo di studi presso la Nico Pepe ed è stato inaugurato ufficialmente il nuovo anno accademico. Infine, sono stati nominati i vincitori del Premio, alla presenza degli ospiti d’onore della giuria artistica, Nicola Borghesi e Lodovico Guenzi.

Con il concludersi della maratona dedicata al teatro Under35, iniziata in mattinata e conclusasi alle 20.30, le varie commissioni di giuria hanno affermato ciascuna la propria preferenza, assegnando numerosi premi e riconoscimenti ai 23 progetti finalisti.

  • La Giura Artistica ha scelto come vincitore il progetto Saduros (regia: Jacopo Bottani; attori: Caterina Bernardi e Gilberto Innocenti).
  • Allo spettacolo Canaglie (regia: Giulia Bartolini; attori: Giulia Trippetta, Francesco Cotroneo, Giulia Bartolini) è stato assegnato il premio dalla Giura Giornalisti, quest’anno intitolato ad Angela Felice.
  • Per la categoria monologhi il vincitore è Candy memorie di una lavatrice – schifosamente tratto da storie vere e mai lavate (regia: Iris Basilicata; attrice: Giulia Gallone).
  • La Giuria Docenti ha prediletto Il settimo continente (regia e attori: Alberto Ierardi, Giorgio Vierda, Luca Oldani).
  • Il vincitore votato dagli allievi del secondo e del terzo anno della Nico Pepe è T.O.M. Tales of Me (regia e attore: Stefano Pettenella).
  • Il Direttore dell’Accademia Nico Pepe, Claudio de Maglio, ha assegnato un premio speciale al progetto Due addetti alle pulizie (regia: Chiara Arrigoni; attori: Andrea Ferrara e Alberto Melone).
  • Da parte del pubblico in sala è stato premiato Saduros.
  • Il progetto Che si trovino male (regia e attrice: Gulia Angeloni) si è aggiudicato la possibilità di trascorrere 15 giorni presso il Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio, sostenuto dal MIBAC, per preparare la messa in scena dello spettacolo, in collaborazione con il progetto Periferie Artistiche.
  • Sono state assegnate  menzioni speciali  da parte di tutte le giurie riunite a:  VeridicoVincenzoVividoLeft(l)over, e una menzione speciale assegnata dal Direttore della Nico Pepe al progetto Il coro di Babele

A essere premiarti sono stati gli attori più promettenti della nuova generazione, provenienti, oltre che dalla Nico Pepe, dalle Accademie più prestigiose d’Italia: la Scuola del Piccolo Teatro, la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma, l’Accademia Teatro Dimitri dalla Svizzera, la Scuola del Teatro Biondo di Palermo, l’Accademia Teatrale Veneta.

Il Direttore dell’Accademia, Claudio de Maglio, ha aperto la giornata invitando i tanti giovani presenti a far tesoro delle opportunità di condivisione artistica offerte dal Premio. In particolare, non ha nascosto il proprio entusiasmo «per l’atmosfera fertile che il Premio anche quest’anno ha saputo creare: un clima di grande interesse, attenzione e soprattutto crescita reciproca e di confronto tra tanti giovani e attori affermati, un laboratorio di nuove idee». De Maglio non ha esitato a definire l’undicesima come «l’edizione più riuscita del Premio sotto il punto di vista della qualità dei progetti presentati» e ha aggiunto che proprio per questo «le giurie hanno avuto molta difficoltà a individuare i vincitori: davvero tante le realtà meritevoli e attorialmente ben preparate». Di fronte alla qualità messa in scena dai giovani, de Maglio ha invitato gli operatori del settore «a trovare nuovi e maggiori spazi per delle realtà che non possono più passare inosservate, perché vive, preparate e valide: basta palare al futuro soltanto per rimandare, dobbiamo pensare al presente, a cosa possiamo fare ora e questo è il compito che il Premio più di tutti si prefigge». Non è mancata, infine, una nota all’ormai assodata “vocazione” dell’Accademia quale fucina di talenti: «Nicola e Lodovico sono qui a testimoniarlo, ma anche la collaborazione con il Teatro Rossetti di Trieste, che ha accolto nella sua stagione i vincitori delle ultime due edizioni e che anche quest’anno guarda con attenzione al Premio».

Attesissimo l’arrivo degli ospiti della Giuria artistica, il regista e attore Nicola Borghesi e il frontman de Lo stato sociale Lodovico Guenzi. Per entrambi si è trattato di un “ritorno a casa”, visto il loro passato da allievi dell’Accademia Nico Pepe. Grande il loro entusiasmo per il talento e le tante novità artistiche viste sul palco. Nicola Borghesi è netto nel suo giudizio: «non ho visto i teatri del futuro, che forse non esistono, però ho visto in nuce in alcuni progetti delle belle idee per il presente, che forse è l’unico tempo che il teatro conosca». Gli fa eco Lodovico Guenzi: «credo che non si debba sopravvalutare il futuro e neanche il passato, è bello essere qui ora a raccontare le nostre storie. Mi piace che il Premio sia costruito in maniera abbastanza familiare e di condivisione tale per cui il principio di divertimento dei ragazzi sia salvato. Il divertimento è l’unica cosa che conta». Alla premiazione hanno preso parte anche il Sindaco della città di Udine, Pietro Fontanini, e l’Assessore alla Cultura, Fabrizio Cigolot. Entrambi hanno confermato la loro stima per l’Accademia e l’ammirazione per la splendida riuscita del Premio.

Il Premio è una preziosa occasione per compagnie emergenti, registi e attori, rigorosamente Under35, di inserirsi nel mondo teatrale che conta. Le candidature ricevute – quasi un centinaio, provenienti da tutta Italia – testimoniano la rilevanza nazionale della manifestazione, nata undici anni fa con lo scopo di dar voce a giovani attori, alle loro capacità ed alle loro idee, delineando uno spazio di dibattito, confronto e crescita reciproca tra artisti in erba e figure ormai consolidate del panorama teatrale. Così è stato: domenica 25 novembre alla Nico Pepe il pubblico ha potuto incontrare i protagonisti dello spettacolo, come Nicola Borghesi e Lodo Guenzi, e i giovani talenti che calcheranno le scene teatrali nei prossimi anni.

L’edizione 2018 del Premio, organizzata con il prezioso sostegno di Fondazione Friuli, vanta prestigiosi riconoscimenti: il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, cui si aggiungono quelli dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano e dell’Accademia Teatro Dimitri. Inoltre, il Premio si avvale della collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Comune di Udine, cui si aggiunge il sostegno del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Monastero Ghelati

Claudio de Maglio al Festival di Poti in Georgia/luglio 2018

Il ritorno in Georgia nello scorso fine luglio 2018 è stato un altro tuffo nella storia, nella bellezza dei paesaggi e nella calda accoglienza della sua gente. L’occasione era il Festival Internazionale dei Teatri Regionali di Poti sul mar Nero dove avremmo portato lo spettacolo di Commedia dell’Arte tratto da “Love’s labor lost” di Shakespeare prodotto a Tbilisi con attori georgiani e il fatto di essere atterrato proprio a Tbilisi mi ha restituito il senso del viaggio, l’attraversare paesaggi che cambiano, climi diversi e odori, sapori che mi sono diventati familiari. I giorni del festival scorrono velocissimi tra interviste prove e spettacoli… un’atmosfera piacevolissima creata con sapienza dall’attrice giustamente amata Nìneli Chankvetadze, assistita da Nana Tutberidze e da Beka Jumutia infaticabili nel cercare di far sentire gli ospiti a proprio agio e far girare il grande meccanismo del festival.
A noi ospiti capitava di incontrare colleghi teatranti  provenienti non solo da tutta la Georgia ma anche da Russia, Polonia, Stati Uniti d’America etc etc … Nìneli è anche riuscita  a organizzare, nonostante il poco tempo a disposizione, una gita a Kutaisi, bellissima città dell’antica Colchide attraversata dal fiume che una volta si chiamava Pasis e adesso Rioni. Vedendo le sue acque gorgoglianti ho immaginato Giasone e gli argonauti risalire la corrente a tratti tumultuosa con la loro nave alla ricerca del vello d’oro… (hanno fatto nel 1984 un esperimento ricostruendo una nave coi metodi di allora e ci sono riusciti!). Li ho immaginati giovani scapestrati, come Pasolini me li aveva figurati nel suo bellissimo e struggente film, arrivare proprio qui e conquistare l’amore di Medea che Euripide volle presentarci, infanticida per vendetta, ma che invece qui raccontano in modo diverso… Medea va riabilitata e molti nei tempi, anche piuttosto recenti, hanno tentato di farlo, ma spetta ai georgiani raccontarcelo attraverso un gesto di arte drammatica contemporanea che attendo con curiosità e interesse.
Abbiamo visitato oltre alla città, con un suo teatro  notevolissimo, anche il vicino sito Ghelati, complesso architettonico e monastero voluto nell’undicesimo secolo dal re Davide quarto, l’uomo che fu canzonato dai vicini regnanti come “re dei boschi” ma che di fatto riuscì a riunire la Georgia come unica Patria sotto di sé.. un uomo pare di statura fisica elevatissima e infatti la sua lunga tomba si trova all’ingresso di questo sito bellissimo e di grande pace tra le alture, immerso nella natura. Re Davide volle che la sua tomba venisse posta all’ingresso per essere calpestata nei secoli come gesto di umiliazione allo scopo di espiare i delitti commessi in vita…  Abbiamo poi visitato le “cave di Prometeo“ un lungo cammino con guida nelle viscere della terra tra stalattiti e stalagmiti che delineano forme di grandissima suggestione e illuminate con molta sapienza. Sarebbe bello che l’Ente Turismo georgiano promuovesse un concorso per dare un nome ad alcune di queste formazioni (in una per esempio ci ho visto le guglie della “Sagrada Familia” celebre cattedrale di Gaudì a Barcellona ma chissà quante altre proposte potrebbero esserci) e credo potrebbe attrarre ancora più visitatori pur avendone già parecchi.
Ritorniamo al festival di Poti e alla Commedia Italo-Georgiana che ha avuto accoglienza calorosissima e che fa sperare ulteriori progetti condivisi. Questa esperienza mi ha dato molte riflessioni sul teatro, sulle motivazioni che ci spingono verso quest’arte e sul senso dell’incontro tra culture. Ne sono arricchito.  Ritorno a Tbilisi e mi reimmergo nella sua storia e nella sua bellezza ammaliante. Visito il Museo Statle della Georgia Janashia dove si trova il tangibile segno che la nostra storia di umani è iniziata da queste parti, in queste terre 1.700.000 anni fa e non in Africa… poi vedo i segni di civiltà antiche e gioielli preziosi e manufatti in oro… allora capisco ancora di più quel risalire di Giasone e dei suoi compari alla ricerca dell’oro georgiano e per dirla di nuovo con Pasolini “ciò che è mitico è realistico”… ne colgo il tangibile e concreto anelito dei conquistatori, almeno ora mi sembra più chiaro. La Georgia è una culla di civiltà ed ecco perché tutti l’hanno sempre cercata amata conquistata deturpata frammentata e sottomessa… ecco perché ha avuto solo tre anni di vera indipendenza nella sua ultramillenaria storia (dal 1918 al 1921) e che oggi ancora cerca di difendere con onore e dignità ma anche con la grazia dei suoi abitanti. Allora se in Georgia può accadere di ritrovare le proprie origini siamo tutti un po’ georgiani.

Claudio de Maglio

spettacolo al Festival di Poti

Monastero di Ghelati

Caverne di Prometeo

Caverne di Prometeo

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